10 anni di ESPER

Esper compie dieci anni. Abbiamo deciso di celebrare questa importante scadenza in compagnia dei nostri coetanei di Associazione Comuni Virtuosi pubblicando un libro che racconta i nostri “Dieci anni di percorsi virtuosi verso Riduzione, Riuso, Riciclo e Tariffazione Incentivante”.

Ma a raccontare tali percorsi sono intervenuti con le loro preziose testimonianze i reali protagonisti, gli attori principali di queste attività: amministratori e tecnici, presenti e passati. Tutti uniti da una caratteristica comune: sono stati il motore dei cambiamenti sul loro territorio.

L’introduzione e scritta da un compagno di strada eccellente: il premio Goldman Environmental Prize 2013 per l’ambiente Rossano Ecolini, presidente di Zero Waste Europe, Zero Waste Italy e coordinatore del Centro di Ricerca Rifiuti Zero di Capannori.

La pubblichiamo qui di seguito:

Da anni Zero Waste Italy lavora perché la strategia “rifiuti zero”, attualmente il modo più veloce ed economico attraverso cui i governi locali possono contribuire alla riduzione dei cambiamenti climatici, alla protezione della salute, alla creazione di posti di lavoro “verdi” e alla promozione della sostenibilità locale, sia diffusa ed ottenga nuove e numerose adesioni. Siamo convinti che la gestione sostenibile delle risorse passi attraverso il raggiungimento di tre obiettivi generali:
1. responsabilità dei produttori, a monte del processo produttivo: produzione e progettazione industriale;
2. responsabilità della comunità, a valle: modelli di consumo, gestione dei rifiuti e smaltimento;
3. responsabilità della classe politica, per coniugare responsabilità industriale e della comunità in un contesto armonioso.
Insomma riduzione, riuso e riciclo sono tre parole d’ordine di importanza fondamentale. Nel 1996, grazie al movimento “Non bruciamoci il futuro”, viene sconfitta l’ipotesi di costruzione di un inceneritore nel Comune di Capannori . Non ci accontentiamo del successo ma iniziamo a lavorare per la creazione di reali alternative all’incenerimento fondando il Centro di Ricerca Rifiuti Zero quale primo esempio di centro di questo genere in Europa. Proprio su questi temi abbiamo avviato un percorso a Capannori e nella nostra strada verso un futuro di sostenibilità abbiamo più volte collaborato con l’Associazione Comuni Virtuosi (di cui Capannori fa parte) e con i tecnici della ESPER nelle nostre iniziative di formazione tecnica degli aderenti al movimento rifiuti zero, in particolare quando abbiamo promosso l’introduzione della tariffazione puntuale nel Comune di Capannori ( uno dei 10 passi fondamentali della strategia verso rifiuti zero), anche grazie al prezioso e qualificato supporto tecnico della ESPER.
La tariffazione puntuale era l’obiettivo che, dopo l’adozione della raccolta porta a porta, ancora mancava a Capannori per garantire trasparenza ed equità contributiva agli utenti e permettere l’ulteriore ottimizzazione del servizio di raccolta con un conseguente contenimento dei costi e delle emissioni ad esso collegate. Un passo fondamentale, capace di scatenare reazioni sinergiche e virtuose non solo nella cittadinanza, ma anche nel tessuto produttivo. Le ormai numerose esperienze in Italia e soprattutto in Europa, come anche gli studi di ESPER riportati in questa pubblicazione, dimostrano: il meccanismo incentivante per cui si paga in base alla reale produzione di rifiuti, e dunque al reale utilizzo del servizio di raccolta, non modifica solo le abitudini del cittadino per quel che riguarda la raccolta e la gestione dei propri rifiuti, ma anche e soprattutto quelle di acquisto.
Anche a Capannori a seguito dell’adozione della Tariffa puntuale in cittadini privilegiano sempre di più l’acquisto di prodotti con meno imballaggi, con imballaggi facilmente differenziabili, di prodotti sfusi.
È quello che avviene dove la tariffa puntuale è attiva da molto tempo, come in Trentino Alto Adige. Gli esempi non mancano: la tariffazione puntuale è stata in grado, ovunque sia stata implementata, di attivare le migliori sinergie fra buone pratiche di riduzione, riuso e riciclo. Buone pratiche che devono essere condivise, diffuse, affinate ulteriormente. Questo è il lavoro che il movimento internazionale Rifiuti Zero (che in Italia conta su 218 amministrazioni locali impegnate ad applicare concretamente questa strategia) sta promuovendo incessantemente per garantire un futuro migliore alle nuove generazioni ed anche l’azione di diffusione di buone pratiche che ESPER sta operando anche fuori dai confini nazionali, in Croazia, Slovenia e San Marino, sta contribuendo al consolidamento internazionale di questo percorso virtuoso.

