Porta a porta e maggior concorrenza: la via tracciata dall’Antitrust

Nell’agosto del 2014, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha
avviato un’Indagine conoscitiva nel settore della gestione dei rifiuti urbani, a seguito di numerose segnalazioni che suggerivano la presenza di diverse criticità concorrenziali nel settore.

L’analisi fatta si basa su alcuni paradigmi che riportiamo testualmente. Paradigmi che vanno a smentire i luoghi comuni che per troppi anni abbiamo sentito ripetere.

1. La raccolta porta a porta è la miglior opzione: “la quota di differenziata e di riciclo, in base alle indicazioni contenute nell’Indagine, potrebbe essere ulteriormente incrementata attraverso la raccolta “porta a porta”: questa risulta al momento la più costosa, ma complessivamente realizza una gestione dei rifiuti più economica (perché produce valore) e più ecologica (perché promuove l’uso di prodotti riciclati).

2. IL sistema CONAI deve essere superato e si deve creare un mercato 
Questo modello ha contribuito significativamente all’avvio e al primo sviluppo della raccolta differenziata urbana e del riciclo in Italia. Ma ormai sembra aver esaurito la propria capacità propulsiva e produce risultati non più al passo con le aspettative. Il finanziamento da parte dei produttori (attraverso il sistema CONAI) dei costi della raccolta differenziata non supera il 20% del totale, laddove invece, dovrebbe essere per intero a loro carico. Inoltre, anche se in Italia si ricicla nel complesso il 68% degli imballaggi immessi al consumo (dati 2014), l’intervento diretto di CONAI riguarda solo poco più della metà di tale attività (il 33%, infatti, sarebbe riciclato comunque attraverso un sistema “spontaneo”).
L’esperienza di altri Paesi Europei offre utili suggerimenti per una riforma che ampli gli spazi per la concorrenza in coerenza con gli obblighi ambientali dei produttori. Il modello verso il quale muoversi dovrebbe essere la creazione di un mercato dei sistemi di gestione (cosiddetti compliance scheme) che, in concorrenza tra loro, offrano ai produttori di imballaggi il servizio di gestione dei relativi rifiuti.
Nel medio-lungo periodo, e mantenendo gli opportuni obblighi di servizio pubblico, sarebbe poi opportuno conferire ai compliance scheme, finanziati dai produttori, la piena responsabilità finanziaria e gestionale della frazione della raccolta differenziata costituita dagli imballaggi confluiti nella raccolta urbana, inclusa la gestione della raccolta, lasciando nella responsabilità degli Enti Locali (e – in sostanza – dei cittadini utenti) soltanto la gestione e i costi della raccolta della frazione indifferenziata e della frazione organica.

Leggi la nota stampa dell’AGCM

Scarica una sintesi dell’indagine

Scarica il testo integrale dell’indagine

Cassano Murge (Bari), comune Ecocampione di Comieco grazie al progetto Esper

Comieco sceglie Cassano per lo spettacolo “Carta di Imbarco” perché la raccolta di carta e cartone è considerevole per quantità e qualità.
Il comune di Cassano delle Murge con il 65% di differenziata (con un pro-capite di raccolta di carta e cartone pari a 53 chili l’anno), si attesta al primo posto tra gli undici comuni pugliesi “EcoCampioni” di Comieco. L’8 febbraio 2016 è stato portato in scena lo spettacolo di Luca Pagliari Carta d’imbarco, rivolto a 250 alunni dell’Istituto di Istruzione Secondaria “L. Da Vinci” di Cassano.

Con i rifiuti non esistono mezze misure. “O si  è  dalla  parte  del  problema  o  si  è  dalla  parte  della  soluzione”. A dirlo in un’opera teatrale ai 250 ragazzi del dell’Istituto di Istruzione Secondaria comprendente il Liceo Scientifico “L. Da Vinci” e il Liceo classico “Platone” di Cassano delle Murge è stato l’attore giornalista Luca Pagliari, durante lo spettacolo “Carta di Imbarco” promosso da Comieco. Le dichiarazioni di dell’assessore Michele Maiullaro e di Lorenzo Sciacovelli ufficio ambiente del comune di Cassano

“Carta di Imbarco – ha dichiarato Luca Pagliari – è un percorso che conduce i ragazzi nel mondo della raccolta differenziata della carta e del cartone partendo dal presupposto che questo è un viaggio molto importante perché va verso la soluzione di un grande problema che è quello dei rifiuti. Rifiuti che sono, di fatto, delle risorse. Ed è proprio in questa ottica che bisogna entrare. Si propone qui un percorso fatto di esempi pratici, vere e proprie storie, emotivamente forti e significative, che fanno comprendere, forse più di una lezione didascalica, quanto sia importante e necessario voler bene alla propria terra. Questo atto d’amore dovrebbe nascere dalla consapevolezza di quanto conti vivere in un ambiente bello”.

