Supermarket del riuso e del riciclo: la Svezia sempre più virtuosa

Mentre il resto del mondo ancora sta imparando a rapportarsi correttamente con il riciclo, la città svedese di Eskilstuna da ormai due anni ha aperto un centro commerciale dove è possibile acquistare solo beni usati e/o riciclati. Il centro commerciale – ReTuna Återbruksgalleria – comprende diversi negozi con prodotti usati, riciclati o sostenibili. Il nome del centro commerciale, unisce “Tonno”, il soprannome per la città, “Återbruk”, che significa riutilizzo e “Galleria” o centro commerciale.

Non esiste un padrone, nessuno in particolare possiede il centro commerciale o l’idea: le persone dietro ReTuna Återbruksgalleria sono una squadra di ambientalisti con sede a Eskilstuna, che si sono posti l’obiettivo di rendere la loro città migliore, limitando fortemente la produzione di rifiuti. “Crediamo che la decisione di aprire Retuna derivi da una combinazione di politici coraggiosi, dal desiderio di essere il Comune più virtuoso nella gestione dei rifiuti e dalla volontà di affrontare la sfida della gestione dei rifiuti in modo completamente nuovo – spiega Anna Bergstrom, uno dei fondatori del progetto – Sulla base di questi input si sono mossi di comune accordo l’Amministrazione Comunale, la società di cui faccio parte (Eskilstuna Energi och miljö, una società pubblica municipalizzata) e un paio di buoni lobbyisti”.

Il centro commerciale è stato lanciato nell’agosto 2015, affrontando notevoli difficoltà iniziali. Oggi il centro commerciale è frequentato da una media di 600/700 persone al giorno.

Gli stessi clienti vengono incoraggiati a lasciare gli oggetti che non utilizzano più. Sarà poi la squadra di ReTuna, a visionare, selezionare, ripulire ed eventualmente aggiustare gli oggetti ricevuti che poi verranno rimessi in vendita.

Con una forza lavoro di 50 dipendenti, il centro commerciale dispone di nove negozi attivi, che vendono pezzi riutilizzati che vanno da abiti usati, biciclette, articoli sportivi, materiali da costruzione, mobili e arredi. All’interno dello stabile ci sono anche un ristorante, un centro didattico, una sala conferenze e una sala riunioni.

Gli effetti positivi della tariffazione puntuale

Il caso di Parma a confronto con Reggio Emilia e Piacenza.

Un recente rapporto del Servizio Politiche Territoriali della UIL ha messo in evidenza l’evoluzione delle bollette TARI delle famiglie italiane degli ultimi 4 anni mettendo a confronto 100 capoluoghi di provincia prendendo come campione una famiglia tipo di 4 persone occupanti un appartamento di 80 mq.

Il contesto nazionale, che vede spesso declinati in ambito locale differenti specificità tra una regione e l’altra, non consente confronti omogenei e correttamente paragonabili visti i differenti criteri di assimilazione, costi di smaltimento, conformazione urbanistica, abitudini delle famiglie, etc. che fanno sì che una migliore analisi di confronto rispetto alle politiche adottate dalle amministrazioni comunali si ottenga paragonando ambiti con caratteristiche simili.

In questa ottica, con i dati in nostro possesso, è utile confrontare le performance di risultato tra i capoluoghi dell’Emilia-Romagna e con particolare efficacia paragonare i 3 capoluoghi dell’Emilia occidentale (Piacenza, Parma e Reggio Emilia) visto la condivisione di uno stesso gestore della raccolta rifiuti (Iren Ambiente), la recente adozione di un’unica tariffa di smaltimento di bacino ma con scelte strategiche differenti operate dalle singole amministrazioni comunali per quanto riguarda i modelli di raccolta applicati sul territorio.