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Ragusa – ll consiglio comunale approva all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento e gli atti di gara

Il Consiglio comunale, nella seduta di giovedì 17 dicembre ha approvato all’unanimità il nuovo Piano d’Intervento per la raccolta rifiuti, i relativi atti di gara e la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia. Dopo anni di affidamenti diretti e proroghe (sistema che ha anche attirato l’attenzione della magistratura, come dimostra questo articolo del Corriere di Ragusa), il servizio è nuovamente messo a gara.
Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio si possono evidenziare i seguenti:

  • il servizio porta a porta esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione ad ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali nonché la contestuale di tutti i bidoni condominiali e dei cassonetti stradali;
  • il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta). Una modalità di tariffazione più equa (ogni cittadino pagherà in base ai propri comportamenti: più saranno virtuosi più basso sarà l’importo della bolletta), trasparente (i cittadini possono conteggiare i propri conferimenti e confrontarli con quelli riportati in bolletta), incentivante (per i cittadini più virtuosi, che si vedranno applicare degli sconti in bolletta per l’amministrazione che vedrà annullarsi o quasi i casi di contestazione, per l’azienda che avrà la possibilità di ottimizzare il servizio).

La riorganizzazione del servizio e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano.

Tra gli effetti positivi dell’applicazione della tariffazione puntuale applicata in sinergia con la raccolta porta a porta, si possono evidenziare soprattutto i seguenti:

  • l’incentivazione economica al minor conferimento di rifiuti indifferenziati non riciclabili stimola una maggiore consapevolezza dei cittadini verso comportamenti virtuosi, sia in fase di gestione dei propri rifiuti, sia in fase di acquisto (dove si è applicata la tariffazione puntuale si è registrato un cambio nelle preferenze d’acquisto, a favore di prodotti con imballi più ridotti, più ecologici, quando non addirittura sfusi).
  • una maggiore responsabilizzazione degli utenti rispetto alla qualità dei materiali conferiti che consente un aumento non solo della quantità della raccolta differenziata, ma anche e soprattutto della sua qualità, elemento fondamentale per ottenere il massimo dei corrispettivi sulla base dell’accordo nazionale ANCI-CONAI.
  • una maggiore responsabilizzazione del gestore e degli operatori del servizio rispetto alla auspicata riduzione dei costi complessivi grazie all’introduzione di meccanismi evoluti di penalizzazione al gestore (in caso di mancato raggiungimento dei risultati) ma anche di riconoscimento di premialità economiche (in casi di superamento degli obiettivi) da riconoscere agli operatori. Tali risorse aggiuntive deriveranno dai maggiori ricavi derivanti dall’auspicato aumento della qualità delle frazioni riciclate.

Come dichiara il Dott. Attilio Tornavacca quale direttore della ESPER, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato ed ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di ESPER stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea CENSE (Circular Economy from North to South Europe 2020 –  che mira a promuovere la cooperazione tra reti di città su tematiche chiave dell’Unione Europea ndr.) . Cogliamo l’occasione dell’approvazione del Piano per ringraziare in particolare l’Assessore all’Ambiente, Dott. Antonio Zanotto, per l’infaticabile opera di confronto, condivisione e supporto operativo che, coadiuvato dagli uffici tecnici del proprio settore, ha garantito in questi mesi dimostrando di credere profondamente nel carattere innovativo e nelle potenzialità di questo Piano portando avanti fino in fondo questa sfida”.

Il progetto, sviluppatosi a seguito di numerose occasioni di confronto che hanno coinvolto la cittadinanza, gruppi di interessi, associazioni di categoria e gruppi sindacali, rappresenta per la Sicilia un elemento di forte innovazione tanto che Comieco, Consorzio Nazionale per il Recupero e Riciclo degli Imballaggi, ha scelto il progetto del Comune di Ragusa come realtà campione, ovvero come progetto pilota per l’ottimizzazione della raccolta della carta e del cartone nel contesto siciliano. Come ha dichiarato il dott. Roberto Di Molfetta di Comieco, durante il proprio intervento durante conferenza tenutasi il 28 novembre scorso a Ragusa in occasione della a Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti “La scelta di affiancare e sostenere il progetto di Ragusa deriva dall’analisi e dalla valutazione estremamente positiva delle potenzialità di tale metodologia di intervento, dalla profonda e preventiva condivisione con le parti sociali e della elevata determinazione che caratterizza l’Amministrazione comunale ragusana”.