“L’uomo – ha concluso Pagliari – ha la tendenza ad abituarsi a tutto, anche alle situazioni di degrado e di sporcizia che diventano, con il passar del tempo, invisibili agli occhi di le vive ogni giorno. E questo è devastante. Bisogna essere sempre “sentinelle” del proprio territorio, indignarsi di fronte ad una piazzola di sosta trasformata in micro discarica (abusiva). C’è bisogno di questo scatto di indignazione e di orgoglio”.

“Quello di Luca Pagliari – ha spiegato Michele Maiullaro assessore all’ambiente del comune di Cassano Murge – è uno spettacolo straordinario. Con le sue storie, le sue immagini va diretto alla pancia degli spettatori, e in particolare quella dei ragazzi. Viviamo in mondo pieno di contraddizioni e lo spettacolo muove in ognuno di noi il desiderio di risolverle una volta per tutte. Ringrazio il liceo Leonardo Da Vinci di Cassano delle Murge e i 250 ragazzi intervenuti. In una giornata di festa per tutte le scuole in occasione del Carnevale, il Liceo Da Vinci invece ha proseguito le attività didattiche dedicandole alla visione di questo spettacolo.
“Per Cassano delle Murge il 2015 – ha continuato Maiullaro – è stato l’anno della svolta. Il comune è rientrato nel gruppo dei comuni “eco-campioni” riconosciuti da Comieco e lo spettacolo di oggi rientra nell’ambito di questo riconoscimento. In Puglia sono rientrati in questa speciale categoria solo 11 comuni. E Cassano si attesta come il migliore nella raccolta della carta e cartone”.

“Per Cassano – ha concluso l’assessore Michele Maiullaro – comunque questo è un punto di inizio. Con la nuova programmazione ci sono tanti progetti in cantiere. La scuola è in primo piano: ci sono altri progetti con le scuole primarie e le scuole d’infanzia.  Cassano vuole davvero volare in alto con la differenziata”.

“Cassano delle Murge – ha spiegato Lorenzo Sciacovelli dell’ufficio ambiente del comune di Cassano – in questo momento è al 65% di raccolta differenziata. Il dato pro capite annuale di raccolta della carta e cartone è pari a 53 chili. Si attesta al primo posto tra gli undici comuni pugliesi dichiarati eco-campioni. Il comune è sempre impegnato nella comunicazione e sensibilizzazione che deve essere sempre di pari passo con il servizio di raccolta differenziata”.

Nel comune di Cassano delle Murge, dopo aver redatto il progetto per la rd (e la tariffazione puntuale) Esper sta effettuando il servizio di Direzione ed Esecuzione del Contratto per quanto riguarda il servizio di Igiene Urbana.

“Questa  carta  d’imbarco  ci  garantisce  la  possibilità  di  intraprendere  un  viaggio  verso  la  civiltà”.
“La  raccolta  differenziata  è  un  atto  d’amore  verso  il  pianeta  che  ci  ospita  e  quindi  verso  noi  stessi”
[Luca Pagliari].

RASSEGNA STAMPA – Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il paradosso di Policoro (Mt)

Il 2016 per la Basilicata è cominciato con l’emergenza rifiuti. Con le discariche sature, un decreto regionale obbliga tutti i comuni ad inviare la loro spazzatura presso l’inceneritore di Melfi (ad altissimi costi). Policoro (e le sue casse comunali) però è l’unico comune non toccato dal decreto grazie ad una differenziata porta a porta con risultati al 70%

