Convegno: “Lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo della tariffa puntuale nel nostro paese”

L’appuntamento del 19 settembre a Roma per il convegno TARIFFA PUNTUALE RIFIUTI: come orientarsi nella normativa in evoluzione ha confermato una tradizione.

Quella per cui i convegni nazionali con i quali ogni anno Payt Italia fa il punto sulla diffusione della tariffa puntuale nel nostro paese sono un momento di confronto di alto livello tecnico tra operatori, politici e amministratori.

La Finestra sulla prevenzione dei rifiuti li ha sempre seguiti con attenzione perchè la tariffa puntuale si è rivelata il principale strumento economico per le politiche di prevenzione dei rifiuti.

Come si può vedere dal programma1 l’appuntamento di Roma è stato pensato in due sessioni, una formula già sperimentata da Payt e che si è confermata di successo, vista la qualità dei contributi e la grossa partecipazione da parte di un pubblico formato da tecnici e amministratori

  • una sessione mattutina per l’approfondimento dei temi ancora aperti;
  • una sessione pomeridiana con tavoli di lavoro tematici in parallelo

La mattina la bella sala della Protomoteca in Campidoglio, messa a disposizione del Comune di Roma ha visto alternarsi interventi di personaggio di peso nella storia della gestione rifiuti in Italia e sollecitazioni di soci Payt sulle questioni di attualità per la gestione della tariffa puntuale. Con l’attenta regia di Gianni Pioltini (sindaco di Albairate MI e socio fondatore di Payt Italia) sono stati proposti spunti innovativi che poi in gran parte sarebbero stati ripresi negli approfondimenti pomeridiani.

Dopo il saluto del Comune di Roma, il Presidente Gaetano Drosi ha introdotto i lavori presentando l’associazione e la sua mission2

La forza di Payt sta nel non essere una “associazione di categoria” che rappresenta specifici portatori di interesse, ma una felice e sinergica combinazione di tutti i soggetti che operano nella filiera che dalla misurazione dei rifiuti e dalla sua attribuzione alle utenze porta alla definizione e alla applicazione della tariffa puntuale.

Avere al proprio interno costruttori e venditori dei sistemi di misurazione, aziende di gestione che li applicano, i tecnici che progettano le raccolte e la tariffa e le istituzioni che governano il settore e implementano le scelte consente di offrire al legislatore un punto di vista sistemico e non di parte –

È quel che serve per andare ad una riforma dell’istituto tariffario basata sulle migliori pratiche realizzate nel nostro paese e per superare una tariffa che oggi appare ed è ingiusta e stressante nell’applicazione.

Ivan Stomeo, delegato Anci Energia e Rifiuti, ha dato testimonianza delle iniziative che l’Associazione sta sviluppando per diffondere tra un numero più ampio dei Comuni attualmente coinvolti la pratica della tariffa puntuale, che Anci ha riconosciuto come importante e fa propria.

Edo Ronchi, il “padre” della tariffa puntuale3, ha spiegato, motivato e rilanciato la natura corrispettiva di una tariffa pensata come strumento economico per modernizzare il settore.

Una modernizzazione oggi ancora più attuale di allora nel nuovo clima che si sta creando con il pacchetto comunitario che inserisce la gestione dei rifiuti nell’ottica dell’economia circolare.

Dopo un intervento di Andrea Ferri – responsabile finanziario di Anci / Ifel, che ha insistito su un approccio tributario alla tariffa puntuale, si è passati agli interventi con i quali alcuni soci hanno portato gli stimoli più innovativi e che riflettono il lavoro recente svolto dell’Associazione.

Consiglio una visione approfondita di questi contributi (forniti per esteso in nota e qui ripresi per cenni), dato che si tratta di approcci spesso innovativi4.

Giorgio Ghiringhelli ha evidenziato il ruolo che l’Authority ARERA potrebbe assumere per il miglioramento del ciclo dei rifiuti. Sono stati esaminati i nuovi livelli di governance che stanno maturando per il settore, evidenziando la tendenza ad un controllo sull’approvazione della tariffa che passerà per gli ambiti ottimali e in ultima istanza per l’Autorità.

Elisabetta Martignoni (responsabile della Commissioni Norme e regolamenti) ha aggiornato l’analisi della normativa vigente e delle criticità sul tappeto, sulla base di una vasta ed esauriente disamina delle norme vigenti ai vari livelli e delle tendenze in atto.

Mario Santi (responsabile della Commissione Misurazione censimento esprienze) ha presentato la proposta Open Data (una banca dati per aiutare Comuni e gestori a implementare i sistemi di misurazione della produzione dei rifiuti e la gestione puntuale della tariffa) e di Payt Compliance. (per arrivar e ad una certificazione di conformità della qualità dei sistemi di misurazione e di gestione puntuale della tariffa).

Monica Bettiol si è soffermata sui principi e sulle fonti del tributo puntuale e della tariffa corrispettiva nella vigente normativa, chiarendo le possibili fattispecie di prelievo (tributaria e non tributaria) e modalità di tariffazione che stanno alle spalle del pagamento dei servizi di gestione rifiuti.

Attilio Tornavacca ha introdotto la questione dei fabbisogni standard, con le criticità (non aggiornamento, scostamento tra diverse fonti governative, non tener conto di alcune voci di costo, quali i costi di amministrazione/riscossione del tributo o tariffa e quelli derivanti dalle mancate riscossioni per crediti inesigibili), le proposte migliorative possibili, la sinergia tra misurazione puntuale ed obiettivi perseguiti con l’introduzione dei fabbisogni standard.

A fine mattinata l’intervento di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente del Comune di Roma, ha lasciato un segno importante sulla giornata. La politica dei rifiuti del Comune di Roma5 programmata nell’arco della consiliatura, quindi fino al 2021) si è rivelata di largo respiro, centrata su riduzione dei rifiuti prodotti e aumento della raccolta differenziata al 70% (con una tariffa puntuale da implementare per gradi, anche partendo dai condomini) e impiantistica sostenibile (2 impianti di compostaggio, uno di selezione e lo sviluppo delle fabbriche dei materiali – una bella differenza rispetto a quando tutto . o quasi – andava a Malagrotta …).