I bidoni per la differenziata? Negli spazi condominiali! Lo dice il TAR

Il condominio è obbligato a collocare all’interno dei propri spazi condominiali i bidoni comunali dedicati alla raccolta dei rifiuti differenziati e a esporli di conseguenza alle ore stabilite. A deciderlo è stato il Tar Piemonte, con la sentenza n. 1169, del 10 luglio 2015, rigettando il ricorso di  un condominio di Torino che si rifiutava di esporre su suolo pubblico nei giorni e nelle ore della raccolta i propri bidoni dei rifiuti allocati all’interno delle proprie pertinenze, così come previsto dall’ordinanza del sindaco e dai regolamenti comunali. Con il rigetto, di conseguenza, è legittimo il regolamento comunale approvato dall’amministrazione comunale con cui si stabilisce la collocazione dei bidoni della raccolta dei rifiuti differenziati all’interno delle aree di condivisione del condominio. A nulla sono servite le motivazioni addotte dal condominio di via Pastrengo, considerate giuridicamente infondate. Secondo i giudici del Tar Piemonte, i bidoni della differenziata hanno la precedenza su tutte le questioni compresi i patti condominiali stabiliti durante le assemblee (difficoltà degli spazi di manovra in caso di parcheggio, eventuale disagio di carattere igienico ed olfattivo nei periodi estivi, etc).

La parte ricorrente inoltre ha provato a contestare sia il principio generale della legittimità dell’obbligo di internalizzazione dei cassonetti impartito dall’amministrazione comunale, sia ad addurre l’esistenza dei presupposti per la deroga al principio generale.

Il condominio di via Pastrengo, infatti, ha provato a ridurre il principio dell’internalizzazione dei rifiuti all’interno degli edifici condominiali espresso nei regolamenti comunali da “principio di carattere generale cogente ed inderogabile” a quello di “residuale destinato a trovare applicazione solo quando ciò non determini problemi e inconvenienti di natura igienica”.  Il condominio, inoltre, non ha trovato appigli giuridici nemmeno richiamando il Regolamento comunale di igiene, artt. 211 e 235 che disciplinano le distanze minime (di almeno 500 mt) dei depositi di immondizie dalle abitazioni. Per i giudici infatti il posizionamento dei bidoni in aree interne, anziché su pubblica via, non andrebbe in contrasto con nessuna delle disposizioni normative ne comunali ne regionali.

La collocazione dei cassonetti della raccolta differenziata all’interno del cortile condominiale, con l’obbligo di esporli sulla pubblica via nelle aree e nei giorni stabiliti dal gestore – secondo il collegio giudicante – “costituisce principio generale preferenziale della vigente normativa regolamentare all’interno della Città di Torino”. Ad attestarlo in primis, le deliberazioni provinciali del 15 ottobre 2002, del 16 dicembre 2003 e del 26 luglio 2005, con cui il consiglio ha approvato l’attivazione di servizi innovativi di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, e la successive deliberazioni con cui lo stesso consiglio provinciale ha approvato il nuovo Programma Provinciale di Gestione Rifiuti, confermando che tale metodologia di raccolta è “strumento necessario per conseguire gli obiettivi stabiliti dal programma stesso di incrementare la raccolta differenziata fino al 65%”; a livello regionale inoltre i giudici hanno fatto riferimento alla circolare del presidente della giunta regionale 25 luglio 2005, n. 3/AMB/SAN “con cui, in vista della modifica, da parte dei singoli comuni, dei regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani, sono state dettate le prime indicazioni operative per la raccolta domiciliare della frazione organica e indifferenziata e residuale dei rifiuti urbani, in cui è espressamente previsto il collocamento dei cassonetti in aree pertinenziali private esterne ai fabbricati, a determinate condizioni”; il vigenteregolamento per la gestione dei rifiuti urbani del Comune di Torino, così come modificato con deliberazione consiliare n. 11826/112 del 21 marzo 2005, il quale ribadisce la possibilità di prevedere sistemi di raccolta dei rifiuti che favoriscano la raccolta differenziata “con sistemi domiciliari (porta a porta)” – art. 8 comma 3 – e, in relazione a tale eventualità, prevede l’obbligo dei proprietari privati, dei condomini o dell’amministratore di condominio “di consentire il posizionamento dei contenitori all’interno degli stabili negli spazi ritenuti idonei da parte del gestore del servizio che ne rimane proprietario” e di “esporre gli stessi nei giorni e nelle ore stabiliti dal gestore del servizio sul tratto viario prospiciente l’immobile di competenza e di riporli all’interno dei cortili o delle pertinenze condominiali, dopo l’avvenuto servizio di raccolta” (art. 10 commi 3 e 6); da ultimo, l’ordinanza comunale n. 5226 del 6 novembre 2013 con cui la Città di Torino ha esteso il medesimo principio e i medesimi obblighi anche al territorio cittadino comprendente il quartiere Crocetta, in cui è ubicato il condominio ricorrente.