Vediamo dunque come su Parma, dove è stato introdotto a partire dal 2012 un modello di raccolta differenziata porta a porta con tariffazione puntuale, i benefici dell’adozione di queste politiche virtuose abbiano dato i loro frutti non solo dal punto di vista dei risultati (% di raccolta differenziata, riduzione del rifiuto residuo procapite, % di effettivo recupero – Vedi Tabella 1) ma anche per quanto riguarda gli impatti sulla bolletta delle famiglie.

Tabella 1 – Modelli di Raccolta e risultati (dati ARPA 2016)

Piacenza Parma Reggio Emilia
Abitanti 102.499 193.315 171.714
Modello di raccolta prevalente (al 2016) Raccolta stradale per plastica, metalli, vegetale e vetro. Porta a porta per carta/cartone, residuo e organico (in alcuni quartieri per queste ultime 2 frazioni raccolta stradale) Raccolta porta a porta a 4 frazioni con tariffazione puntuale (Carta/cartone, Plastica/metalli, organico, residuo). Raccolta stradale di Vetro e Vegetale Raccolta stradale a 5 frazioni (Carta/cartone, Plastica, Vetro/metalli, Organico, Residuo). Raccolta domiciliare del vegetale
Centri di raccolta 3 4 6
% RD 56,9% 75,9% 58,6%
% RD a recupero (dati Atersir riferiti al 2014) 56,4% 65,7% 59,3%
RU totale procapite (kg) 741 554 709
Residuo procapite (kg) 244 108 262
Organico procapite (kg) 49 103 40
Vegetale procapite (kg) 43 77 115

 

Piacenza e Reggio, che vedono nel periodo considerato modelli di raccolta differenziata con prevalenza di contenitori stradali a libero accesso, sono ancora lontane dagli obiettivi del Piano Regionale di Gestione Rifiuti che ha stabilito al 2020 il raggiungimento del 70% di raccolta differenziata per i comuni capoluogo, la riduzione del 20-25% della produzione pro-capite e l’obiettivo di effettivo riciclo del 70%. Parma invece, già oggi all’80% di raccolta differenziata grazie al percorso avviato dall’amministrazione Pizzarotti, ha sostanzialmente già raggiunto e in alcuni casi oltrepassato questi obiettivi fatto salvo quello della produzione totale procapite che, dopo una discesa nei primi 2 anni, ha poi visto risalire l’indicatore probabilmente per effetto della ripresa dei consumi per l’incremento dei flussi turistici registrati in città (+25% di presenze tra il 2012 e il 2017).

Grafico 1

 

Dal punto di vista economico, considerando il quadriennio 2014-2017, la ricerca UIL (vedi tabella 2) evidenzia come la bolletta TARI della famiglia tipo di Parma sia l’unica a calare in Emilia-Romagna (-3,1%) con Piacenza e Reggio Emilia che invece incrementano il costo rispettivamente dell’8,5% e del 9,7% (quest’ultimo incremento più marcato in regione tra i 9 capoluoghi).

Tabella 2 – Rapporto TARI capoluoghi 2017 – Uil Servizio Politiche Territoriali

Esempio di una famiglia di 4 persone con una casa di 80 metri quadri ed un reddito Isee di 17.812 euro (Le tariffe sono comprensiva del tributo provinciale ambientale)

CITTA’ Tari 2014 in euro Tari 2015 in euro Tari 2016 in euro Tari 2017 in euro Differenza percentuale 2016-2017 Differenza percentuale 2014-2017
Bologna 221,76 228,5 228,5 228,5 0,0% 3,0%
Ferrara 305,65 305,65 305,65 305,65 0,0% 0,0%
Forlì 281,31 276,03 281,97 286,9 1,7% 2,0%
Modena 267,7 274,12 276,33 280,75 1,6% 4,9%
Parma 272 282,26 265,1 263,45 -0,6% -3,1%
Piacenza 252,15 252,15 274,05 273,55 -0,2% 8,5%
Ravenna 254,3 254,3 256,64 259,75 1,2% 2,1%
Reggio Emilia 287,4 300,85 306,23 315,17 2,9% 9,7%
Rimini 233,5 252,46 252,46 254,08 0,6% 8,8%

 

