Castel Gandolfo: un anno a tutta differenziata

Nel marzo del 2016 Castel Gandolfo abbandonava i cassonetti stradali per passare ad una raccolta  differenziata porta a porta spinta. Dodici mesi dopo i risultati parlano di una scommessa vinta: 76,5% di RD ed un calo sensibile della produzione dei rifiuti.

Meno di un anno fa il Comune di Castel Gandolfo aveva nel capitolo “gestione rifiuti” un tallone d’Achille non indifferente. Non esisteva un sistema di raccolta differenziata efficiente e solo il 3% dei rifiuti venivano raccolti separando. Il 14 marzo 2016 veniva assegnato il nuovo servizio di raccolta Porta a Porta, progettato internamente al Comune, alla ditta appaltatrice Tekneko. Contestualmente la Direzione Esecuzione del Contratto, quindi il compito di controllare che il contratto venisse eseguito correttamente, veniva affidata ad ESPER.

Un nuovo servizio che rappresentava una vera rivoluzione negli usi e abitudini dei cittadini, che hanno però risposto con grande impegno alla sfida lanciata dall’Amministrazione. Fin da subito la percentuale di raccolta differenziata è balzata a livelli d’eccellenza raggiungendo nel mese di febbraio 2017 quota  76,5%.
Un risultato di eccellenza assoluta, che pone il Comune di Castel Gandolfo fra le eccellenze regionali e nazionali.

“Il servizio della raccolta differenziata è uno dei punti di forza di questa amministrazione – ha affermato il Sindaco Milvia Monachesi – Abbiamo compiuto una scelta coraggiosa e forse un po’ temeraria decidendo di partire con questo importante servizio nello stesso giorno, il 14 marzo 2016, su tutto il territorio.  Da un giorno all’altro infatti sono spariti i cassonetti. Subito si è goduto di spazi più ampi e gradevoli, ma i risultati positivi si sono visti mese dopo mese, con un aumento costante della percentuale di raccolta differenziata che oggi, dopo un anno, sfiora il record del 76, 5%. Un risultato straordinario che supera ogni più rosea aspettativa e che offre un aiuto concreto e importante a favore dell’ambiente in cui viviamo, che ci riempie di soddisfazione e di orgoglio.  Un risultato che è stato possibile raggiungere solo grazie alla sinergia di tutte le parti coinvolte, a partire dai cittadini che, nonostante le prevedibili difficoltà iniziali, stanno svolgendo un’ottima differenziazione dei rifiuti. Un grazie va naturalmente alla Soc. Tekneko e ai suoi operatori; al Dec svolto da ESPER che ha costantemente monitorato il servizio e proposto eventuali migliorie, agli uffici comunali e all’Assessore De Angelis che ha svolto l’importante ruolo di raccolta delle esigenze dei cittadini. Grazie a tutti per averci aiutato a rendere più pulito, bello ed ecologico Castel Gandolfo”.

Passare quasi da un giorno all’altro da un sistema di raccolta stradale ad un porta a porta integrale, con la rimozione contemporanea di tutti i cassonetti dal territorio comunale. Una sfida che oggi risulta vinta, ma che poteva incutere un certo timore.

“Si è trattato di una sfida forte, che abbiamo voluto lanciare – racconta Alberto De Angelis, Assessore competente – abbiamo introdotto una novità culturale e sociale. I cittadini hanno risposto subito e con grande energia ed entusiasmo alla nuova visione che l’amministrazione ha rappresentato. Il primo, grande merito è sicuramente della cittadinanza. Ma anche le aziende coinvolte, Tekneko ed ESPER hanno recitato un ruolo centrale, aderendo completamente al nostro progetto. Sicuramente dal lato tecnico, con una informatizzazione ad hoc per la nostra realtà, ma anche dal punto di vista umano e personale. È stato un gioco di squadra eccellente, senza interessi particolari, ma con unico obiettivo comune la riuscita del progetto. Grazie alla visione e supervisione della ESPER e all’operato della Tekneko, l’Amministrazione ha ottenuto risultati eccellenti, non solo nel campo dei rifiuti, ma a 360 gradi, a livello di immagine, di cura e di tutela del Territorio. L’obiettivo futuro è quello dell’implementazione della tariffa puntuale e di rinforzare i servizi aggiuntivi: aumentare lo spazzamento, combattere fermamente le discariche abusive. Una nota di merito va a tutti i colleghi del Comune, preziosissima risorsa professionale ed umana. Un ringraziamento particolare al mio Sindaco, che mi ha permesso di investirmi su questa partita, e l’architetto Silvia Giannuzzi, senza la quale questo processo non avrebbe potuto avere luogo”.

Come sottolineato dagli amministratori, un ruolo importante lo ha ricoperto la società che si è aggiudicata la gara e sta svolgendo il servizio nel Comune di Castel Gandolfo, la Tekneko, ingranaggio fondamentale di una macchina ben funzionante. “Per arrivare ad un traguardo così importante, occorrono tante componenti – afferma Diego Simonetti, responsabile per Tekneko del cantiere di Castel Gandolfo –  Grazie alla Tekneko siamo riusciti innanzitutto a fare un’ottima campagna di informatizzazione ed informazione iniziale facendo in modo che i cittadini non arrivassero impreparati alla partenza del progetto. Il presidente Umberto Di Carlo ci ha sempre trasmesso il concetto di “famiglia”, chi veste Tekneko sa che fa parte di un progetto che lo rende protagonista, ci ha insegnato come amare ciò che si fa sia fondamentale per raggiungere obiettivi importanti. A Castel Gandolfo siamo partiti da un 3% raggiungendo attraverso un piano organizzativo ben definito a distanza di un anno, il 76 %. Ma il nostro lavoro non è solo raccolta porta a porta: in questi mesi sono stati attivati tanti servizi presso il centro di raccolta comunale, dalla raccolta degli inerti, a quello degli oli vegetali esausti e così via. Castel Gandolfo è un cantiere particolare, stimolante e ricco di soddisfazioni. I miei ragazzi sanno che siamo una squadra e che le diversità sono un arricchimento per l’altro, in questo modo facciamo nostra la città rendendola più bella possibile”.