La Basilicata sta vivendo un periodo di turbolenza per quanto riguarda la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Con la chiusura dell’unica discarica ancora in attività “La Recisa” a Pisticci (Mt), e il conseguente dirottamento dei rifiuti “tal quale” verso l’inceneritore di Melfi (Pz), la gestione e lo smaltimento cominciano a creare qualche problema, sopratutto se si considera che la Basilicata è l’unica regione dove non esistono impianti di compostaggio.
A leggere l’interpellanza parlamentare al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti del deputato lucano Latronico la situazione sembra davvero al collasso. Scrive il parlamentare: “Lo scorso 14 gennaio la Regione Basilicata per fronteggiare l’emergenza rifiuti ha decretato l’obbligo di conferimento di rifiuti urbani “talquale” di tutti i Comuni della provincia di Matera, ad esclusione di Matera e Policoro, presso l’inceneritore Fenice-Edf-Rendina di San Nicola di Melfi. Per alcuni Comuni il trasporto dei rifiuti all’impianto di San Nicola di Melfi si stima intorno a 400 chilometri fra andata e ritorno e questo comporterà enormi disagi causati dal traffico generato dai camion che attraversano mezza regione, l’aumento delle quantità di emissioni di diossine dai camini dell’inceneritore causato dalla combustione dei rifiuti “talquale” e maggiori costi che graveranno sui comuni e sui i cittadini della provincia di Matera”. Considerato che “in questi giorni il sistema impiantistico materano è andato in tilt perché la saturazione dei siti di smaltimento di Potenza e dell’entroterra aveva fatto trasferire i flussi proprio verso la provincia di Matera, saturando anche questi”.
Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il parodosso di Policoro (Mt) Anche Legambiente ha segnalato la situazione e, in un comunicato stampa, ha ribadito il suo punto di vista nella gestione dei rifiuti lucani: “Basta interventi tampone per fermare l’emergenza. Occorre al più presto una pianificazione del sistema rifiuti regionale seria, condivisa e moderna, che permetta finalmente alla Basilicata di uscire da una classifica nazionale che la vede fanalino di coda. Ben venga – continua Legambiente -la realizzazione di impianti di compostaggio, purché non siano sovradimensionati come nel caso di uno dei tre impianti previsti, progettato per il trattamento di rifiuti organici per una quantità pari al doppio di quella prodotta sull’intero territorio regionale. A nulla invece servono impianti che pretrattano la frazione organica al solo fine di trasferirla in altri impianti per il recupero energetico, come è il caso sempre di un secondo impianto del Vulture Melfese, a cui siamo nettamente contrari”.
In tutto questo marasma, anche in Basilicata ci sono delle isole felici che nel tempo, grazie al loro impegno e a una gestione seria dei rifiuti, non vengono interessate più di tanto dall’emergenza regionale. Esempi virtuosi che posso insegnare molto a tutta la regione. Un esempio è quello della cittadina di Policoro (Mt) che non è stata inserita nel decreto regionale che imponeva l’incenerimento dei rifiuti, semplicemente perché differenzia con la raccolta porta a porta mono-materiale i propri rifiuti e produce un indifferenziato privo di rifiuto organico
Basilicata, tra “emergenza rifiuti” e il parodosso di Policoro (Mt) Da una intervista rilasciata a La Gazzetta del Mezzogiorno, il sindaco Leone spiega il “Modello Policoro”: Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata, ora siamo al 70%. Abbiamo eliminato la discarica. Il rifiuto indifferenziato lo inviamo a Ferrandina  presso un azienda che lo trasforma in ecoballe. Paghiamo 160 euro a tonnellata anziché 180 euro (costo conferimento in discarica, ndr)”.
“L’umido invece lo raccogliamo a parte e lo portiamo a Ginosa (in Puglia), dato che in Basilicata non c’è un centro per la trasformazione in compost. Se in discarica ci costava 180 euro a tonnellata, il compostaggio in Puglia ci costa 100. In campagna, poi, abbiamo ridotto la tassa del 33% per chi non consegna l’umido. I coltivatori si fanno il compost da se. Carta, cartone, plastica, li portiamo al Conai di Altamura, recuperando un po’ di soldi. Come per il vetro che conferiamo al consorzio Corepo di Trani. Ci fossero centri raccolta in regione risparmieremmo sui trasporti. Purtroppo, manca da noi un piano per il conferimento dei rifiuti differenziati. I metalli, ma sono poca roba, li mandiamo ad un centro di Ferrandina compensando lo smaltimento di rifiuti ingombranti e carcasse di elettrodomestici”.

Insomma a Policoro hanno davvero capito come si fa.