In realtà i dati su Parma sono ancora migliori rispetto a quanto evidenziato nella ricerca se si considera che con lo sconto massimo ottenibile grazie alla tariffazione puntuale (max 30 svuotamenti/anno per la famiglia di 4 persone) la tariffa 2017 scende a Euro 257,53 contro il valore medio di Euro 263,45 considerato nel rapporto UIL (vedi Tabella 3). Un obiettivo, quello di ottenere il massimo sconto restando all’interno degli svuotamenti minimi, che da un’analisi fatta da Iren nell’ultimo semestre 2015, è stato raggiunto dall’80% delle famiglie parmigiane con una sostanziale conferma della tendenza anche nei mesi successivi. Differenze che diventano tangibili nel bilancio famigliare (quasi 60 Euro di differenza tra la famiglia tipo parmigiana e quella reggiana) e che dimostrano anche ai più scettici che il modello di raccolta porta a porta abbinato alla tariffazione puntuale non è necessariamente il più costoso rispetto alla raccolta stradale, come spesso viene ripetuto per scoraggiare gli amministratori virtuosi ad intraprendere strade diverse dal “business as usual”.

Tabella 3 – Come tabella 2, ma tenendo conto del massimo sconto ottenibile a Parma con tariffazione puntuale (famiglia 4 persone, max 30 svuotamenti/anno)

CITTA’ Tari 2014 in euro Tari 2015 in euro Tari 2016 in euro Tari 2017 in euro Differenza percentuale 2016-2017 Differenza percentuale 2014-2017
Bologna 221,76 228,5 228,5 228,5 0,0% 3,0%
Ferrara 305,65 305,65 305,65 305,65 0,0% 0,0%
Forlì 281,31 276,03 281,97 286,9 1,7% 2,0%
Modena 267,7 274,12 276,33 280,75 1,6% 4,9%
Parma 272 282,26 265,1 257,53 -2,9% -5,3%
Piacenza 252,15 252,15 274,05 273,55 -0,2% 8,5%
Ravenna 254,3 254,3 256,64 259,75 1,2% 2,1%
Reggio Emilia 287,4 300,85 306,23 315,17 2,9% 9,7%
Rimini 233,5 252,46 252,46 254,08 0,6% 8,8%

 

Volendo sintetizzare gli elementi che hanno contribuito ad ottenere questi risultati positivi possiamo dire che questi sono stati i macro-fattori determinanti nel contesto parmigiano:

  • drastica riduzione dei costi di smaltimento che tra il 2012 e il 2016 sono passati da 8,5 milioni di Euro a 2,7 milioni
  • incremento dei corrispettivi Conai grazie alle maggiori quantità e qualità dei materiali recuperati (da 580k Euro a 1,5 milioni tra il 2012 e il 2016)
  • incentivi riversati a riduzione del costo del servizio ottenuti grazie alla legge regionale nr. 16 del 2015 che ha istituito un meccanismo premiante che riversa contributi economici ai comuni virtuosi sulla base della riduzione del rifiuto residuo procapite (500k Euro nel 2016 e 700k Euro nel 2017)

Di seguito in tabella 4 la progressione della raccolta delle principali frazioni raccolte e la produzione totale di rifiuto urbano nel corso del periodo 2012-2016

Tabella 4 – Principali flussi di raccolta differenziata

Kg procapite/anno 2012 2013 2014 2015 2016 Diff. 2016 vs 2012
Carta/Cartone 68,61 69,09 74,34 88,97 98,15 +43%
Plastica/Barattolame/Vetro * 64,54 66,78 79,97 79,15 82,99 +29%
Organico 52,67 62,69 90,50 99,11 103,00 +96%
Vegetale 55,55 59,50 62,22 82,92 77,00 +39%
Secco residuo 248,62 220,87 143,52 117,43 108,00 -57%
Totale RU procapite 537,84 534,58 511,29 540,35 553,84 3%
* La raccolta di plastica, barattolame e vetro che inizialmente veniva fatta in un unico flusso (multi-materiale pesante) è stata progressivamente separata in 2 flussi: plastica/barattolame (multi-materiale leggero) e vetro

 

Possiamo dunque concludere che, con una forte volontà politica vista la prerogativa rimasta in capo ai singoli comuni di avviare percorsi di cambiamento e con un condivisione delle scelte con i cittadini, si possono ottenere risultati impensabili fino a qualche anno fa per contesti urbani complessi.