Il dato più sorprendete è che, mentre la realtà romana dei rifiuti viene rappresentata mediaticamente dai maiali attorno ai cassonetti, Roma in realtà non ha solo dei bei progetti, ma è già oggi la capitale europea con il più alto tasso di raccolta differenziata: meglio di Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Vienna.

Mi ripropongo nel tornare più approfonditamente sulla situazione romana con un altro numero delle Finestra sulla prevenzione dei rifiuti.

Il pomeriggio è stato dedicato agli approfondimenti. Ha visto la partecipazione di una buona parte dei presenti alla mattinata, distribuiti tra i tre tavoli costruiti per approfondire tematiche che Payt giudica tra le più urgenti ad attuali. Anche e soprattutto in questo caso gli elementi di seguito riportati sono solo stimoli alla lettura dei documenti di sintesi prodotti dai tre gruppi, che meglio rendono ricchezza e articolazione dei lavori. Essi sono disponibili sul sito di Payt Italia6.

Il primo era dedicato a Misurazione e applicazione della tariffa puntuale. Moderato da Christian Migliorati e Italia Mario Santi appena sfiorato il tema dell’open data su Sistemi di misurazione e applicazione puntuale della tariffa che si ritiene tecnicamente giunti a maturità, con riferimento alle schede e ai tracciati presentati nella mattinata relazione di Santi in mattinata 7. Bisognerà ora concentrarsi sullo sblocco della situazione politica che ne consenta il passaggio ad una fase operativa. Per la quale peraltro i soggetti presenti sono stati allertati come possibili protagonisti della fase sperimentale.

Ci si è invece soffermati sul tema della Payt compliance, cioè sulla identificazione di quell’ insieme di indicatori che attestino la conformità di un sistema di gestione a misurare i rifiuti consegnati al servizio da parte dei singoli produttori e ad attribuire la tariffa puntuale. Non considerandone singoli aspetti (tecnologie misurazione e trasmissione dati; SW per gestione della tariffa – impostazione e gestione PeF, simulazione e calcolo tariffe; emissione bollette; riscossione e gestione contenzioso – sui quali possono esistere certificazioni di prodotto) ma puntando ad una certificazione di processo, di sistema.

Nella prima parte diverse esperienze che si sono misurati con questa tematica hanno sottolineato gli aspetti con i quali hanno fatto i conti, sempre con estrema attenzione ai rispettivi contesti (rilevanti quelle riportate da Cristian Migliorati sul Consorzio dei Navigli, da Fabio Cela su Amaga, da Mario Bertoldi su Ascit).

Nella seconda parte sono state riprese due tabelle della relazione di Santi della mattinata sulla base delle quali avviare la discussione sulla costruzione di indicatori che permettano di definire la situazione di Payt compliance: la prima (Proposte per la definizione di uno schema di Payt compliance) porterà a capire come scegliere e calibrare gli indicatori. La seconda fornisce un primo elenco (aperto) di variabili tra le quali scegliere quelle da selezionare per arrivare alla valutazione della Payt compliance, con i valori e i pesi relativi.

Starà ora al lavoro della commissione (cui verrà fornita la sintesi dei lavori del gruppo con e le due tabelle) sviluppare questi input.

Il secondo gruppo ha affrontato il tema dell’Assimilazione e dei suoi impatti sulla tariffa. La discussione è stata coordinata da Guido Trentini e Walter Giacetti. Ha visto confrontarsi Aziende di Consulenza e fornitura software, Soggetti Gestori e Autorità Regionali, Associazioni di Categoria (Utilitalia) presenti sia funzionari tecnici che amministratori da varie parti d’Italia Nord, Centro e Sud.

Dopo aver toccato i punti caldi aperti dalla sentenza del TAR del Lazio n. 426/2017 del 13 aprile 2017 e della conseguente apertura da parte del Ministero dell’Ambiente del dibattito su una bozza di decreto recante i criteri qualitativi e quali – quantitativi per l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani ai sensi dell’articolo 195, comma 2, lettera e) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 la discussione ha toccato i principali punti sul tappeto, tra i quali cito a titolo di esempio: la necessità, per assicurare tariffe eque ad ogni utenza, di riformare il metodo di calcolo delle tariffe piuttosto che intervenire nella assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani; il fatto che una corretta applicazione della tariffa puntuale, in ragione della maggiore equità rispetto alla tariffa presuntiva, di fatto potrebbe determinare una automatica “autoregolazione” di quei conflitti che stanno alla base delle istanze di deassimilazione da parte alcuni dei soggetti produttori; l’opportunità di una doppia modalità di regolazione (in regime di tariffa puntuale e presuntiva) relativamente alla assimilazione – in sostanza nel caso di tariffa puntuale si auspica che i comuni possano fissare nel regolamento ex art. 198, comma 2, D.lgs. 152/2006 i limiti quantitativi annui di assimilazione della frazione RUR (Rifiuto Urbano Residuo), non sulla base di vincoli precisi definiti a livello centrale, ma avendo come riferimento i quantitativi complessivamente rilevati sul territorio di competenza in modo coerente con gli esiti del locale sistema di misurazione dei rifiuti conferiti.

Ho preso lo spunto solo da alcuni dei punti toccati da un’analisi ben più approfondita per introdurre al fatto che alla fine si è arrivati alla conclusione che, al di là delle conseguenze di un DM Assimilazione che non ha ancora preso forma, risulta chiaro che la regolazione della questione, determinerà problematiche applicative e difficoltà operative che graveranno principalmente nei comuni.

Si ritiene allora che a livello nazionale l’applicazione della misurazione e tariffa puntuale ovvero dei sistemi PAYT (Pay as You Throw) potrà costituire, laddove è stata già applicata e dove lo sarà anche sulla spinta di queste nuove problematiche, un percorso innovativo ed efficace, non solo come metodo alternativo e particolarmente adatto a proiettare i sistemi di gestione dei rifiuti urbani verso la massimizzazione del riciclo e la riduzione dei rifiuti, ma anche come strumento principale di gestione di molte delle problematiche che stanno alla base della necessità della regolazione della assimilazione e della riformulazione della tariffa attraverso la riforma del DPR 158/99.