Fonte: Luigi Vendola per Eco dalle Città

RASSEGNA STAMPA – Boom della differenziata e niente rifiuti in discarica

Policoro: il sindaco Rocco Leone è trionfante: «Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata. Oggi siamo al 70%»

Il Comune jonico è il più riciclone della Basilicata, l’unico che non smaltisce i rifiuti solidi urbani in discarica. Tanto che è stato il solo ad essere escluso dall’ultimo decreto del presidente della Regione, Marcello Pitttella, dal conferire all’inceneritore “La Fenice”, di Melfi. Il sindaco Rocco Leone (FI) è trionfante: «Quando la mia amministrazione si è insediata eravamo al 12% di differenziata. Oggi siamo al 70%. Ed abbiamo eliminato la discarica. Siamo disponibili a mettere a disposizione il nostro modello per quanti vorranno seguirlo. La bellissima Basilicata può essere liberata dalle discariche».

Il “modello Policoro” di raccolta differenziata è basato su contenitori con microchip personalizzati consegnati a famiglie ed attività imprenditoriali. Ogni notte, domenica esclusa, i “produttori” lasciano i rifiuti, differenziati, davanti ai portoni per lo scarico da parte della ditta incaricata.

«Così – ha spiegato il primo cittadino – noi raccogliamo l’umido e lo portiamo a Ginosa, dato che in Basilicata non c’è un centro per la trasformazione in compost. Se in discarica ci costava 180 euro a tonnellata, in Puglia 100. In campagna, poi, abbiamo ridotto la tassa del 33% per chi non consegna l’umido. I coltivatori si fanno il compost da se. Carta, cartone, plastica, li portiamo al Conai di Altamura, recuperando un po’ di soldi. Come per il vetro che conferiamo al consorzio Corepo di Trani. Ci fossero centri raccolta in regione risparmieremmo sui trasporti. Purtroppo, manca da noi un piano per il conferimento dei rifiuti differenziati. I metalli, ma sono poca roba, li mandiamo ad un centro di Ferrandina compensando lo smaltimento di rifiuti ingombranti e carcasse di elettrodomestici».

L’indifferenziato, allora, non esiste più a Policoro? «Esiste – ha risposto il nostro interlocutore – ma, essendo un indifferenziato pulito, privo di inquinanti, lo conferiamo, sempre a Ferrandina, ad un centro a circuito energetico che lo trasforma in ecoballe. Paghiamo 160 euro a tonnellata e non 180 come in discarica». Insomma, il risparmio è assicurato anche per i cittadini in abbinamento alla tutela dell’ambiente. Policoro aspetta il premio di comune riciclone da Legambiente. Leone: «È la nostra risposta ai tuttologi e ai maestri di iattura. Quando si lavora con competenza e onestà intellettuale il tempo è maestro e la verità esce allo scoperto».

Fonte: La Gazzetta del Mezzogiorno

 

RASSEGNA STAMPA – ARO Bari 5: si va verso l’aggiudicazione del nuovo servizio alla Cns di Bologna

In arrivo il “porta a porta” e la tariffazione puntuale

Giunge così alla fine il servizio di raccolta dei rifiuti gestito dalla ditta Lombardi Ecologia ad Acquaviva, un contratto “preistorico” (fu stipulato nel 1997), un vero e proprio cadavere che da tredici anni è stato mantenuto in vita artificialmente a colpi di proroghe e ordinanze. Martedì 6 ottobre l’Aro Bari 5 ha aperto in seduta pubblica le buste contenenti le offerte per la gestione del nuovo servizio di gestione, raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Si va verso l’aggiudicazione della gara d’appalto al raggruppamento temporaneo di imprese (Rti) Consorzio nazionale servizi società cooperativa di Bologna, Cogeir costruzioni e gestioni srl di San Vito dei Normanni (Br), Impresa del Fiume spa di Taranto.

L’Rti ha presentato un ribasso economico dello 0,5%, inferiore rispetto alle altre due offerte ammesse (1,02%), ma una migliore offerta tecnica, raggiungendo un punteggio di 70,139. La nuova ditta opererà sui comuni di Acquaviva delle Fonti, Gioia del Colle, Adelfia, Casamassima, Sammichele di Bari e Turi, un bacino che conta 105mila abitanti).