I tempi sono infatti ormai maturi per orientare le politiche di gestione rifiuti decisamente verso l’economia circolare tant’è che anche le grandi metropoli (New York, Parigi e Barcellona tra le altre hanno guardato con interesse ai modelli virtuosi italiani) si stanno ponendo seriamente il problema di un cambio di passo rispetto alla gestione basata su smaltimento in discariche e inceneritori.

 

Altre fonti:

Simulatore TARI Iren Ambiente: http://www.irenambiente.it/attivitatari.php?id=280

Frequenze e modalità servizio area Emila Ovest http://servizi.irenambiente.it/

Gabriele Folli, Assessore Ambiente del Comune di Parma dal 2012 al 2017

 

Fonte: Associazione dei Comuni Virtuosi

Al via progetto europeo che trasforma quasi il 100% dei pannolini usati

La tecnologia di riciclo pulisce, sterilizza ed asciuga i pannolini e i prodotti assorbenti per la persona già usati, riciclandoli e trasformandoli in materie prime secondarie

Presentato a Roma il consorzio EMBRACED, un’iniziativa finanziata dall’UE – nell’ambito di Horizon 2020-Bio Based Industries Joint Undertaking – volta alla valorizzazione del processo di riciclo di pannolini e di altri prodotti assorbenti per la persona, attraverso la trasformazione dei prodotti usati in materiali ad alto valore aggiunto come bio-plastiche e fertilizzanti.

EMBRACED nasce da una tecnologia già sperimentata a livello industriale da Fater SpA, Joint Venture italiana fra P&G e il Gruppo Angelini. La tecnologia già sviluppata da Fater consente il riciclo dei pannolini in plastica, cellulosa e polimeri super-assorbenti. Il progetto, nato dalla collaborazione di un consorzio composto da Fater e altri 12 partner,  aumenterà il valore aggiunto del riciclo, consentendo anche la produzione di fertilizzanti e prodotti chimici ad alto valore aggiunto.

“In Fater – ha commentato Giovanni Teodorani Fabbri – Fater AHP Recycling General Manager – crediamo fortemente nel potenziale dell’economia circolare del riciclo dei pannolini, così come testimoniato dai molteplici riconoscimenti ottenuti sia in Italia che in sede Europea. Abbiamo iniziato a sperimentare su scala industriale il riciclo dei pannolini nel 2015. EMBRACED è un progetto strategico, un notevole passo in avanti e un ulteriore incoraggiamento ad impegnarci e a investire nell’Economia Circolare. Un percorso che passa anche attraverso il potenziamento del nuovo stabilimento di riciclo a Treviso, presso la sede del nostro partner Contarina”

I partner del consorzio EMBRACED si sono riuniti a Roma per dare inizio al progetto. Fra i temi discussi la preparazione e il trasporto dei rifiuti, la conversione in nuovi materiali, il quadro normativo e lo sviluppo della tecnologia di riciclo.
Philippe Mengal, Bio Based Industries JU Executive Director, ha annunciato: “L’impresa comune Bio-based Industries (BBI JU) è stata creata per contribuire a sviluppare un’industria biologica sostenibile e competitiva in Europa. Crediamo fermamente nella capacità delle nostre industrie europee nello svolgere un ruolo di primo piano in questo settore.”.
Per Stefano Ciafani, Direttore Generale Legambiente, “dopo le emergenze rifiuti del passato, al centro delle procedure d’infrazione europee ancora aperte, il nostro Paese oggi può vantare anche tante esperienze di successo. Il progetto EMBRACED nasce proprio dalla sinergia della nostra associazione con un campione italiano dell’Economia Circolare, Fater, su un progetto di bioraffineria che valorizzi al massimo i prodotti assorbenti usati per alimentare le filiere della chimica verde.”