Il terzo gruppo è stato coordinato da Elisabetta Martignoni e Monica Bettiol e ha affrontato il tema delle Proposte di modifiche legislative per una norma organica sulla tariffa puntuale.

Si sono affrontati diversi temi.

Piano economico e Finanziario (PF).

È stata messa in evidenza la necessità di regole che impongano una univoca e non discrezionale compilazione del PF, al fine di permettere una reale comparazione tra aziende in rapporto costi/qualità del servizio. Al riguardo, si ritiene fondamentale l’intervento di ARERA per l’attribuzione dei costi comuni, attraverso la definizione di precise regole di unbundling.

È stata rappresentata l’esigenza di poter disporre di indici a integrazione del PF, al fine di effettuare le necessarie valutazioni di coerenza/efficienza della gestione.

Schema di regolamento tipo.

È stata espressa l’esigenza che Payt diffonda modelli di Regolamento Tarip che possano essere utilizzati come base di lavoro e come modello cui ispirarsi, da calare ed articolare poi nelle singole realtà locali.

Sul tema è di interesse comune poter interloquire con Arera per la definizione del modello tariffario di tariffa puntuale che vedrà la luce.

Governance.

Sono state individuate due tipi di criticità, legate al fatto che la normativa mantiene in capo ai Comuni il ruolo di detentori del regime di privativa sulla raccolta e smaltimento di rifiuti urbani e assimilati:

  1. L’esistenza di Gestori che rappresentano realtà industriali di rilevante importanza economica a livello nazionale, consolidatesi nelle pratiche favorite in alcuni modelli Regionali, in cui i Comuni non hanno più alcuna possibilità di esprimere esigenze o necessità e dalle quali pare impossibile retrocedere, riappropriandosi di un servizio legato al proprio territorio oppure chiedendo servizi connessi a particolari criticità evidenziate dalla cittadinanza;
  2. L’esigenza che il processo di definizione degli Ambiti, nelle realtà in cui sia almeno ancora possibile farlo, venga innescato con una modalità botton down, in cui i Comuni vengano ascoltati e possano esprimere le loro esigenze al fine di costituire Ambiti omogenei non solo per territorio ma anche per visione.

In conclusione: all’appuntamento romano sono venuto in molti, e qualificati.

Ne sono entrati con la coscienza di essere nel posto migliore per discutere e confrontarsi sulla tariffa puntuale.

Non con generici “esperti”, ma con chi in Italia la vive e la pratica fin delle prime esprienze.

E ha creato una Associazione professionale per costruire una visione sistemica in cui abbiano un ruolo tutti gli attori della filiera: da chi fornisce contenitori e sistemi di misurazione a chi gestisce il servizio, da chi progetta il sistema a chi definisce e riscuote la tariffa.

Chi è stato a Roma il 19 settembre 2018 è uscito con la consapevolezza di essere in un cantiere aperto, come è da vent’anni per chi si occupa di tariffa rifiuti nel nostro paese.

Ma un cantiere al quale lavorano i migliori progettisti, i migliori operai e i migliori direttori dei lavori.

Dove però si sente la mancanza di una normativa di sostegno chiara e inequivocabile.

Come se – per restare nella metafora – le fondamenta fossero sempre un po’ “fragili” o se si stesse lavorando a costruzioni destinate a restare “prototipi” o tutt’al è più a diventare “quartieri modello”, ma isolati.

Quando invece quei pazzi di Payt mirano a costruire prima una città, poi una Regione, poi l’intero Paese.

Ed allora bisogna rafforzare la fondamenta, il sistema di dati, modelli, regole e norme che porti ad una riforma dell’istituto tariffario che leghi direttamente il pagamento alla produzione dei rifiuti da parte delle utenze e ai servizi di cui ognuna usufruisce.

Perchè chi inquina, paghi …

1 file:///C:/Users/rifiu/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/RDNEYLQD/9-Programma-convegno-payt-A4_9.pdf

3 Che è nata con l’art. 49 del Dlgs 22/97 (il Decreto che ha preso il suo nome) e con il successivo DPR 158/99.

4 Relazioni disponibili in http://www.payt.it/?p=1100

5 Basata sul PIANO DI RIDUZIONE E GESTIONE DEI MATERIALI POST CONSUMO 2017-2021 Deliberazione Giunta Capitolina n.47 del 30 marzo 2017

6 V. sopra. È possibile che al momento dell’uscita di questo contributo le sintesi dei lavori dei tre tavoli pomeridiani siano ancora in fase di raccolta a caricamento (a differenza delle relazioni della sessione mattutina, da subito presenti).

 

Fonte: labelab

A Fiumicino decolla anche la raccolta differenziata

La città laziale, nota destinazione turistica, è da qualche mese stabilmente all’80% di raccolta differenziata. Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’ambiente del Comune di Fiumicino

Di Sergio Capelli, Attilio Tornavacca, Salvatore Genova, Andrea Cappello ESPER

Agli annosi problemi relativi alla raccolta ed alla gestione dei rifiuti urbani della Capitale, fa ormai da contraltare una gestione sempre più virtuosa nei centri della provincia Romana.  Il Comune di Fiumicino, che conta circa 80.000 abitanti residenti, è ormai da qualche anno simbolo di questa rinascita green pur a fronte delle complessità determinate dei flussi turistici, dalle attività aeroportuali.

Partiamo da quello che è il dato finale. A Settembre 2018 il Comune di Fiumicino ha raggiunto nel mese di agosto l’80,3% di Raccolta Differenziata, percentuale ormai consolidata dallo scorso febbraio. In una Provincia che veleggia al di sotto del 50% (i dati ISPRA certificano un 42,3% alla fine del 2016), al pari di quella regionale (42,4% nel 2016) il risultato ottenuto dal Comune di Fiumicino acquista un valore ancora maggiore. Un risultato che lo pone nella élite italiana dei Ricicloni. Il percorso per l’eccellenza parte però da lontano. Per la precisione dal 2014 quando il Comune, procedendo con il supporto tecnico di ESPER ad una riorganizzazione del progetto esistente, estese il porta a porta a tutto il territorio comunale.