Progettazione, esecuzione e verifica sono dunque i tre punti cardine del successo ottenuto. È in capo ad ESPER l’ultimo tassello che ha contribuito a creare un quadro così sorprendentemente positivo. “ESPER ha ricevuto un incarico dall’amministrazione per la Direzione Esecuzione del Contratto (DEC) – ci dice Salvatore Genova, Direttore Tecnico di ESPER – dunque per controllo e la verifica dell’operato dell’azienda appaltatrice, secondo quanto indicato dal contratto di servizio. Abbiamo trovato piena collaborazione da parte degli uffici comunali e della Tekneko, una spinta collettiva che ha portato ad un risultato che è andato oltre alle più rosee aspettative. Abbiamo sempre cercato di renderci disponibili oltre a quello che era il nostro mandato, mettendo a disposizione dell’Amministrazione la nostra ultradecennale esperienza nella progettazione di sistemi di raccolta differenziata porta a porta, anche individuando problematiche e proponendo eventuali migliorie. Siamo oggi di fronte ad un caso di eccellenza nazionale, sia per i risultati ottenuti, sia per i tempi con cui sono stati ottenuti. Oggi Castel Gandolfo è pronta al passo successivo, l’implementazione della tariffazione puntuale, sbocco naturale di un sistema di raccolta porta a porta che abbia raggiunto i livelli d’efficienza che ha raggiunto questa comunità”.

Dunque i tempi record e la percentuale di raccolta differenziata raggiunta sono allori su cui non giacere. Da zero a 76% in un anno è un risultato eccellente. Ma la prossima sfida è già lanciata: implementare un sistema di tariffazione puntuale in cui equità, trasparenza e efficienza siano le direttrici principali.

 

  2015 2017 (dati febbraio 2017)
% Raccolta differenziata 2,74%* 76,5%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (%) 97,26%* 23,5%
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) 6.863.250 996.504
Rifiuti indifferenziati a smaltimento (kg/anno) per Abitante anno 741,96* 88,41
Produzione rifiuti (differenziata + indifferenziata) kg/abitante.anno 762,84* 375,9

*dati ISPRA

Riparte Let’s Clean Up Europe, la campagna contro l’abbandono dei rifiuti

Torna, a partire da marzo, Let’s Clean Up Europe (LCUE), la campagna europea contro il littering e l’abbandono dei rifiuti. Quest’anno, la campagna europea prende le vesti di una pulizia di primavera: sarà infatti possibile realizzare azioni di pulizia sotto la bandiera di LCUE dal 1 Marzo al 30 Giugno 2017. Le date centrali promosse per l’iniziativa rimangono tuttavia quelle dal 12 al 14 Maggio 2017, per coerenza con la tradizione che vuole il momento culmine della campagna LCUE ruotare intorno al giorno dell’Europa, il 9 maggio.
La campagna Let’s Clean Up Europe si basa su una call-to-action: chiunque potrà proporre ed organizzare, sull’intero territorio nazionale, azioni di raccolta e pulizia straordinaria del territorio che coinvolgano direttamente ed attivamente i cittadini. Per aderire, già da oggi è sufficiente collegarsi all’indirizzo http://www.envi.info/come-iscriversi/ e compilare on-line il modulo di partecipazione. Possono aderire istituzioni ed enti locali, associazioni di volontariato, scuole, gruppi di cittadini, imprese e ogni altra tipologia di enti.
In Italia LCUE è promosso dal Comitato promotore nazionale della Settimana Europea Riduzione Rifiuti, composto dal Ministero dell’Ambiente e per la Tutela del Territorio e del Mare, Utilitalia, Città metropolitana di Roma Capitale, Città Metropolitana di Torino, ANCI, Legambiente, UNESCO e coordinato da AICA (Associazione Internazionale per la Comunicazione Ambientale), ed è patrocinato dal Ministero dell’Ambiente, che ogni anno organizza anche un evento centrale nazionale.
Per il terzo anno consecutivo, l’evento centrale nazionale sarà l’eco-trail “Keep Clean and Run #pulisciecorri” volto a sensibilizzare sulla tematica del littering (e del marine litter in particolare) attraverso la corsa. Dal 2015, infatti, l’eco-runner Roberto Cavallo (Presidente di AICA) percorre strade e sentieri d’Italia, raccogliendo i rifiuti abbandonati lungo il percorso, incontrando le popolazioni dei paesi attraversati per momenti di sensibilizzazione diretta.

Fonte: E-Gazette

Castelli Romani. A tutta RD!

Fino a fine 2015 la situazione della raccolta differenziata nei castelli romani presentava numeri da brivido: Castel Gandolfo era al 4%; Lanuvio passava dal 30% al 19%. La percentuale complessiva dei Comuni dei Castelli era del 36%, molto lontana dall’obiettivo di legge del 65%.