Riguardo alle altre eccezioni di merito, è vero “che i cassonetti sono di regola collocati sul suolo pubblico, come previsto dal comma 2 dell’art. 10 – spiega il dispositivo della sentenza – salvo che non vengano attuati in ambito cittadino sistemi di raccolta differenziata “Porta a Porta”, nel qual caso scatta il diverso principio previsto dal comma 3 dello stesso articolo, secondo cui i proprietari privati hanno l’obbligo di posizionare i cassonetti della raccolta differenziata all’interno degli spazi pertinenziali”.

Riguardo infine alle deroghe al principio assoluto a cui il condominio ricorrente si è appigliato in ultima istanza (dal momento che la normativa di settore ne avrebbe previsto la derogabilità in presenza di determinati presupposti), per il collegio giudicante non ha trovato fondamento “dal momento che nel caso di specie, secondo le condivisibili affermazioni di AMIAT, non sussistevano i presupposti per la deroga”.
I meri interessi privati – hanno sentenziato i giudici – sono destinati a recedere a fronte dell’interesse pubblico alla corretta realizzazione del sistema di raccolta dei rifiuti “Porta a Porta”. E le problematiche relative all’igiene sono stati rilevate “sospette e pretestuose” dal momento che sono emerse sono in caso di giudizio e non già nei confronti di Amiat, nel momento in cui sono stati collocati i bidoni all’interno del condominio.

La sorpresa di Ferragosto: 12 nuovi inceneritori? La petizione per dire di no!

Un decreto all’interno della legge “Sblocca Italia”, imporrebbe la costruzione di 12 nuovi impianti di incenerimento rifiuti in Italia. La via del Governo Renzi per la gestione “virtuosa” dei rifiuti passa dunque dall’incenerimento. E solo da quello. In barba alle normative europee (direttiva 2008/98/CE) che impongono un ordine di priorità nella gestione dei rifiuti (e l’incenerimento viene solo dopo la riduzione, il riutilizzo e il riciclo di materia), in barba alle normative Italiane che impongono il 65% di RD entro il 2020 (obietivo che era già stato fissato e mai raggiunto per il 2012) ed il 50% di recupero di materia.

Le reazioni sono già molte, e tutte negative. A partire dai commenti dei presidenti delle regioni interessate dal provvedimento.

Il presidente della Puglia, Michele Emiliano, fa sapere di “non aver ricevuto alcuna comunicazione al riguardo”, ma garantisce che sul suo territorio non sarà costruito nessun inceneritore: “È uno degli impegni che abbiamo preso in campagna elettorale: abbiamo costruito il nostro programma dal basso e gli elettori si sono espressi chiaramente contro la costruzione di impianti di incenerimento”. Sergio Chiamparino, presidente della Regione Piemonte, è altrettanto risoluto: “Di inceneritori ne abbiamo uno e ci basta: il termovalorizzatore del Gerbido, alle porte di Torino, brucia quasi 416 mila tonnellate di rifiuti l’anno. Non ne sono previsti altri”.