Proprio dal 2014 parte la crescita delle percentuali di RD del Comune di Fiumicino. Il dato di Partenza non era particolarmente lusinghiero: nel 2012 si era al 4%, nel 2013 ci si assestava su un 11,29%[1].

graficoRD

L’inserimento progressivo della raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ha dunque portato nel 2017 al raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata ben al di sopra degli obiettivi nazionali (65%). Ma alla crescita della raccolta differenziata ha fatto eco una sostanziosa riduzione dei rifiuti prodotti dalle utenze fiumicinesi, con un abbattimento di oltre 200 kg/anno pro capite fra il 2012 e il 2016 (da 749,4 a 542,3 kg/anno pro capite).

produzione

Tali risultati sono stati conseguito a seguito dell’introduzione di un servizio di raccolta porta a porta con le seguenti frequenze:

 

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 2/7 2/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 1 – Frequenze raccolta porta a porta pre-2018

Frequenze che dal febbraio 2018 sono state ottimizzate riducendo ad un solo passaggio settimanale la raccolta del secco residuo.

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 1/7 1/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 2- Frequenze raccolta porta a porta 2018

Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino.
ass.cini

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato il numero dei rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

L’aumento della raccolta differenziata e la contestuale diminuzione dei rifiuti mandati a smaltimento, oltre ad un evidente beneficio ambientale, ha certamente liberato delle risorse economiche…

Le risorse liberate ci hanno permesso di implementare ulteriori servizi per i cittadini. A partire dalla raccolta, a richiesta, di pannolini e pannoloni: i cittadini che ne avranno bisogno (vuoi per il lieto arrivo di un bebè, vuoi per l’utilizzo di tessili sanitari legati a patologie), avranno a disposizione due passaggi settimanali dedicati alla raccolta di questo tipo specifico di rifiuti, che andranno a sommarsi al passaggio settimanale del residuo. Non solo: sono a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio ed un servizio di ritiro del verde. Ovviamente, per evitare utilizzi impropri da parte del servizio, abbiamo dovuto mettere dei limiti quantitativi: 2 mc a conferimento (5 mc/anno) per gli ingombranti e due sacchi da 120 litri per il verde (conferibili contestualmente alla frazione organica. Qualora i cittadini avessero quantità superiori da smaltire, potranno farlo presso il CdR o le Postazioni Ecologiche Mobili”.

Oggi più della percentuale della raccolta differenziata conta la qualità e la pulizia del materiale raccolto. Qual è la situazione?

Oggi abbiamo una qualità del materiale raccolto buona, ancora migliorabile per quanto la plastica e le lattine, ma non è stato un risultato semplice ed immediato. Inizialmente abbiamo avuto vari problemi di conferimenti impropri. Siamo dunque corsi ai ripari: abbiamo formato gli operatori che effettuano il servizio per organizzare il controllo del materiale. Qualora nel sacco semitrasparente del residuo risultino chiaramente presenti ingenti quantitativi di materiali riciclabili, il sacco viene contrassegnato con un apposito adesivo e non ritirato. Così facendo abbiamo abituato la cittadinanza ad una differenziazione corretta dei propri rifiuti. Un’altra azione intrapresa ha riguardato il contrasto all’utilizzo di sacchi neri non trasparenti che non garantiscono il controllo delle frazioni conferite, fondamentale per avere un’ottima qualità merceologica.

adesivo

1 – Sacchetto segnalato come non conforme

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.

rastrelliera2 – Fiumicino, Rastrelliere per conferimento rifiuti nei complessi di grande dimensione

 

Il decoro urbano è senza dubbio importantissimo. A maggior ragione per una città come Fiumicino che ospita stabilimenti balneari e che ha corposi flussi turistici. Come riuscite a preservarlo?

Abbiamo dovuto porre molta attenzione sul tema, in particolare per quel che riguarda il lungomare. Gli stabilimenti balneari avevano la necessità di posizionare i propri contenitori per la raccolta il più possibile in prossimità della strada e dei marciapiedi per ragioni logistiche. D’altro canto l’amministrazione aveva la necessità (anche nell’interesse degli stabilimenti stessi) di evitare assembramenti di cassonetti a vista, sia per evidenti ragioni estetiche e di decoro, sia per evitare conferimenti impropri da parte di passanti, che avrebbero potuto creare problemi ai titolari dei cassonetti stessi. Abbiamo dunque stabilito con un’ordinanza che gli stabilimenti balneari dovessero dotarsi di strutture che nascondessero i contenitori alla vista dei passanti e impedissero loro l’accesso. Sono nate così quelle che chiamiamo “Ecobox”. Ogni stabilimento ha scelto e realizzato la propria, spesso con risultati estetici molto gradevoli.

ecobox1

4- Esempio di Ecobox in graticcio di bambù

ecobox2

5 – Esempio di Ecobox in legno e muratura

ecobox3

6 – Esempio di Ecobox in graticcio di Bambù

ecobox4

7 – Ecobox

 

Nel 2019 scadrà l’attuale contratto per i servizi di Igiene Urbana. L’attuale ha portato risultati apprezzabili. Quali gli obiettivi per il futuro?

Senza dubbio il prossimo passo è quello di predisporre una nuova gara per l’appalto dei servizi di igiene urbana in cui sarà posta particolare attenzione all’obiettivo strategico dell’amministrazione comunale dell’introduzione della tariffazione puntuale quale sistema equo ed incentivante per continuare ad aumentare le performance del sistema. Abbiamo messo a gara la progettazione del prossimo servizio ed il servizio di Direzione dell’esecuzione del contratto e con determinazione 152 dello scorso 10 maggio abbiamo aggiudicato tali servizi ad ESPER. L’attività di direzione dell’esecuzione del contratto da parte dei tecnici di ESPER è iniziata e proseguita fin dal 2014. I risultati raggiunti sono scaturiti anche grazie ad un accurato controllo del servizio ed alla individuazione di migliorie al servizio da parte dei tecnici del Comune e di ESPER. Riteniamo quindi che il gruppo di lavoro che sta redigendo i nuovi atti di gara sia all’altezza degli ambiziosi obiettivi che l’amministrazione si è posta anche grazie al qualificato e quotidiano supporto tecnico garantito da ESPER soprattutto per quanto riguarda il tema dell’ottimale introduzione della tariffa puntuale.