Fra tutti i Comuni spiccava già nel 2015 Ariccia, già servita con un porta a porta integrale e con risultati. L’Amministrazione, con il supporto tecnico di ESPER, a cui è stato poi affidato anche il servizio di Direzione Esecuzione del Contratto (DEC), ha messo in pratica un nuovo progetto di riorganizzazione del sistema di raccolta differenziata porta a porta con l’applicazione della tariffazione puntuale. I risultati vengono ampiamente confermati raggiungendo stabilmente quota 70%. Solo nei mesi di ottobre e novembre si è registrata una flessione della percentuale di raccolta differenziata, legata alla scelta dell’Amministrazione Comunale di effettuare alcune operazioni di bonifica e pulizia del territorio, gravando sui calcoli con grosse quantità di indifferenziato. La percentuale si è comunque prontamente ristabilita nelle prime settimane del nuovo anno.

A Lanuvio solo nel giugno del 2016 la percentuale di raccolta differenziata era pari al 16,2%. A settembre si è raggiunta quota 30%. A fine novembre, con la messa a regime del servizio di raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale, progettato dal ESPER, si è raggiunta la percentuale del 69,5% di raccolta differenziata, con un balzo di oltre il 53 punti percentuali di RD. Alla progettazione di un buon sistema di raccolta l’Amministrazione ha voluto affiancare un sistema di controlli sia nei confronti della società che ha vinto l’appalto del servizio, affidando a ESPER il servizio DEC, sia verso eventuali inadempienze da parte dei cittadini: nei giorni che hanno preceduto il Natale si è proceduto a controlli del territorio e delle sue aree sensibili ad abbandoni di rifiuti, anche con l’ausilio di un drone, in affiancamento ai controlli standard.

Castel Gandolfo partiva pressoché da zero. La percentuale di raccolta differenziata a fine 2015 era del 4%. Con il passaggio alla raccolta porta a porta e l’affidamento del servizio DEC a ESPER, i numeri hanno assunto dimensioni completamente differenti: a novembre 2016 la RD ha toccato quota 69,9%, con una riduzione a soli 97 kg/abitante anno di rifiuti indifferenziati mandati a smaltimento (stima basata sui dati di novembre 2016).

Dall’Europa segnali chiari sulla necessità di minimizzare il ricorso all’incenerimento: la Comunicazione della CE sul ‘Waste to Energy’

La Commissione Europea ha invitato gli Stati membri a considerare più attentamente la gerarchia di gestione dei rifiuti, suggerendo di rivedere il ruolo e le potenzialità dell’incenerimento e soprattutto i fondi che lo sostengono. Le indicazioni sono raccolte nella Comunicazione sul Waste to Energy pubblicata giovedì 26 gennaio, in cui è contenuta una guida per gli Stati dell’Unione su come assicurare un’equilibrata capacità di energia da rifiuti (EFW) che eviti di danneggiare lo sviluppo di un’economia circolare. “Il documento non include prese di posizione nette contro l’incenerimento – ci spiega Enzo Favoino, coordinatore scientifico di Zero Waste Europe – né d’altronde questo poteva essere tra le finalità della Comunicazione; ma è chiaro che il ruolo futuro dell’incenerimento viene fortemente ridimensionato rispetto alla situazione attuale, con un invito a considerare con attenzione i piani futuri di nuovi inceneritori e le relative politiche di finanziamento”.

I punti fondamentali del documento della Commissione sono:
la necessità di reindirizzare gli investimenti,a partire da quelli della Banca Europea degli Investimenti – BEI, verso i più alti livelli della gerarchia di gestione dei rifiuti quali la riduzione, il riutilizzo e il riciclaggio. “Questo è un punto importantissimo” sottolinea Favoino “Sinora i programmi di finanziamento ed i fondi strutturali e di coesione sono andati soprattutto ad inceneritori e discariche, e questo distorce le economie della gestione dei rifiuti a favore dei sistemi peggiori e più in basso nella gerarchia delle opzioni. È un problema che abbiamo a più riprese sollevato insieme ai colleghi di Bankwatch” (il network ambientalista che monitora le attività di banche e fondazioni per evitare investimenti dannosi per il pianeta, ndr).

La CE sottolinea inoltre la presenza di un eccesso di capacità di incenerimento che già oggi riguarda molti Paesi e zone d’Europa. Per queste situazioni la Comunicazione suggerisce l’adozione di una serie di strumenti quali la tassazione dell’incenerimento, la terminazione dei sussidi, la moratoria sulla costruzione di nuovi inceneritori e lo spegnimento progressivo di quelli esistenti.
Incidentalmente, l’Italia è elencata (con Svezia, Olanda, Germania, Francia ed altri) tra i Paesi che hanno molti inceneritori, non tra quelli in cui mancano e questo oggettivamente porta a riconsiderare le affermazioni secondo le quali “dobbiamo portarci al passo di altri Paesi”. Per le aree sprovviste di capacità di incenerimento, la Comunicazione raccomanda di esplorare prima tutte le opzioni prioritarie, inclusive della realizzazione di capacità di riciclo e compostaggio come strumento prioritario di riduzione dello smaltimento a discarica, e della valutazione degli effetti a 20-30 anni della crescita della raccolta differenziata, onde evitare realizzazione di capacità di incenerimento in eccesso. Allo scopo di evitare tali sovracapacità, preoccupazione che ricorre in tutto il documento, la Comunicazione fa addirittura un accenno all’utilizzo eventuale delle capacità in eccesso dei Paesi contermini, anziché la realizzazione di nuovi inceneritori in aree sprovviste.
Ulteriore punto del documento: si ribadisce la necessità che gli Stati Membri e le Autorità che si occupano di pianificazione prendano in considerazione, quando programmano la costruzione di nuovi inceneritori, l’evoluzione a lungo termine di raccolta differenziata e riciclaggio. Dunque si dovrebbe prendere in considerazione, come obiettivo minimo, il 65 o più probabilmente il 70% (secondo la proposta recentemente approvata in Commissione ENVI dell’Europarlamento) al 2030, come previsto dalla discussione in corso sul Pacchetto Economia Circolare, e non la situazione attuale. Senza dimenticare che tali obiettivi sono quelli minimi ed è nello spirito stesso della Economia Circolare puntare progressivamente a massimizzare il recupero di materia, ben al di là di questi. “Si tratta di un punto fondamentale – dice Favoino – che riprende gli argomenti che da tempo mettiamo in evidenza, ossia la necessità di prevedere le potenzialità a medio e lungo termine del sistema delle raccolte differenziate; e come sappiamo l’Italia ospita tantissimi esempi, anche a livello di area vasta, che mostrano che si può puntare a scenari decisamente più ambiziosi, rispetto agli obiettivi minimi di raccolta differenziata”.