Il nuovo servizio potrebbe entrare in funzione già da Gennaio 2015, al termine di alcuni passaggi burocratici importanti, come la trasmissione di tutti gli atti in Procura per verificare se la ditta Cns è in regola con i requisiti previsti dalla legge. C’è poi da mettere in conto la possibilità di ricorsi contro l’aggiudicazione dell’appalto che, se presentati, potrebbero far slittare l’aggiudicazione definitiva all’emissione di una sentenza da parte del TAR.

Per il primo anno è previsto un aumento del costo del servizio. Questo andrà ad abbattersi nel corso dei primi due anni, fino ad assesstarsi ad un livello economico più basso di quello attuale.

L’aumento iniziale è dovuto soprattutto ad un periodo di transizione di tre mesi in cui si continuerà a fare la raccolta stradale, per poi passare gradualmente alla raccolta a domicilio.

Il “porta a porta” garantirà una percentuale nettamente più alta di raccolta differenziata. L’obiettivo per il primo anno di servizio è del 60%, per poi arrivare al 70% l’anno successivo (un abisso rispetto al 22% registrato a giugno di quest’anno). Questo permetterà di abbattere notevolmente i costi relativi al conferimento in discarica dei rifiuti indifferenziati e di risparmiare sull’ecotassa regionale.

Solo per il primo anno, poi, si pagherà secondo l’attuale regime tassativo, ovvero la TARI, che calcola la tariffa in base ai metri quadri dell’abitazione. Dal 2017, invece, entrerà in vigore la tariffazione puntuale, che premierà i cittadini che sapranno differenziare al meglio i propri rifiuti.

Tutti questi elementi insieme dovrebbero quindi portare ad un minore costo in bolletta e ad una raccolta più efficiente dei rifiuti.

Fonte: Acquaviva Live

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti, microchip per “firmare” la differenziata a Ragusa

Un appalto da oltre ottanta milioni di euro per sette anni. Una radicale innovazione nel sistema di raccolta dei rifiuti che porrà fine alle numerose proroghe all’attuale servizio.
Il consiglio comunale ha approvato, con 23 voti favorevoli, l’atto che consente l’avvio della fase di individuazione, da parte dell’Urega, della ditta che curerà il servizio. Proprio la raccolta differenziata dei rifiuti sarà il punto forte: in tutta la città, col sistema del porta a porta, con l’aumento fino al settanta per cento. È prevista la tariffazione puntuale, secondo un sistema ormai in vigore in molte parti d’Italia: più inquini più paghi. E, di conseguenza, più differenzi, meno cara sarà la bolletta. Un sistema che prevede controlli anche sugli operatori: i mezzi avranno dei gps per il controllo.

Pure per i lavoratori un sistema premiale: se si raggiungono maggiori indici di differenziata, la ditta riceverà una sorta di «premi» che dovrà dividere con i dipendenti. Non con tutti, ma solo con quelli che – sulla base di sistemi di attento monitoraggio hanno contribuito a migliorare ulteriormente il servizio.