 

[1] Dati ISPRA

Anci: incontri territoriali in vista del nuovo Accordo Quadro con CONAI

Ivan Stomeo lo aveva promesso: “Nella nuova veste di delegato nazionale Anci per il tema Rifiuti, il mio principale impegno sarà rivolto dunque alla collaborazione e alla valorizzazione dell’esperienza di tutti quei Comuni che hanno messo in campo le migliori pratiche per lo sviluppo di progetti locali finalizzati alla  promozione di modelli di economia circolare. Quello che vorrei promuovere dunque come nuovo delegato Anci, è una maggiore apertura verso le esperienze di gestione dei rifiuti e degli imballaggi di successo che avvengono in Italia e anche all’estero da parte di governi, enti locali e industria”[1].

Ed è stato di parola: la parola ora passa ai Comuni, a quelli più virtuosi. Quei Comuni che più di altri si sentono penalizzati per lo scarso ritorno economico determinato dai precedenti Accordi Quadro (“Il finanziamento da parte dei produttori (attraverso il sistema CONAI) dei costi della raccolta differenziata non supera il 20% del totale, laddove invece, dovrebbe essere per intero a loro carico” testimonia l’Antitrust[2]), nonostante il grande impegno profuso, sia in termini politici che in termini meramente economici.

Saranno dunque anche loro a collaborare alla definizione del nuovo accordo quadro Anci-Conai, attraverso una serie di incontri pubblici organizzati da ANCI.
Il primo della serie è previsto per il 5 ottobre. Bari è la prima tappa di una serie d’incontri in vista del rinnovo dell’Accordo Quadro Anci Conai. I 6 incontri territoriali sono pensati come momento di ascolto degli amministratori e degli operatori che a vario titolo sono interessati dalla gestione dei Rifiuti e raccogliere contributi quanto più possibili puntuali e concisi relativi all’articolazione ed al funzionamento dell’accordo vigente e alle modifiche che si ritiene sarebbero necessarie apportare.

La finalità è dunque quella di fornire un’occasione agli Amministratori ed operatori del settore di esprimere il proprio punto di vista, attraverso osservazioni, eventuali criticità o suggerimenti, al fine di poter elaborare insieme la nuova piattaforma negoziale dell’Accordo Quadro Anci Conai.

 

NUOVO ACCORDO ANCI CONAI
INCONTRI CON I TERRITORI
BARI, CORSO VITTORIO EMANUELE II
5 OTTOBRE, ORE 14.00-16.30

Ore 14,00
Saluti
Antonio Decaro Presidente ANCI e Sindaco di Bari
Giorgio Quagliuolo Presidente CONAI

Introduzione
Agata Fortunato Componente delegazione trattante ANCI

Interventi Programmati:
Giovanni Francesco Stea Assessore Ciclo Rifiuti e bonifiche, Ambiente, Rischio industriale, Vigilanza ambientale della Regione Puglia
Fiorenza Pascazio Sindaco di Bitetto e Presidente Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER) Puglia
Raffaele del Giudice Vice Sindaco del Comune di Napoli
Enrico Manscia Sindaco del Comune di Policoro
Nicola Magrone* Sindaco del Comune di Modugno
Francesco Tarantini Presidente di Legambiente Puglia
Gianfranco Grandaliano Commissario ad Acta Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER) Puglia

Ore 16,00

Dibattito
Il nuovo Accordo quadro Anci Conai: Opportunità e Criticità.
Ascolti di idee e suggerimenti dei presenti.

Modera:
Carmelina Cicchiello Responsabile Ufficio Patrimonio, Politiche abitative, Demanio e Ciclo integrato dei Rifiuti

Interventi e contributi dei presenti

Conclusioni
Ivan Stomeo Comune di Melpignano e Delegato Anci all’Energia e ai Rifiuti

Nel corso dell’incontro sarà presentato ed illustrato il funzionamento della Survey on-line: Un questionario liberamente accessibile via internet con cui potete fornire il vostro contributo alla Consultazione Nazionale sul rinnovo dell’Accordo Quadro Anci Conai

 

[1] Sostenibilità, partecipazione, economia circolare: il progetto per il futuro – intervento per il volume “20 anni di gestione degli imballaggi: cosa è stato fatto e cosa resta da fare” http://esper.it/20-anni-di-gestione-degli-imballaggi-cosa-e-stato-fatto-cosa-resta-da-fare

[2] http://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/ic49_sintesiindagine.pdf

C’è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?

Andrea Cappello – Tecnico ESPER

Le dinamiche europee in tema di incenerimento si presentano in una certa misura anche nel contesto italiano: un eccesso di capacità per alcune regioni, principalmente si tratta delle regioni del Nord dove il ricorso alle discariche è stato progressivamente ridotto, che genera importanti movimentazioni di rifiuti da altre regioni. Alcune di queste si trovano peraltro ad affrontare una difficoltosa transizione nello strutturare il comparto impiantistico, cercando di limitare il ricorso alle discariche. Si tratta di una tendenza in continua crescita. In alcune regioni del Nord-Italia il fenomeno è più evidente: ad esempio la Lombardia. C'è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?I 13 impianti lombardi hanno un eccesso di capacità e per essere alimentati devono bruciare rifiuti provenienti da fuori, in prevalenza dal Lazio e dalla Campania. Da un lato emissioni di CO2 derivanti dai trasporti e dall’altro gli effetti diretti di impianti altamente impattanti sia per quanto riguarda le emissioni in aria che per i residui dei processi di incenerimento. Inoltre, un eccesso di capacità può determinare nel tempo un abbassamento generalizzato delle tariffe corrisposte dagli impianti di incenerimento creando un potenziale contrasto all’interno del mercato del riciclo incidendo sui prezzi di trattamento dei rifiuti.