Infine, vi è un forte mandato alla BEI ed ai Paesi Membri per rivedere le proprie politiche di finanziamento per la realizzazione delle infrastrutture di settore, comprimendone fortemente la quota destinata all’incenerimento ed allineandoli invece con l’evoluzione prevista della politica di rifiuti ispirata all’economia circolare.

“La Comunicazione con ogni probabilità determinerà effetti immediati in quelle situazioni dove gli attuali piani per l’incenerimento eccedono la crescita prevista della raccolta differenziata nel medio termine – segnala Favoino – Ad esempio in Polonia, ove da tempo abbiamo segnalato le distorsioni di una programmazione massicciamente impostata sull’incenerimento. Ma non sfuggirà che la Comunicazione fornisce molti elementi che mettono ancora una volta in discussione l’impianto complessivo dello Sblocca-Italia, fornendo argomenti sia alle Regioni che intendono opporsi alle previsioni di nuovi inceneritori in esso contenute, che a quelle , come la Lombardia, che avevano già tabellato il decommissioning, ossia lo spegnimento progressivo di quelli in eccesso; il che è in linea con quanto la Comunicazione stessa esplicita per le aree con sovracapacità”.

 

Fonte: Eco dalle Città

Regione Lazio: approvate le linee guida per la tariffazione puntuale

Rifiuti, la Regione adotta un provvedimento per promuovere la tariffazione puntuale: uno strumento per incentivare prioritariamente il contenimento e la riduzione della produzione di rifiuti e per potenziare l’invio a riciclare le diverse frazioni di rifiuti tramite la raccolta differenziata.

Uno strumento importante per incentivare i cittadini a fare nel miglior modo possibile la raccolta differenziata. L’obiettivo è quello di giungere a un piano tariffario che premierà, con agevolazioni sulle bollette, chi produrrà meno rifiuti. Un metodo che non si basa più sul numero dei componenti dei nuclei familiari e sui metri quadri delle abitazioni ma sulla quantità e sulla correttezza nel conferimento da parte di ciascun utente.

I comportamenti virtuosi avranno un riconoscimento monetario pressoché immediato, secondo il principio che chi produce meno e ricicla meglio paga di meno,  con la sicurezza, seguendo i principi della trasparenza, che i cittadini paghino solo il numero di conferimenti realmente operati oltre a quelli già inclusi nella parte fissa della tariffa. Nella deliberazione, inoltre, sono individuate le azioni che i Comuni dovranno adottare al fine di realizzare la verifica puntuale della produzione di rifiuti partendo dalle utenze non domestiche e sono previsti sostegni economici per gli stessi Comuni, sia di parte corrente che di parte capitale, nell’ambito della programmazione sulla differenziata.

“I regolamenti comunali di gestione dei rifiuti urbani potranno essere aggiornati con le modalità attraverso le quali la nuova tariffazione può essere attuata in relazione alla “quantificazione” dei rifiuti prodotti dalle singole utenze- lo ha detto Mauro Buschini, Assessore Rapporti con il Consiglio, Ambiente e Rifiuti, che ha aggiunto: potranno essere utilizzati, ad esempio, sistemi di identificazione del singolo utente attraverso l’utilizzo di contenitori dedicati (sacchi o bidoni) di varie dimensioni e di etichette a barre, lacci, ecc. con codice a barra rimovibile che permettono l’associazione del numero di scarichi effettuati dall’utente; utilizzo di contenitori dedicati dotati di trasponder o tessera magnetica che permettono la registrazione dei dati identificativi; dotazione ai cittadini di contenitori con codice a barre serigrafato che quantifichino i rifiuti conferiti mediante lettura con pistola laser; utilizzo di sacchi o lacci per contenitori preacquistati che permettano all’utente di quantificare i rifiuti effettivamente conferiti in modo proporzionato al consumo di sacchi e/o lacci effettivamente impiegati e al volume predefinito”- ha detto ancora Buschini.

Augusta: fare con meno

Alla presenza del sindaco Cettina Di Pietro, dell’assessore all’Ambiente Danilo Pulvirenti, del responsabile del VI Settore Servizi Ecologici Edoardo Pedalino, di Salvatore Genova (Referente Tecnico Esper srl) e di Francesco Ruta (responsabile progetto per la Datanet, società aggiudicatrice del piano comunicazione) sono state illustrate le specificità del progetto “Fare con meno” per la prevenzione e minimizzazione dei rifiuti urbani.