Il progetto è frutto di una partnership pubblico-privata fra i diversi membri del consorzio EMBRACED, sostenuti dal contributo decisivo degli azionisti di Fater SpA: Procter & Gamble, e il Gruppo Angelini.

Fonte: E-Gazette

L’Europa contro l’obsolescenza programmata

Riparare, non ricomprare. Sembra uno slogan fuori dal tempo: ormai siamo agli ombrelli usa e getta e a cellulari perfettamente funzionanti che diventano inutili per il blocco degli aggiornamenti software. Eppure il Parlamento europeo, impegnato nella battaglia per l’economia circolare, vuole promuovere prodotti con un ciclo di vita più lungo dell’attuale, in particolare per contrastare l’obsolescenza programmata. Per questo ha proposto – con una risoluzione approvata con 662 voti favorevoli, 32 contrari e 2 astensioni incentivi per favorire prodotti durevoli e riparabili dando la possibilità di ottenere i pezzi di ricambio essenziali “a un prezzo commisurato alla natura e alla durata di vita del prodotto”.
Secondo un Eurobarometro del 2014, il 77 % dei cittadini europei preferirebbe riparare i propri beni anziché acquistarne di nuovi, ma alla fine è spinto a sostituirli o a disfarsene a causa dei costi della riparazione. Scegliere bene sarà più facile se arriverà – come suggerisce l’Europarlamento – un’etichetta europea volontaria che indichi durabilità e progettazione ecocompatibile.

Il testo completo della risoluzione

 

Fonte: Antonio Cianciullo per Repubblica

Riuso galleggiante: la regata con le Recycled Boat

Riportiamo il comunicato degli organizzatori della Re Boat Roma Race. Perchè il riciclo ed il riuso possono essere anche divertenti!

Da bambini la nostra fantasia trasformava un semplice foglio di carta in un veliero che salpava le acque di pozzanghere e laghetti, oggi la nostra fantasia può farci cavalcare bottiglie di plastica, legno, pneumatici, carta e cartone nella gara più ecologica di Roma: la Re Boat Roma Race!

La prima regata in Italia d’imbarcazioni costruite interamente con materiali riciclati che giunge, quest’anno, alla sua ottava edizione. La regata si svolgerà domenica 17 Settembre 2017 nello splendido specchio d’acqua del Parco Centrale del LAGO DELL’EUR DI ROMA, fermo restando che l’eco-villaggio con le Sue tante attività dedicate si aprirà Giovedì 14 Settembre 2017.

Ideata dall’Associazione Sportiva Dilettantistica Sunrise1 in collaborazione con l’Associazione Arciragazzi Comitato di Roma, l’Associazione La Compagnia de Il Clownotto e il portale green Rinnovabili.it e, infine, con il contributo dell’Agenzia di Comunicazione Integrata Creare e Comunicare, la RE BOAT RACE, la regata riciclata, costituisce una vera e propria “eco-sfida” che confluirà nell’evento più folle e colorato di fine Estate.
 
La Re Boat Roma Race ha un profondo spirito sportivo e un sano incentivo all’emulazione e al confronto: proprio per queste ragioni desideriamo esortarVi a partecipare alla regata, “giocando e condividendo con noi” il piacere di questa inconsueta avventura. Partecipare vuol dire sfidare altri team, centri sportivi/estivi e quando il gioco si fa duro… ci si diverte tanto di più!

Sono previste una fase di progettazione e una di costruzione dell’imbarcazione, per le quali il ogni team potrà contare sul supporto di un tutor dedicato. 
 