Tornando al Nord-Italia, possiamo valutare direttamente se e quali effetti ha prodotto fino ad oggi la presenza degli inceneritori sulle politiche del riciclo di questa area geografica che si avvia complessivamente al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. A tal fine viene rappresentata su mappa un’elaborazione effettuata sulla base dei dati delle raccolte differenziate dell’anno 2016 forniti dall’ISPRA. A questi viene sovrapposto uno strato geografico con la localizzazione degli impianti di incenerimento e la loro potenzialità autorizzata. L’analisi della mappa ci mostra di una evidenza: le più virtuose gestioni italiane a livello consortile, tra quelle premiate da Legambiente nel rapporto denominato “Comuni ricicloni”, sono tutte caratterizzate dall’assenza di impianti di incenerimento. Si tratta di consorzi di comuni con elevati livelli di raccolta differenziata (dal 70% all’85%) e bassi livelli di rifiuto residuo pro-capite (inferiore a 100 kg/ab.anno). Tra tutte, le esperienze virtuose dei due consorzi pubblici della provincia di Treviso, Contarina e il Bacino Sinistra del Piave, rispettivamente all’86% e all’84,3 di raccolta differenziata con soli circa 50 kg per abitante di rifiuto residuo raccolto annualmente.

C'è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?A seguire troviamo le esperienze di AET2000 in Provincia di Udine con il 78,3% di raccolta differenziata, Mantova Ambiente con l’82,8%, Ambiente Servizi SPA in Provincia di Pordenone con il 68,7%, il Consorzio dei Comuni dei Navigli in Provincia di Milano con il 74,6%. Si tratta di consorzi pubblici con popolazione amministrata superiore a 100.000 abitanti, tutti con una produzione di rifiuto residuo molto bassa ed elevate raccolte differenziate.

Questi ambiti territoriali estremamente virtuosi sono caratterizzati dal fatto di aver incentrato le proprie politiche industriali sul riciclo, sulla riduzione del rifiuto residuo e sulla prevenzione. Spesso le pianificazioni sono state rimodulate nel tempo: in alcuni casi per modifiche impiantistiche necessarie ad una migliore valorizzazione delle frazioni da avviare a riciclo oppure per riorganizzazioni dei sistemi di raccolta. Negli ultimi anni infatti i sistemi di raccolta hanno raggiunto rese di intercettazione molto elevate con raccolte domiciliari ottimizzate con l’obiettivo di ridurre i costi ma mantenendo i servizi. Senza disponibilità di grandi impianti di incenerimento occorre ridurre la dipendenza dal rifiuto residuo e per far ciò si è agito anche disincentivando i conferimenti da parte delle utenze attraverso lo strumento della tariffazione puntuale. Questo strumento in molti di questi consorzi viene applicato a completamento di esperienze di raccolta già ben strutturate e dove la partecipazione dell’utenza risulta molto elevata.

In molti casi gli obiettivi vengono rivisti al rialzo con programmi continui di miglioramento entro una visione di lungo periodo. E’ ad esempio il caso di Contarina che al 2022 ha posto un obiettivo di produzione pro-capite del rifiuto residuo prodotto pari a soli 10 kg annui, un record a “rifiuti zero” a livello mondiale. Questa flessibilità è fortemente limitata in contesti le cui pianificazioni sono incentrate sul recupero energetico o sull’incenerimento. E’ questo il principale elemento che ha determinato una “geografia dell’incenerimento”, che ci rappresenta di una immobilità nell’implementare politiche virtuose in tali ambiti territoriali. Grandi investimenti ultra-decennali, rigidi contratti con gli enti locali a garanzia di un minimo quantitativo di rifiuto corrisposto e difficoltà nel programmare nuovi obiettivi ma soprattutto visioni di lungo periodo: determinanti che spesso agiscono da freno nel far propendere gli amministratori locali verso una gestione più coraggiosa. Anche ammettendo che attraverso la movimentazione di grandi quantitativi di rifiuti tra le regioni italiane in qualche modo si possa ridurre questa rigidità certamente il controsenso ambientale che abbiamo provato ad illustrare non viene risolto.

#SAVETHEDATE – ESPER al CTon fest 2018

L’universo che, sempre più spesso, ci spiattella la frivolezza e la sciatteria del superfluo, vede nascere iniziative che sembra vogliano mettere uno stop, dare una pausa a questo conseguire degli eventi così rapido e cristallizzato.

Il Cton Fest di Poggiardo, organizzato dall’associazione Prendi Posizione e accolto nel Castello di Corigliano D’Otranto sabato 29 e domenica 30 settembre, raccoglie una serie di temi e discussioni attorno a una tavola rotonda che riunisce teologi, architetti, professori ed esperti del settore.

Il centro del dibattito sarà l’uomo esaminato da una prospettiva più intima. Ripercorrere l’età dell’uomo, analizzandone i costi ambientali e sociali, riportare in auge quelle aree di sacrificio per la quale l’inquinamento non è uguale per tutti, saranno il punto mediano da cui sfoceranno le tematiche che da sempre hanno legato l’uomo all’ambiente.

Saranno oltre 50 gli ospiti del convegno tra cui Rossano Ercolini (Movimento Rifiuti Zero), Attilio Tornavacca (Direttore Generale Esper), l’ex sindaco Di Lampedusa Giusi NicoliniLuca Fioretti (Fondatore Associazione comuni virtuosi), Agostino di Ciaula (Medici per l’ambiente), Vincenzo Mercinelli(Accademia Mediterranea di Econonomia civile), i sindaci di Lecce e Bari, Carlo Salvemini e Antonio De CaroClaudio Scamardella (Direttore de “Il Nuovo Quotidiano di Puglia”) e altri giornalisti, studiosi del paesaggio, docenti universitari e attivisti dei comitati a tuttela del paesaggio e dell’ambiente.