Con orgoglio il primo cittadino ha sottolineato che “Augusta si pone come Comune apripista essendo il primo ad aver avviato, contestualmente, sia un servizio di raccolta differenziata spinto, come quello porta a porta, che un progetto di sensibilizzazione come Fare con meno. I fondi ministeriali destinati al progetto sono assegnati a quei Comuni, come il nostro, sciolti per infiltrazioni mafiose. A dimostrazione di come da un evento spiacevole possano nascere inaspettate occasioni di riscatto”.

Gli obiettivi specifici del progetto, redatto dalla società Esper srl e finanziato dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare per un importo pari a 657.726 euro sono finalizzati alla partecipazione della cittadinanza sulla riduzione e del riuso dei rifiuti, alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive in riferimento alle risorse ambientali, all’agricoltura sostenibile, al Green Public Procurement (acquisti verdi nella pubblica amministrazione), a progetti di riuso, alla formazione ambientale e tecniche di compostaggio, alla promozione di forme artistiche di riutilizzo, riuso e riciclo, all’ecointrattenimento, all’organizzazione di eventi sostenibili e ad azioni e progetti per la lotta allo spreco alimentare.

Il miglior rifiuto è quello che non si produce” questo il motto dell’assessore Pulvirenti che ha così stigmatizzato lo scopo precipuo di Fare con meno. Per il progetto il Comune si avvale della collaborazione di enti, liberi professionisti e associazioni, nel dettaglio: Ambiente Italia, Comuni Virtuosi, Impact Hub Siracusa Srl, Irssat, Associazione Rifiuti Zero Sicilia, Svimed, Associazione Comitato Cittadino Augustano, l’Arch. Marco Terranova e la Dott.ssa Manuela Trovato. “Ogni realtà coinvolta è stata selezionata con bando ad evidenza pubblica – ci tiene a sottolineare l’Ing. Pedalino – per le sue competenze specifiche maturate nel settore di pertinenza”. Commenta infine l’assessore Pulvirenti: “sarà un’occasione per far lavorare insieme tante realtà locali, regionali e nazionali che in questi anni si sono spese su progetti di sostenibilità ambientale e che oggi metteranno le loro esperienze a disposizione dei cittadini di Augusta”.

Gli istituti scolastici di Augusta e la casa di Reclusione verranno coinvolti attivamente. Sarà, a breve, attivato un sito informativo all’indirizzo www.fareconmeno.it, un’app e una pagina FB “Fare con meno Augusta” e un corrispettivo hashtag al fine di raggiungere e coinvolgere un elevato numero di cittadini. Con oggi si avvia un’articolata campagna di azioni che coprirà numerose attività nei mesi a seguire.

’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’: intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)

In diverse realtà europee sono implementate forme di tariffa puntuale. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione incentivante.

Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in diverse realtà europee sono implementate forme di tariffazione puntuale. ESPER (Ente di Studio Per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale. Ad impreziosire il volume una prefazione di Rossano Ercolini (Presidente Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, nonché vincitore del Goldman Enrivonmental Prize 2013 ) e di Marco Boschini (Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi). Eco dalle Città presenta il volume ’10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante’ con un’intervista ad Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER:

Quali sono a livello europeo le principali modalità operative per la realizzazione della tariffazione puntuale?

Nel contesto europeo la diffusione dei sistemi di tariffazione incentivante risulta largamente estesa tra le municipalità degli Stati Membri del Nord Europa, in particolare in Danimarca, Belgio, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Germania e viene prevalentemente applicato attraverso la previsione di sistemi e tariffe calcolate in funzione della volumetria rapportata alla frequenza di svuotamento del rifiuto residuo e spesso anche del rifiuto organico. Gli strumenti attraverso cui viene applicata in Europa, negli Usa e in Australia sono diversi e si sono recentemente molto evoluti soprattutto grazie allo sviluppo delle tecnologie legate alla tracciabilità in genere che hanno fatto abbassare i costi rendendo possibile l’applicazione dei singoli transponder (anche denominati Tag RFId acronimo di Radio-Frequency IDentification) perfino sui sacchi a perdere. Negli ultimi anni si è infatti diffusa rapidamente l’istallazione di Tag RFId su mastelli e contenitori per i costi sempre più contenuti ed i vantaggi gestionali ottenibili in particolare laddove tali sistemi vengono abbinati a sistemi GPS di tracciatura ed ottimizzazione dei percorsi dei mezzi di raccolta. I sistemi basati invece sulla pesatura dei singoli contenitori o sacchetti non hanno invece registrato una notevole diffusione poiché sono stati rilevati maggiori costi di gestione per le rilevanti problematiche legate al rilevamento del peso in condizioni sfavorevoli (mezzi in moto con vibrazioni e spesso non in piano). Le soluzioni tecniche più diffuse sono relativamente semplici sia per i sistemi ad identificazione dell’utenza – che avviene tramite un badge RFId o con una tessera magnetica – che ad identificazione del contenitore che avviene tramite lettura del Tag RFId (in rapida diffusione quelli di tipo UHF acronimo di Ultra High Frequency).

'10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante': intervista ad Attilio Tornavacca (dg ESPER)Concentrando l’attenzione sui centri urbani più grandi all’estero, quali sono gli esempi più virtuosi?