Non è mai stato così facile costruire la Vostra imbarcazione! Basterà utilizzare materiali riciclati come pallet in legno, boccioni di plastica, cassette di frutta, nastro adesivo, scatole di cartone….; il tutto condito con l’ingegno, la fantasia  e il supporto del nostro team di tutor pronti a guidarvi durante la realizzazione della vostra Recycled Boat! Inoltre, se avrete necessità Vi forniremo i materiali per costruire la Vostra imbarcazione oppure Vi indicheremo dove reperirli. Potrete inoltre aggiornare di volta in volta un diario di bordo che verrà pubblicato con una diretta Facebook in modo tale da tenere sempre aggiornato il Tutor che Vi fornirà tutti i consigli necessari, utile anche condividere questa fantastica esperienza!
 
Giorno dopo giorno, la Re Boat Roma Race, sta prendendo corpo e tante sono già le imbarcazioni iscritte. Queste squadre si sfideranno sia nella “regata sportiva”, che si svolgerà nelle acque del Lago dell’Eur, che sulle Sue sponde, esibendo il miglior design, la personalizzazione più originale e colorata e l’idea più geniale sulla trazione a impatto zero. Le più veloci, le più belle, le più innovative imbarcazioni costruite con “componenti” di recupero e riciclo, riceveranno “riconoscimenti di sicuro interesse”. La sfida/concorso, d’altronde, è sicuramente un ottimo motivo per parlare ai giovani, in modo ludico e divertente, anche di “riciclo, recupero e riuso”. 
 
E’ per questo che cogliamo l’occasione per invitarvi a creare un Green Team e a realizzare – durante l’estate – una RECYCLED BOAT che, a Settembre, potrà partecipare alla regata più folle di fine estate.
  
Da quest’anno si attiva la nuova formala del “Porta un Green Team amico e sfidalo da avversario”: invitate i Vostri amici a formare un altro Green Team e ogni membro del Vostro equipaggio riceverà la WeKard in omaggio con tante convenzioni.
 
Sul sito www.reboatrace.it troverete maggiori informazioni per comprendere meglio l’iniziativa e potrete esplorare la sezione Tutorial dove avrete a disposizione modalità diverse di costruzione delle imbarcazioni. 
 
La corsa verso il traguardo della Re Boat Roma Race è già iniziata, adesso è il vostro momento di porre insieme una squadra e….salire a bordo!

Rapporto Comieco: torna a crescere la raccolta di carta e cartone. Il motore è il Sud

Presentato il 22° Rapporto Annuale di Comieco sulla raccolta differenziata di carta e cartone, con un aumento nazionale del 3% grazie al Mezzogiorno, che cresce dell’8,6%

Con oltre 3,2 milioni di tonnellate raccolte dai Comuni, la raccolta differenziata di carta e cartone in Italia registra, dopo anni di stallo, un significativo incremento, superiore al 3%, togliendo più di 100mila tonnellate di rifiuti cellulosici alle discariche. Con un +8,6%, il Sud si conferma motore  principale e protagonista assoluto.
Lo evidenzia il 22esimo rapporto annuale di Comieco, che registra una media nazionale di raccolta pro capite superiore ai 53 kg/ab.
I dati – Una crescita importante, che rivela segnali ancor più interessanti se si analizzano i dati delle tre macro aree italiane: Nord, Centro e Sud tornano a registrare tutte valori positivi. A spingere la ripresa sono sicuramente le regioni del Sud che, con un +8,6% (un tasso di crescita doppio rispetto a quanto ottenuto nel 2015), superano i 32 kg pro capite e si confermano elementi trainanti della raccolta, contribuendo a più della metà della crescita nazionale. Riprende la sua corsa, dopo lo stop dello scorso anno, anche il Nord che, con un pro capite annuo di 63,3 kg/ab, segna un +1,5%. Fa ancor di più il Centro, con 65,6 kg per abitante e un +3%, grazie soprattutto alle performance prodotte nel Lazio. Ad oggi, visti i risultati raggiunti, la vera sfida è ottenere e migliorare la qualità della raccolta, che nel 2016 ha registrato una percentuale di impurità superiore al 3% (dato riferito ai flussi di raccolta famiglia).
Dai suoi esordi, nella fine degli anni ’90, l’Italia del riciclo di carta e cartone ha compiuto importanti passi avanti e noi italiani possiamo considerarci a pieno diritto una tra le nazioni europee meglio organizzate: in quasi 20 anni i volumi di carta e cartone raccolti sono più che triplicati, passando da 1 a oltre 3 milioni di tonnellate annue e riuscendo a sottrarre allo smaltimento in discarica più di 45 milioni di tonnellate di rifiuti cellulosici.
Come consorzio di filiera nell’ambito del sistema CONAI, dall’entrata in vigore del decreto Ronchi (D. Lgs. 22/97), Comieco ha sempre operato come garante dell’avvio a riciclo di carta e cartone, accompagnando di fatto lo sviluppo della raccolta differenziata in tutta Italia, con oltre 1,4 miliardi di euro corrisposti ai Comuni in convenzione (102 milioni di euro solo nel 2016) e 28 milioni di tonnellate di carta e cartone gestiti.
Ruolo sussidiario che continua ad avere anche oggi, lasciando che le aree più mature (Nord e Centro) continuino il loro percorso in autonomia e concentrando invece i propri sforzi – e i propri investimenti – nelle aree con maggior bisogno di un supporto (nella fattispecie il Sud e le Isole dove l’incidenza di Comieco è nel 2016 pari al 77% delle raccolte comunali).