Rosario Crocetta, governatore siciliano: “Io i termovalorizzatori non li farò mai. Li vuole Renzi? Il piano sui rifiuti ce lo facciamo da soli”. Per Luca Ceriscioli, eletto a fine maggio nelle Marche, un nuovo impianto sarebbe inconcepibile: “Quello di Macerata – spiegano i suoi collaboratori – è stato spento un anno fa proprio perché non ce n’è alcun bisogno. La raccolta differenziata è già al 63 per cento e si avvicina a rapidi passi al 70. Mancherebbero proprio i rifiuti con cui alimentare il termovalorizzatore: non abbiamo spazzatura da bruciare”. Anche Enrico Rossi, come i governatori precedenti, è stato eletto nel Pd. E nemmeno lui conosce il frutto avvelenato dello Sblocca Italia: “Non sapevo che il decreto prevedesse inceneritori in Toscana, né che da noi debbano essere addirittura due. Non è prevista la costruzione di alcun impianto”.

Catiuscia Marini (sempre Pd), governatrice dell’Umbria, conosce i piani del governo per la sua Regione, ma non ha nessuna intenzione di autorizzarli: “Non avrebbe senso. Abbiamo una differenziata, in crescita, al 50 per cento, con picchi del 70 a Perugia. Restano solo 100 mila tonnellate da smaltire: troppo poche per giustificare un termovalorizzatore. Il governo lo sa. Magari un impianto in Umbria può servire a smaltire i rifiuti di altre Regioni, ma noi non ci stiamo”. L’area individuata, quella di Terni, “ha già seri problemi di inquinamento”, aggiunge il direttore dell’Arpa umbra, Walter Ganapini.

Pure la Campania di Vincenzo De Luca dice no. Dal suo staff arriva una risposta netta: per costruire un termovalorizzatore a trazione secca servono almeno quattro anni. Tra quattro anni, secondo le stime, ci saranno 700 mila tonnellate di rifiuti da smaltire. Per questa cifra basta l’impianto di Acerra: non ce ne vuole un altro. La previsione del governo è basata su dati superati, numeri vecchi. Nel Veneto del leghista Luca Zaia di inceneritori ce ne sono già tre. Anche qui, degli inceneritori di Renzi nessuno sa nulla: “Il 25 maggio c’è stata inviata una comunicazione sul monitoraggio degli impianti esistenti. Di eventuali nuovi impianti nessuno ci ha detto nulla. Abbiamo tre inceneritori e non ne costruiremo altri: siamo una Regione ‘riciclona’ e puntiamo dritti sul compostaggio”.*

Ma non solo i Presidenti di Regioni: anche i movimenti ecologisti si muovono per dire No a nuovi impianti. Zero Waste Lazio ha indetto una raccolta firme che nei giorni a cavallo di ferragosto ha avuto un successo insperato: oltre 1200 firme.
Chi fosse interessato ad aggiungere la propria può farlo a questo indirizzo:

https://www.change.org/p/al-presidente-della-giunta-regionale-nicola-zingaretti-a-tutti-i-presidenti-delle-giunte-regionali-s%C3%AC-chiede-di-non-approvare-lo-schema-di-decreto-attuativo-ai-sensi-dell-art-35-comma-1-del-d-l-n-133-2014-detto-sblocca-italia
*fonte: Il Fatto Quotidiano 

 

Policoro: 70% e oltre, con l’obiettivo della tariffazione puntuale

Gli studi nazionali che ogni anno si propongono di fotografare lo stato dell’arte della gestione rifiuti in Italia parlano sempre, invariabilmente, di un Paese a due velocità: una situazione insostenibile nel centro-sud Italia e una situazione accettabile con punte di eccellenza nel Nord. Situazione che ad oggi non può essere smentita a livello di macro-sistema, ma che tanti Comuni più o meno grandi stanno lottando per cambiare.
Policoro, Comune di 17.000 abitanti in provincia di Matera è uno di questi. Da circa un anno, con il supporto tecnico di Esper, ha rivoluzionato il proprio sistema di raccolta rifiuti, con l’obiettivo dichiarato di passare alla tariffazione puntuale in tempi brevissimi. E i risultati non hanno tardato ad arrivare.