Gli esempi più virtuosi in grandi centri urbani sono quelli delle Città di Lipsia (530.000 ab.) e Dresda (500.000 ab.) in Germania, di Gand (250.000 ab.) in Belgio e di Parma (190.000 ab.) e Trento (118.000 ab.) in Italia. I risultati ottenuti in Italia a Trento (oltre 81% di RD) e Parma (72% di RD) con progetti di introduzione sviluppati anche grazie al supporto tecnico della ESPER sono tra i migliori (se non i migliori) a livello europeo ed internazionale e sono stati inseriti tra i migliori casi studio nel sito Zero Waste Europe.

In che modo, nei casi da voi analizzati, sono state superate eventuali resistenze da parte cittadini poco virtuosi?

L’analisi della maggioranza delle esperienze europee ha dimostrato che i sistemi misti (quelli in cui convivono la raccolta con contenitori stradale ad uso collettivo e sistemi di raccolta porta a porta) creano generalmente una serie di problemi relativi agli abbandoni dei rifiuti nei pressi delle postazioni stradali dove risultano meno efficaci ed agevoli i controlli. Tale problema è stato rilevato soprattutto in Francia, Svizzera, Italia e Spagna e nelle Città di maggiore dimensione. L’altro problema che è stato rilevato nei contesti che hanno introdotto la tariffazione puntuale del residuo (spesso con sistemi stradali a calotta) mantenendo però la raccolta stradale delle frazioni recuperabili è stato il peggioramento della qualità merceologiche delle frazioni recuperabili. Tali problemi sono stati spesso superati grazie alla rimozione dei contenitori stradali ed all’estensione di un servizio domiciliare a tutte le utenze. Nei casi caratterizzati dal semplice uso di sacchetti prepagati per il residuo è stato invece rilevato l’uso di sacchi non conformi soprattutto nei contesti di maggiori dimensioni. Con il sacco conforme ci si limita infatti a differenziare la serigrafia del sacchetto per ogni comune servito ma il sacco conforme non è dotato di sistemi di identificazione ed abbinamento ad ogni singola utenza servita e quindi, se vengono abitualmente conferiti rifiuti non conformi di fronte ad un condominio, risulta più difficile responsabilizzare correttamente gli utenti ed individuare i soggetti che non rispettano le regole di conferimento. Per risolvere tale problematica vengono quindi spesso adottati sacchetti oppure mastelli impilabili rigidi dotati di transponder UHF con cui si può identificare ogni utente poiché allo stesso viene fornito un set di sacchetti caratterizzati da un codice specifico non modificabile. Tale modalità consente inoltre di individuare facilmente i soggetti che non conferiscono mai o quasi mai i sacchetti o i mastelli/bidoni con transponder UHF consentendo di organizzare controlli mirati relativi a tali specifiche soggetti a cui può essere inoltre preventivamente comunicato di essere stata individuate quali “utenze con conferimenti anomali” chiedendo al contempo di fornire eventuali spiegazioni in merito ad uno specifico numero verde. Questa comunicazione, operata preventivamente ai primi controlli a campione, consente solitamente di ridurre in modo decisivo i comportamenti anomali poiché tali utenti comprendono che il sistema adottato consente di individuare e sanzionare più facilmente i conferimenti ed abbandoni illeciti. I sistemi di identificazione dei singoli conferimenti consentono inoltre di governare più efficacemente i flussi delle utenze delle seconde case e dei flussi turistici per i quali vengono solitamente organizzati specifici servizi integrativi in orari conformi alle loro specifiche esigenze (ad es. conferimenti nel fine settimana).

Ci sono differenze significative tra i modelli implementati in Italia e all’estero?

Per quanto riguarda i sistemi con calotte di immissione è stata rilevata una sostanziale differenza tra i modelli implementati in Italia e all’estero. Tali sistemi sono stati utilizzati già dagli anni ’90 in Germania e Austria soprattutto per risolvere i problemi legati alla gestione dei conferimenti nei grandi complessi condominiali periferici delle grandi città. Tali sistemi sono stati invece introdotti in Italia per cercare di applicare la tariffazione puntuale senza dover modificare il precedente sistema di raccolta stradale anche in contesti a media e bassa densità abitativa dove l’adozione della raccolta domiciliare non risultava problematica. Per contro si deve segnalare che in Italia, in Svizzera, in Francia ed in Spagna, diversamente da quanto rilevato nel nord Europa, nei pressi dei contenitori stradali dotati di sistemi di identificazione sono spesso molto frequenti i fenomeni di abbandono dei rifiuti non solo da parte di cittadini dotati di scarso senso civico ma anche da parte di persone che non riescono a raggiungere le manovelle da azionare per l’apertura della calotta (anziani, portatori di handicap ecc.), utenti che non intendono perdere troppo tempo (la fase di identificazione risulta spesso laboriosa), utenti che non hanno ritirato o non hanno con se la chiavetta o e-card, utenti non abilitati (turisti di passaggio) o male informati.

NdR: Per scaricare gratuitamente l’Ebook “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” inviare una mail a volume@esper.pro

10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante

La tariffazione incentivante, o puntuale, è senza dubbio il metodo più equo e trasparente con cui tariffare il servizio di raccolta rifiuti e permette importanti ottimizzazioni del servizio, aumentando quantità e qualità della raccolta differenziata e creando possibilità di risparmi, sia per il soggetto gestore che per l’utente finale, ossia il cittadino.