Fonte: Giornale di Sicilia

RASSEGNA STAMPA – Augusta: presentata la nuova gestione rifiuti porta a porta

16 dicembre 2015 – Potrebbe essere arrivato in dirittura d’arrivo il progetto della nuova gestione dei rifiuti cittadina. A un anno di distanza dalla trasmissione del bando di gara, ieri mattina il progetto, il cui iter di appalto è in fase di conclusione per l’approvazione definitiva, è stato illustrato nel salone di rappresentanza del Palazzo di città. Erano presenti per l’amministrazione la prima cittadina Maria Concetta Di Pietro e l’assessore con delega all’Ambiente Pino Pisani per l’amministrazione e Salvatore Genova per la società Esper di Torino che ha redatto il progetto.
Il sindaco ha introdotto l’incontro pubblico :” Un cambiamento culturale notevole. Il riciclaggio premierà i cittadini più virtuosi. Un punto di svolta epocale che consentirà di uscire dalla preistoria”. L’assessore Pisani ha aggiunto :”la raccolta differenziata dipenderà anche dalla capacità dei cittadini a partecipare. Questo è il primo di una serie d’incontri che serviranno a informare la cittadinanza sulle nuove regole”.
Il tecnico della Esper ha illustrato , in generale, il moderno concetto introdotto dal progetto che , ricordiamo, era già pronto dall’estate del 2012, cioè prima del “terremoto” dello scioglimento del consiglio comunale che ha , di fatto, bloccato tutto l’iter con l’arrivo della Commissione straordinaria. Oltre un anno di stop che ha pesato sulla comunità inutilmente. “La città – esordito Genova – è fortunata perché ha una nuova e moderna gestione dei rifiuti il cui obiettivo principale è la riduzione dei rifiuti da conferire in discarica, meno rifiuti significa minori costi e maggiori benefici per la comunità.
Raccogliere meglio significa prevenire le cattive abitudini e le mini discariche abusive sul territorio. La città è anche fortunata – ha aggiunto – perché ha potuto partecipare al bando “Fare con meno” che è riservato alle città sciolte per mafia”. Ma quali saranno le principali novità? “Non esisteranno più i classici cassonetti – ha spiegato il rappresentante di Esper – si punterà sulla raccolta “porta a porta” con l’operatore che passerà casa per casa, un processo di fidelizzazione. A regime sparirà l’attuale tariffazione basata sui metri quadri, sarà introdotta la tariffa puntuale. Chi ricicla di più pagherà meno e viceversa. Il calcolo infatti sarà effettuato sulla quantità di rifiuti indifferenziati consegnati all’operatore (quello che rimane dopo aver eliminato carta, vetro, plastica ecc..)”
Attualmente , secondo le stime, il 96 percento dei rifiuti va in discarica con notevole dispendio di denaro che, naturalmente, è a carico dei cittadini. L’obiettivo del 77% di differenziata è auspicabile, solo se ci sarà la volontà e la capacità, la coscienza civile e la costanza di ogni cittadino/utente. “Un effetto del servizio porta a porta – ha ricordato Genova – è l’aumento del personale impiegato dall’azienda appaltatrice per la raccolta. Ogni famiglia, azienda o esercente sarà dotato di un kit di contenitori (carta, vetro, plastica, umido) , i contenitori saranno muniti di microchip identificativo. Da quello che si consegnerà sarà dedotta la bolletta del servizio”.
Il progetto fare con meno, finanziato con 700 mila euro, consentirà di realizzare centri di raccolta per rifiuti ingombranti e centri di riuso, con questo sistema si prevengono le discariche abusive e il materiale sarà riutilizzato o rivenduto. Saranno acquistati e installati erogatori pubblici di acqua per cercare di ridurre il più possibile l’utilizzo delle bottiglie di plastica. Una nuova era – ha concluso il tecnico – cui i cittadini sono chiamati a partecipare attivamente”.
Ricordiamo , per dovere di cronaca, che nel dicembre del 2014 il bando di gara è stato trasmesso all’Ufficio regionale per l’espletamento di gare per l’appalto di lavori pubblici che dovrà approvarlo. L’affidamento della gestione rifiuti copre un periodo di sette anni per un importo complessivo di 42 milioni di euro. Il progetto era stato avviato dall’assessore Michele Accolla dell’amministrazione Carrubba, che nel 2012 affidò l’incarico alla Esper di Torino , un ente che si occupa dello studio sulla pianificazione ecosostenibile dei rifiuti, che opera a livello nazionale.
Dopo lo scioglimento del consiglio comunale, non si è capito come mai l’azienda è stata esclusa, anche se lo studio era pronto per emettere il bando. Solo in un secondo momento, dopo circa un anno, i commissari hanno rinnovato l’incarico che ha consentito di completare l’iter. La città ha perso tempo utile, circa due anni. Nel frattempo la Regione ha emanato nuove regole istituendo gli Ambiti di raccolta ottimale, il Piano del comune di Augusta è stato adeguato alla nuova norma. Se tutto andrà per il verso giusto tra giugno e luglio il nuovo sistema dovrebbe essere avviato con il definitivo addio agli odiosi cassonetti e , si spera, alle discariche abusive che quotidianamente fanno da corredo alla città.