Ne parliamo con Giovanni Lippo, Presidente del Consiglio Comunale con delega all’Ambiente

Partiamo da quel che fu. Come si svolgeva il servizio di raccolta rifiuti prima delle novità introdotte dal nuovo servizio?
Avevamo già un servizio di raccolta porta a porta spinto, con sacchetti dotati di codice a barre e mezzi dotati di lettore. O per lo meno così era sulla carta. I risultati ottenuti con il precedente erano a dir poco scarsi: non superavamo il 17% di Rd, in realtà i mezzi di raccolta erano quelli utilizzati per il precedente contratto, quindi senza lettore di codici a barre, e i sacchetti forniti, nonostante quanto scritto sul contratto, non riportavano i codici a barre. Certo, i costi erano bassi, ma ci trovavamo sacchetti di immondizia non raccolti ovunque, spesso stracciati dai cani che girano liberi per le strade, con conseguenti disagi. Tutto ciò ci ha portato alla risoluzione anticipata del contratto per gravi inadempienze da parte del gestore. Prima di procedere ad un nuovo affidamento, però, abbiamo affidato ad ESPER il compito di redigere uno studio che individuasse le debolezze del sistema, e, in seguito, l’incarico di redigere un nuovo piano per la raccolta rifiuti nel Comune di Policoro.

Qual è la modalità di raccolta odierna, con il nuovo progetto?
È stata confermata la scelta del porta a porta spinto, ovviamente, con tre passaggi a settimana per l’organico e uno per le altre frazioni. Ma non solo.
Si è abbandonata la raccolta a sacchi, che era stata individuata come una delle maggiori criticità del precedente contratto, per passare a quella a mastelli rigidi. Tutte le utenze sono state dotate di contenitori rigidi (di varie capacità a seconda delle tipologie e delle esigenze) sui quali sono stati apposti dei trasponder, che permettono di identificare il mastello, associarlo ad un’utenza e conteggiare gli svuotamenti nel corso dell’anno. Sui nuovi mezzi per la raccolta sono installati lettori per identificare i contenitori e sistemi GPS per la geolocalizzazione del mezzo stesso.

I risultati sono arrivati?
Direi di si: da febbraio, mese in cui siamo arrivati a regime, abbiamo toccato quota 70% di raccolta differenziata. Siamo soddisfatti.

Policoro è un comune turistico, che vede arrivare grossi flussi di villeggianti ogni estate. Tipicamente questo rappresenta un problema. Come lo avete risolto?
Si, i flussi turistici hanno un impatto notevole su Policoro: siamo una cittadina di 17.000 abitanti che d’estate diventano oltre 70.000. Questo evidentemente rappresenta una criticità. Dal primo di luglio abbiamo aperto una micro isola ecologica che serve il Lido. La struttura, costantemente presidiata da un operatore, si è rivelata uno strumento essenziale per il turismo “mordi e fuggi” o per quello del weekend ed è in grado di assorbire i flussi di rifiuti derivanti da esso, dando un punto di conferimento anche a chi non potrà usufruire delle raccolte domiciliari. Inoltre abbiamo diviso la zona residenziale turistica in sotto aree. In ognuna di queste sarà sempre lo stesso operatore ad effettuare la raccolta, andando a creare un rapporto personale con gli utenti, fungendo da informatore, ed eventualmente segnalando e correggendo comportamenti non corretti.
L’insieme di queste misure ha fatto si di poter confermare i risultati “invernali”: le proiezioni sul mese di luglio ci danno un 68% di RD.

La tracciabilità dei mastelli e dei contenitori rigidi lascia intendere una volontà di arrivare alla tariffazione puntuale. È davvero così?
Si. È così. La tariffazione puntuale è il nostro obiettivo.
Riteniamo che sia l’unico metodo oggi disponibile alle amministrazioni per correggere delle storture normative che vengono dal governo centrale. Con la TARI presuntiva, si è costretti ad applicare delle tariffe che penalizzano fortemente alcune categorie di utenze commerciali. Nella fattispecie piccoli ristoranti, bar, verdurieri ed altre ancora. Crediamo che il principio “paghi per i rifiuti che produci” sia al momento l’unico che possa garantire un’equità nella tariffazione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
Il sistema di raccolta porta a porta è partito nel febbraio 2015. Partiremo con la tariffazione puntuale non prima del 2016: abbiamo bisogno di almeno un anno per monitorare i flussi, per conoscere le abitudini dei cittadini e per poter calibrare in maniera corretta i costi da addebitare agli stessi.

#cassonettiquotidiani

Speriamo di poterli dare presto per estinti dalle nostre strade, sostituiti da raccolte domiciliari di qualità, eppure ancor oggi sono fra i manufatti con cui abbiamo a che fare più spesso. Sono oggetti che spesso diamo per scontati, salvo poi sconvolgerci quando, come troppo spesso accade, “non funzionano”. Sono i cassonetti in cui depositiamo i nostri scarti, divisi (si spera) per tipologia merceologica.