L’affermazione precedente, per quanto possa sembrare un vuoto slogan commerciale, nasce dall’esperienza diretta dei Comuni Italiani che hanno imboccato la via della misurazione effettiva dei rifiuti indifferenziati prodotti dai cittadini e quindi della tariffazione puntuale. Ponte nelle Alpi, Capannori, Trento, Parma, l’intero territorio del Consorzio Priula (TV) e del Consorzio Chierese (TO) sono solo alcuni degli esempi.

Con lo studio “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” ESPER ha voluto indagare cosa succede oltre confine. Austria, Belgio, Francia, Germania, Italia, Irlanda, Paesi Bassi, Spagna, Svezia, Svizzera: in gran parte del Vecchio Continente sono implementate forme di tariffazione incentivante. ESPER le ha studiate ed analizzate, inserendole in un unico studio che prende la forma di un vero vademecum europeo sulla tariffazione puntuale.

Ad impreziosire il volume una prefazione di Rossano Ercolini (Presidente Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, nonché vincitore del Goldman Enrivonmental Prize 2013 ) e di Marco Boschini (Coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi)

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Lampedusa verso una economia circolare

Il Sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini ha reso noto che un altro importante obbiettivo è stato raggiunto sulla strada verso un’economia circolare: il trattamento in loco degli sfalci e potature ed il riutilizzo per il nutrimento del terreno.
Come ben sappiamo dopo l’avvenuta colonizzazione della nostra isola, si è innescato un processo che ha portato alla desertificazione di gran parte del territorio ed il ripristino del terreno può passare solo attraverso azioni di riforestazione e fertilizzazione del suolo.
L’Amministrazione Comunale, grazie al supporto tecnico della ESPER nella persona dell’Ing. Salvatore Genova, tra le diverse azioni intraprese per migliorare il servizio relativo alla gestione dei rifiuti nelle isole, ha raggiunto un importante accordo con la Forestale che permetterà di riutilizzare i resti degli sfalci e delle potature dei giardini pubblici e privati, come nutrimento per il suolo, nel programma di rimboschimento portato avanti dall’azienda Forestale.
I residui degli sfalci erbosi e potature che giornalmente vengono prodotti nel territorio comunale, saranno trattati, trasformati e riutilizzati nella stessa isola, creando così un processo circolare con importanti ritorni dal punto di vista ambientale, ma soprattutto economico. Infatti, gli scarti erbosi venivano trasferiti in Sicilia con importanti costi per il Comune in termini di trasferimento e trattamento.
Oggi l’Assessore all’Ambiente Stefano Greco e l’Ing. Salvatore Genova hanno presenziato durante le operazioni di scarico coordinate dal Signor Andrea Almanzo, del prodotto triturato presso il Sito di Cala Francese gestito dalla Forestale.

Si ricorda che il Centro di Raccolta Comunale resta a disposizione della cittadinanza tutti i giorni feriali, dal Lunedì al Sabato (dalle 8.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00), l’Amministrazione invita i cittadini a collaborare per rendere l’isola più pulita ed accogliente.

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata, la preziosa banca dati dei Comuni affidata a privati senza gara e senza scadenze

Com’è andato il passaggio di mano del controllo della società che gestisce i dati sulla raccolta differenziata con piene garanzie sulle commesse future

Sono riservati, sensibili e di interesse pubblico. Eppure oggi i dati sulla raccolta differenziata dei Comuni, alla base delle politiche locali sui rifiuti, vengono gestiti con affidamento diretto da un’azienda privata al 90 per cento. Che si vede garantita l’esclusiva su questa e altre commesse, senza limiti temporali, addirittura da un documento ufficiale. L’atto notarile, cioè, con cui il grosso delle quote dell’impresa in questione, la Ancitel Energia & Ambiente fino al 2013 controllata dall’Associazione dei Comuni (Anci) tramite la società per l’innovazione negli enti locali Ancitel, è passato in mani private. Il tutto in un quadro in cui l’Anci, pur non essendo sottoposta al controllo della Corte dei Conti, è finanziata con soldi pubblici. Rientra altresì nella lista delle pubbliche amministrazioni stilata ogni anno dall’Istat e, come ha stabilito il Tar del Lazio nel 2012, è sottoposta agli obblighi di revisione della spesa. Per questo, come rivelato da il Fatto ad aprile scorso, l’Autorità anticorruzione sta già indagando su un altro affidamento diretto di una commessa da parte di Ancitel, in questo caso alla società di software SkyMedia.

Un regalo di Natale – Il 23 dicembre 2013 è il giorno in cui Ae&a inizia a cambiare pelle. Per 250mila euro, infatti, Ancitel decide di vendere alla Chp Roma, società di “consulenza nel settore delle tecnologie dell’informatica” costituita pochi mesi prima, non solo il controllo della società (Chp si compra oltre l’80 per cento delle quote), ma anche piene garanzie sulle commesse future. È il prezzo da pagare per assicurarsi la partecipazione del nuovo socio: l’esclusiva è “condizione essenziale, anche pro futuro, per l’acquisto della partecipazione”, si legge nell’atto notarile di vendita che ilfattoquotidiano.it ha potuto visionare. Nonostante la quasi totale privatizzazione, Ae&a rimane “unico soggetto attuatore di Ancitel spa” e si vede garantita da quest’ultima “la possibilità di continuare a svolgere in esclusiva le seguenti attività – gestione della banca dati Anci-Conai ed esecuzione dei progetti specialirelativi agli accordi quadro con i Consorzi che si occupano del riciclo dei rifiuti”.