fonte: Augustaonline.it

RASSEGNA STAMPA – Nuovo piano rifiuti a Ragusa

Il Consiglio comunale ha approvato la Presa d’Atto dell’avvenuta approvazione da parte della Regione Sicilia del Piano di Intervento del Servizio di Igiene Ambientale, il relativo quadro economico e i conseguenti atti di gara. Tra gli aspetti più innovativi del nuovo servizio l’Esper, che ha supportato l’Amministrazione nella redazione del Piano, evidenzia che “il servizio porta a porta sarà esteso a tutta la città con supporto di nuove tecnologie e la distribuzione a ogni singola utenza di contenitori impilabili comodi e funzionali; il passaggio alla tariffazione puntuale che si basa sul principio europeo “chi inquina, paga” (la bolletta viene calcolata sulla base della quantità di rifiuti effettivamente prodotta)”. “La riorganizzazione del servizio – secondo l’Esper – e la sua conseguente ottimizzazione delle risorse metterà la Città e i cittadini in condizioni di poter ottenere una serie di benefici di tipo economico, ambientale e di decoro urbano”. Attilio Tornavacca, direttore della Esper, dichiara che “il progetto del Nuovo Piano di gestione dei rifiuti della Città di Ragusa è attualmente il più avanzato e ambizioso fra tutti i progetti nazionali ed europei a cui i tecnici di Esper stanno lavorando, tanto da ottenere plausi e destare interesse anche a Varazdin in Croazia nel corso nella nostra presentazione in occasione del progetto finanziato dall’Unione Europea Cense”.

Fonte: telenovaragusa.com

Comuni Ricicloni, Legambiente premia Cassano

Legambiente ha assegnato al Comune di Cassano il “Premio di Seconda Categoria” che viene attribuito a quei Comuni che hanno raggiunto nei primi nove mesi del 2015 una media di raccolta pari o superiore al 65%.

Prestigioso riconoscimento per il Comune di Cassano che, con il supporto tecnico di ESPER ha raggiunto risultati eccellenti nel corso di questo anno nella raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani.

«Nell’ambito – si legge in una nota del Comune – dell’ottava edizione di “Comuni Ricicloni Puglia” – il rapporto che annualmente fotografa lo stato della raccolta differenziata nella nostra regione – Legambiente ha assegnato al nostro Comune il “Premio di Seconda Categoria” che viene attribuito a quei Comuni che hanno raggiunto nei primi nove mesi del 2015 una media percentuale di raccolta pari o superiore al 65% (nel 2014 la percentuale di raccolta del nostro Comune è stata del 61,5%).

«Il premio che Legambiente ci ha assegnato – dichiara il sindaco Vito Lionetti – è un ulteriore riconoscimento per gli sforzi che la cittadinanza e l’amministrazione comunale hanno fatto in questi ultimi tempi».

«Nel 2013 – continua il sindaco – Cassano, insieme ad altri Comuni, ricevette una “Menzione Speciale” da Legambiente per i risultati molto soddisfacenti ottenuti a pochi mesi dall’avvio della raccolta differenziata. Di quei Comuni che furono premiati, come ci ha comunicato Legambiente stamattina, solo Cassano e pochi altri enti locali hanno mantenuto un trend di crescita. Questo premio, pertanto, è per noi motivo di grande orgoglio, perché certifica come le importanti innovazioni che abbiamo apportato negli ultimi mesi, che riguardano principalmente i borghi, hanno migliorato di molto il servizio e garantito questi ottimi risultati».

Il premio è stato consegnato stamattina nel corso di una cerimonia che si è tenuta all’Hotel Palace di Bari, alla quale hanno partecipato, tra gli altri, Domenico Santorsola, assessore regionale alla Qualità dell’Ambiente, Luigi Perrone, presidente dell’Anci Puglia, oltre a Francesco Tarantini, presidente regionale di Legambiente e Stefano Ciafani, direttore generale di Legambiente Nazionale.

È stato proprio l’assessore regionale Santorsola a consegnare il premio nelle mani del sindaco Vito Lionetti, accompagnato dall’assessore all’Ambiente Michele Maiullaro e dal funzionario del Comune Lorenzo Sciacovelli.

Durante la cerimonia anche il nostro Comune ha sottoscritto il Manifesto di Legambiente “Per un’Italia Rifiuti Free”, ossia dieci proposte che rilanciano l’economia circolare per contrastare l’emergenza rifiuti e che, in particolare, sollecita Governo, Parlamento e Regioni ad attivare politiche che premino concretamente quei Comuni e dunque quei cittadini che hanno messo in atto una gestione virtuosa del ciclo dei rifiuti».

Fonte: www.cassanolive.it

RASSEGNA STAMPA – AUGUSTA – NUOVO SERVIZIO RSU

L’ing. Salvatore Genova responsabile della società “Esper” ha spiegato i vantaggi per comune e cittadini – Presentati i progetti di riorganizzazione del servizio Rsu e “Fare con Meno”

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Fonte: webmarte.it