Programma

  • La prima giornata inizia con i saluti alle ore 9:30 e con la proiezione degli scatti fotografici “Grotta dei Cervi: la cappella sistina del Neolitico” di Leonello Bertolucci.
  • Alle 10:30 prendono il via i primi incontri su “Il torrente Asso”, con gli speleologi Vittorio Marras e Raffaele Onorato e sulla “SS275”, in compagnia di Vito Lisi e Luigi Paccione del comitato No 275 e gli architetti mauro Lazzari e Juri Battaglini.
  • Dalle 16:30 si trattano il caso “Colacem”“la democrazia del cibo. nuove politiche territoriali per un futuro sostenibile”, la “laudato si”.
  • Dalle ore 21:00 lo scrittore Gianrico Carofiglio modera il “Dialogo sulla Bellezza”, mentre la chiusura è affidata alla cassarmonica allestita all’esterno del castello, con il progetto Bandervish, le sonorità mediterranee dei radiodervish che incontrano la merce e le aree sinfoniche della Banda di Sanicandro di Bari, con una silloge che reinterpreta il repertorio classico della banda e quello della musica mediorientale.
  • La seconda e ultima giornata partirà alle 10:00 con “la valutazione dell’ambiente e la potestà regolamentare” con Luca Fioretti,  Luca Menesini (Sindaco di Capannori e Presidente della Provincia di Lucca), Nevio Zaccarelli (Assessore all’Ambiente del Comune di Forlì) e Michele Macrì che coordinerà i lavori.
  • Alle ore 11:00 il Direttore de La Gazzetta del MezzogiornoFabio Casilliintervisterà Rita Miglietta  (architetta e assessora alle Politiche urbanistiche e strategiche, Rigenerazione urbana, Marine, Innovazione sociale, Verde pubblico, Social Housing, Edilizia Privata, Valorizzazione del patrimonio pubblico del Comune di Lecce) su “Lecce è il suo mare: progetto di rigenerazione urbana per il recupero delle marine leccesi“.
  • Dalle 16.30, con il coordinamento di Roberto Schiavone, Agostino di Ciaula (Medici per l’ambiente), Antonio Chiga (Sindaco di Zollino), Dina Manti (Sindaca di Corigliano d’Otranto) e Marcello Amante (Sindaco di Galatina) discuteranno del “Caso Colacem” con Tiziana Colluto, giornalista di TrNews e Il Fatto Quotidiano.
  • Dalle 17.30si parlerà di “Economia relazionale” con Vincenzo Mercinelli (Accademia Mediterranea di Economia Civile) e Guglielmo Forges Davanzati (Docente di Storia dell’analisi economica dell’Università del Salento) sollecitati da Emanuele Rizzello.
  • Dalle 18.30 invece Claudio Scamardella (Direttore del “Nuovo Quotidiano di Puglia”) modererà l’incontro “La terra come perdita e come riconoscimenti” con Giusi Nicolini (già sindaco Lampedusa, segreteria nazionale Partito Democratico) e Anna Caputo (Presidente Arci Lecce) coordinato da Adalina Coluccello. 
  • Dalle 19.30 incontro di chiusura, moderato da Gabriele De Giorgi (giornalista LeccePrima.it e SalentoReview) sul Salento e i suoi Paesaggi con il consigliere regionale Sergio Blasi e Alessandro de Matteis.
  • Dalle 21 il festival si concluderà in musica con il concerto itinerante per le strade di Corigliano d’Otranto e sulle terrazze del Castello della BeDixie e la presentazione del cd d’esordio dei Cantori della Giurdana.

Inoltre, nel corso del Cton fest le sale e le terrazze del castello ospiteranno La terra Nutre, una grande iniziativa per promuovere la tradizione del territorio attraverso il cibo, organizzata da numerose aziende agroalimentari e vitivinicole del territorio. Tra stand e vastissimi spazi di degustazione nei quali si intende riscoprire, scavando con fare avallato, la lunga e affascinante tradizione salentina.

di Giulia Greco

Fonte: Leccenews24.it

RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE

Il 22 settembre scorso ESPER ha partecipato, nella persona del suo Direttore Generale Attilio Tornavacca, al Convegno RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE, organizzato dal Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero.

“I risultati regionali finora raggiunti sulla gestione dei rifiuti non sono incoraggianti tuttavia per una piccola regione come l’Umbria dovrebbe essere più facile gestire bene il ciclo dei rifiuti secondo le linee guida europee dell’economia circolare e cioè CON UTILITÀ E PROFITTO PER LA COLLETTIVITÀ e visti i primi risultati del nuovo servizio del sub Auri 4 possiamo dire che un ciclo virtuoso in Umbria dipende solo dalla volontà politica” afferma Rifiuti zero Umbria.

Al Convegno hanno partecipato fra gli altri:

Marco Montanucci Consigliere del Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
Walter Ganapini Direttore Generale Arpa Umbria
Enzo Favoino Coordinatore scientifico Centro Ricerche Rifiuti Zero di Capannori e di Zero Waste Europe
Sandro Bisonni Consigliere Regionale Marche
Attilio Tornavacca Direttore Generale Esper
Rossano Ercolini Presidente dell’associazione Zero Waste Europe

Scarica il programma completo del convegno

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata: ad Agosto la percentuale vola oltre il 68%

A Gennaio a Gravina – scrivono in una nota inviata in redazione dall’ufficio stampa di Palazzo di città – veniva differenziato solo il 7% dei rifiuti. A Luglio, ad un mese e mezzo dall’attivazione del servizio, s’era già arrivati a toccare il 43%. Ad Agosto è stato record: superato il 68%.”

“Se qualche dubbio c’era, – spiegano da via Vittorio Veneto – è stato spazzato via dai numeri: i gravinesi stanno sostenendo con entusiasmo i primi passi della raccolta differenziata porta a porta. Lo confermano i dati che arrivano dall’assessorato all’igiene urbana guidato da Paolo Calculli, sulla base dei report giornalieri trasmessi al Comune dalla Raccolio srl, la società affidataria del servizio in città sulla base del contratto d’appalto sottoscritto lo scorso Gennaio, a conclusione di un iter che ha mandato in archivio il precedente contratto, tra una proroga e l’altra rimasto in vigore per quasi 23 anni. ”

«Attendevamo con ansia i risultati di Agosto – spiega Calculli – perché solo negli ultimi giorni di Luglio il servizio era entrato a regime in tutta la città». Un test dunque importante, superato di slancio. «Nei 31 giorni agostani – precisa Calculli – siamo arrivati a toccare il 68,61%. Un livello che certo può e deve essere ancora migliorato, ma che indica innegabilmente un netto cambio di tendenza: la rimozione dei cassonetti ha lasciato rimpianti in una parte davvero minoritaria della città, all’interno della quale si annida la frangia che continua a depositare spazzatura ai bordi di alcune vie o in periferia. Il più delle volte vandali, o gente che nel tentativo di sfuggire all’anagrafe tributaria comunale si disfa dei sacchetti scaricandoli ovunque. Nelle prossime settimane intensificheremo ulteriormente i controlli, anche con l’ausilio della tecnologia, ma l’impegno profuso dalla Polizia Municipale, insieme ai tecnici della Raccolio, ha già consentito di elevare diversi verbali a carico dei trasgressori individuati».