Guerre intestine – Sono alcune delle principali attività svolte anche oggi dall’impresa, sulla base dall’accordo quadro quinquennale tra Anci e il Conai (il Consorzio degli imballaggi) sulla raccolta differenziata nei Comuni. Della banca dati, in particolare, si parla per la prima volta nell’accordo 2009-13 e il progetto viene poi riconfermato dall’accordo siglato ad aprile 2014 e valido fino al 2019. Si tratta in sostanza della gestione dei numeri preziosi e sensibili sulla qualità e la quantità della raccolta, ma soprattutto sui flussi finanziari generati da questa per i Comuni. La commessa, assegnata da Anci, vale circa 200mila euro all’anno per cinque anni, pagati da Conai. Durante le trattative per l’ultimo patto sulla raccolta differenziata, che coincidono con la vendita dell’80 per cento di Ae&a a Chp, in Anci si consuma una guerra intestina. Da una parte ci sono coloro che vorrebbero portaremaggiore trasparenza sull’affidamento del servizio con una gara pubblica, nello schieramento opposto quelli che invece sono per lasciare le cose come stanno, forti della legittimazione che Ae&a ha proprio grazie all’atto notarile di dicembre 2013.

Così, la prima versione del testo del nuovo accordo quadro, datata aprile 2014, mette nero su bianco che “il servizio di gestione della Banca dati sarà affidato dal Conai mediante gara”. Ma è bastato sostituire la frase con un’altra nel documento stampato a ottobre 2015 e messo on line da Conai solo dopo la segnalazione deilfattoquotidiano.it  per lasciare tutto com’è: “Il servizio di gestione della banca dati è affidato ad Anci, che lo gestisce in autonomia, con la possibilità di affidamento ad altri soggetti, dandone comunicazione al Conai”, recita ora il testo. E così, anche se chi ha lavorato sull’argomento racconta, dietro garanzia di anonimato, che “quest’ultima modifica doveva servire in realtà a rendere temporanea la situazione poco chiara e affidare la gestione dei dati a un soggetto pubblico”, oggi la gestione della banca dati è regolata da una convenzione tra Anci e Ae&a. Firmata nell’autunno 2014 e prorogabile fino al 31 dicembre 2016. “Per fare un’infrastruttura del genere ex novo Anci avrebbe dovuto spendere qualche milione, invece così, visto che è stata già fatta, c’è solo ilcosto di gestione. Se il servizio fosse andato a gara non ci sarebbe stata nessuna garanzia della pubblicità della banca dati, perché la commessa la poteva vincere chiunque”, replica oggi ailfattoquotidiano.it Filippo Bernocchi, Forza Italia, da oltre dieci anni delegato Anci per le politiche ambientali (e quindi anche dei rifiuti) e presidente del cda di Ae&a dalla sua creazione nel 2007 fino a febbraio 2016, quando, ci spiega, “mi sono dimesso perché mi ero stufato di ricevere telefonate come la sua”.

Le responsabilità dei vertici – Difficile capire che ruolo hanno in tutto questo i vertici dell’associazione dei Comuni visto che il presidente dell’Anci, Piero Fassino, interpellato in merito dailfattoquotidiano.it non ha voluto rilasciare dichiarazioni. La banca dati non è però l’unico elemento poco chiaro di Ae&a, sulla cui gestione esistono anche una serie di interrogazioni parlamentari presentate dai deputati pentastellati Alberto Zolezzi, Riccardo Nuti e Stefano Vignaroli. Nel passato della società c’è anche una partecipazione di quasi il 15 per cento targataDaneco Impianti spa, azienda attiva nel settore della gestione dei rifiuti. Già prima di acquisire le quote l’impresa aveva avuto guai con la giustizia: i suoi vertici erano stati condannati in primo grado nel 2012 dal tribunale di Verona perché ritenuti responsabili dell’inquinamento della falda freatica sotto la discarica di Pescantina gestita dalla società. In attesa della sentenza di appello è scattata la prescrizione, ma intanto rimane la domanda sull’opportunità di accettare questa partecipazione. “Della condanna in primo grado nel 2012 apprendo adesso”, dice Bernocchi a ilfattoquotidiano.it. “La selezione dei soci fu fatta da una commissione, e visto che la società non aveva misure interdittive a suo carico non c’erano motivi per escluderla. Il problema di opportunità si pose dopo, con l’arresto dei suoi vertici, poi prosciolti. A quel punto Ae&a riacquistò le quote”.

In affari con i renziani – Oggi Ae&a, che nel frattempo ha quasi raddoppiato il suo capitale sociale portandolo a circa 245mila euro, è controllata al 65,5 per cento da Chp Roma. Il resto è suddiviso tra la stessa Ae&a (14,7 per cento), l’ex unico proprietario Ancitel (10 per cento), Eprcomunicazione srl, che si occupa di pubbliche relazioni (5), Fenit spa (4,8), società di servizi. A sua volta la maggioranza delle quote della società romana è in mano alla Logo srl, di proprietà della moglie e dei figli dell’industriale prateseCarlo Longo, oggi presidente dell’Interporto della Toscana centrale e in passato vice presidente di Confindustria Toscana, nonché presidente della Camera di commercio di Prato, vicino al concittadino Bernocchi. La Logo, attraverso la partecipata Cki è in affari con nomi noti vicini al premier Matteo Renzi. Socio di maggioranza della Cki è infatti la Kontact srl, amministrata da Giorgio Moretti, renziano, presidente della multiservizi dei rifiuti fiorentina Quadrifoglio. Il restante 9 per cento è nelle mani di un altro renziano di ferro, Marco Carrai.

Fonte: Il Fatto Quotidiano