A loro vogliamo dedicare la prima campagna social di ESPER. Un galleria di immagini che ci mostrino l’assurdità e l’inefficienza delle raccolte stradali, ma anche, perchè no, situazioni curiose e soluzioni creative legate alle raccolte porta a porta.

Pubblicheremo con l’hashtag #cassonettiquotidiani fotografie di situazioni particolari in cui ci imbattiamo e brevissimi commenti sulle stesse. Vi invitiamo a fare altrettanto.

Giochiamo con i cassonetti. Ma seriamente!

Esper su twitter: @ESPER_WasteNews
Esper su Facebook: http://www.facebook.com/esper.italia

Esper diventa social

Fino ad oggi Esper aveva scelto di non aprire profili social. Ma i tempi cambiano e le scelte vanno riviste.

La decisione di diventare “social” non è una resa alle tendenze del momento o alla moda. Tutt’altro. E’ una scelta consapevole, pensata e voluta. La scelta di aprirsi a mezzi di comunicazione più immediati, veloci, in grado di dare spunti di riflessione (senza poter dare risposte complesse, vincolati dalla natura stessa del mezzo o dal numero di caratteri disponibili) e di stimolare ricerche e approfondimenti.

Potrete dunque trovarci sia su facebook che su twitter.

Vi invitiamo ad univi alla comunità virtuale di ESPER.

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Twitter: @ESPER_WasteNews

RASSEGNA STAMPA – Raccolta rifiuti, alla Cna di Ragusa presentato il nuovo piano d�intervento

E’ risultato molto partecipato, oltre settanta rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca, che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. “Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende”. Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. “D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni”.

Fonte: Telenova Ragusa

RASSEGNA STAMPA – Il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti a Ragusa

E’ risultato molto partecipato, oltre 70 rappresentanti di piccole e medie imprese, l’incontro promosso dalla Cna territoriale di Ragusa nel corso del quale è stato illustrato il nuovo piano di intervento di raccolta dei rifiuti sul territorio comunale cittadino. L’appuntamento, introdotto dal presidente territoriale Giorgio Biazzo, con il supporto della responsabile organizzativa, Antonella Caldarera, ha contemplato la presenza dell’assessore comunale all’Ambiente, Antonio Zanotto, e del direttore dell’Esper, Attilio Tornavacca (foto), che ha curato la stesura del piano in questione. E’ stato soprattutto quest’ultimo a scendere nello specifico e a spiegare che cosa cambierà. «Il messaggio che è passato – dice Biazzo – è che con il nuovo piano si pagherà in virtù di quello che si dà e non di quello che si produce. La raccolta, che sarà fatta con il sistema del porta a porta, spingerà dunque le imprese a rivedere le procedure di selezione interna dei rifiuti. Tutto ciò anche sulla scorta di un regolamento che dovrà essere predisposto. Abbiamo raggiunto in pieno l’obiettivo, quello cioè di avviare una prima sommaria informazione sulle metodiche di raccolta del rifiuto affinché le aziende sappiano come muoversi e ciò che le attende».

Saranno numerose le novità, così come illustrate da Tornavacca, mentre l’assessore Zanotto ha ribadito che comunque il Comune rimarrà vicino alle piccole e medie imprese soprattutto nella fase di start up con l’obiettivo di eliminare eventuali anomalie. «D’altronde – continua Caldarera – la riunione di giovedì pomeriggio è servita all’Amministrazione comunale per raccogliere alcune indicazioni da parte delle imprese con l’intento di apportare eventuali migliorie al sistema e attivare un piano di concertazione che consenta di eliminare al massimo i disagi che si potrebbero pure presentare quando si ha a che fare con delle procedure completamente nuove. E’ già predisposto, ad ogni modo, un altro incontro con l’Amministrazione comunale per approfondire tutte quelle questioni che rimangono poco chiare. E tutto ciò per consentire di appianare sul nascere eventuali incomprensioni».

Fonte: Il Corriere di Ragusa

PAYT – Tariffazione puntuale. Il convegno a Modugno

Pubblichiamo il filmato dell’intervento del direttore Attilio Tornavacca al convegno “Tariffazione Puntuale dei rifiuti: dalla teoria alla pratica”, organizzato dall’associazione PAYT (www.payt.it).

Se siete interessati a visionare il filmato dell’intero incontro, lo potete fare a questo indirizzo:
https://www.youtube.com/watch?v=g2_XGHtGCDA