“I numeri: ad Agosto ritirati 390.430 chili di organico, 85.120 di carta, 87.590 di vetro, 92.720 di plastica, 49.700 di cartone, 40.633 di ingombranti, 21.990. Insieme ad altre tipologie di rifiuti avviati al riciclo, un totale di 768.437 chili di differenziata su 1.120.057 chili di pattume complessivamente raccolto (compresa l’indifferenziata). In percentuale, il 68,61%. «La macchina organizzativa – sottolinea l’assessore – ha finalmente preso a girare a pieno ritmo, anche se difficoltà e disagi non mancano. Ne siamo consapevoli, e grazie all’impegno del Servizio Municipale Ambiente e della Polizia Municipale siamo impegnati a ricercare, insieme all’azienda, le soluzioni opportune. Le nostre preoccupazioni principali sono, al momento, la definizione del servizio in zona Pip e l’avvio delle isole ecologiche itineranti, per le quali siamo in attesa del via libera dell’Aro Ba4».

“Restano la soddisfazione per il buon risultato conseguito e la consapevolezza di poter fare ancora di più, con la collaborazione della cittadinanza. «Questa esperienza – dice Calculli – è utile a dimostrare anche quanto esteso sia il senso civico, spesso offuscato dai comportamenti insensati di una parte marginale della cittadinanza. Occorre insistere, per mettere in moto un cambiamento culturale generalizzato. Ai cittadini vanno il nostro sincero ringraziamento per la collaborazione e la rassicurazione che faremo il possibile per migliorare la qualità del servizio».

Da segnalare: su impulso dell’assessorato, nei prossimi giorni si terranno nuovi incontri informativi pubblici, mentre nelle scuole, con la ripresa delle attività didattiche, ripartirà la campagna di educazione alla differenziata curata da Teknoservice.”

Fonte: Gravina Live

Premio Comuni Virtuosi: aperto il bando 2018

E’ ufficialmente aperto il bando per la dodicesima edizione del Premio nazionale dei Comuni Virtuosi, promosso dall’Associazione Comuni Virtuosi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Anci, Ispra, Agenda 21 Italia, Borghi Autentici d’Italia.
Al premio possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie: gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.); impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.); rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso); mobilità sostenibile (car-sharing, carpooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.); nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).
La Commissione Giudicatrice del Premio è composta da: Maria Rita Crisci (Sindaca di Montelepre), Massimo Buccilli (A.D. Velux), Leyla Ciagà (Assessore di Bergamo), Tiziana Benassi (Assessore di Parma), Stefano Ciafani (Presidente Legambiente), Alessandra Bonoli (Università di Bologna), Alessio Maurizi (Radio 24), Paolo Pileri (Politecnico di Milano), Eliana Bruschera (Novamont SpA), Michele Munafò (Ispra).
La graduatoria finale con cui la giuria decreterà il comune più virtuoso dell’anno sarà stilata entro il mese di novembre, segnalando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 31 ottobre 2018. La Cerimonia di premiazione avverrà nel corso di un incontro pubblico che si terrà a Trento presso il “Muse” sabato 15 dicembre. Al comune vincitore verrà donato un audit dei servizi espletati per ottimizzazione i servizi e i costi della gestione dei rifiuti, anche in relazione al benchmarking dei costi ed alla Redazione della relazione ex art. 34 comma 20 D.L. 179/2012. Il valore di tale servizio, che verrà effettuato da Esper (sponsor tecnico del Premio) è pari a circa 10.000 euro. In alternativa, se il Comune non ha ancora attivato la tariffazione puntuale, lo studio potrebbe riguardare le migliori e più opportune modalità di implementazione della tariffa puntuale con valutazione del rapporto costi/benefici di vari scenari di implementazione.

Per informazioni, richieste e segnalazioni: Associazione dei Comuni Virtuosi – P.zza Matteotti, 17 – 60030 Monsano (AN) Tel. 33843092695 – info@comunivirtuosi.org

Segreteria organizzativa
Marco Boschini
Tel. 3384309269 – info@comunivirtuosi.org

Scarica il bando

RASSEGNA STAMPA – Rifiuti Torna in campo la ESPER a Ragusa

Con determina dirigenziale n. 127 del 28 agosto scorso del Settore Appalti e Contr4atti è stato approvato l’esito delle operazioni di gara relative alla procedura aperta per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Esecuzione del Contratto per il servizio integrato di raccolta dei rifiuti urbani, per la durata di 72 mesi.

Aggiudicataria della procedurta di gara del suddetto servizio è stata la ditta ESPER srl di Torino per il prezzo di 237.600 oltre IVA al netto del ribasso offerto dell’1% sull’importo a base d’asta di € 240.000 oltre IVA.

Fonte: RagusaOggi

RASSEGNA STAMPA – Ladispoli, il comune segue Cerveteri per la nuova gara rifiuti

Dopo Cerveteri anche Ladispoli si affida ad E.S.P.E.R. per la progettazione del servizio di igiene urbana integrata.

Per 30mila euro, infatti, l’Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti dovrà progettare il servizio di igiene urbana di Ladispoli con l’implementazione della tariffa puntuale a partire dal 7/01/2019, oltre a dover dare supporto all’ente per la redazione dei relativi atti di gara.

Un bando per la gara rifiuti certamente difficoltoso da realizzare, al punto che nella vicina Cerveteri non sono mancati gli intoppi burocratici per portare a termine l’iter, sebbene nessun ritardo sia imputabile a Esper.

Si prospetta quindi una nuova gestione dei rifiuti, mentre il tema della raccolta differenziata e dell’igiene urbana a Ladispoli rimane caldo.
Ad oggi con l’attuale appalto l’ente paga cifre salatissime con continui incrementi di servizi. Aumenti che stanno portando la tariffa per l’igiene urbana ad essere insostenibile.

Fonte: Terzobinario