Fonte: E-Gazette

Paul Connett: “Brava Augusta!”

Era il 12 gennaio quando ad Augusta veniva presentato il progetto “Fare con meno”, redatto da Esper e finanziato dal Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, finalizzato alla partecipazione della cittadinanza sulla riduzione e del riuso dei rifiuti, alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive in riferimento alle risorse ambientali, all’agricoltura sostenibile, al Green Public Procurement (acquisti verdi nella pubblica amministrazione), a progetti di riuso, alla formazione ambientale e tecniche di compostaggio, alla promozione di forme artistiche di riutilizzo, riuso e riciclo, all’ecointrattenimento, all’organizzazione di eventi sostenibili e ad azioni e progetti per la lotta allo spreco alimentare.

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Il progetto che prevedeva anche un passaggio alla raccolta differenziata domiciliare, inizia ad avere i primi risultati.  “È  una rivoluzione che vede protagonisti i cittadini e rende noi orgogliosi”. Ad affermarlo sono il Sindaco Di Pietro e l’Assessore all’ambiente Pulvirenti e a confermarlo è Paul Connett in persona, attivista, ricercatore, noto in tutto il mondo per essere l’ideatore della strategia RIFIUTI ZERO. “Bravo Augusta!” Questo il commento a tutte le buone pratiche messe in moto per le diverse azioni del progetto Fare con Meno. Paul Connett, in Sicilia per il G7, non ha mancato la tappa augustana definita da lui stesso “modello virtuoso internazionale”.

Protagonista di un palco composito (formato da addetti ai lavori, amministratori, autorità, cittadini e allievi delle scuole), Paul Connett è di casa in Italia soprattutto per le battaglie contro gli inceneritori. “Dio ricicla, il Diavolo Brucia” ha sintetizzato l’ambientalista statunitense.

A conti fatti Augusta ha innegabilmente intrapreso un ottimo percorso verso la sostenibilità. Si è iniziato con la formazione per il compostaggio nelle scuole di ogni ordine e grado, nelle parrocchie e nella casa di Reclusione (a cura Associazione Rifiuti Zero Sicilia, IRSAAT, Marco Terranova e Manuela Trovato ). Sono stati previsti incentivi economici per i cittadini che decidono di iniziare il compostaggio domestico (Comune di Augusta). È stata avviata un’opera di sensibilizzazione rivolta ai commercianti e ai ristoratori per la lotta allo spreco alimentare, per l’utilizzo di prodotti a Km 0 con imballaggi poco impattanti  (con Svimed e Ambiente Italia). Anche la Pubblica Amministrazione è stata coinvolta attivamente aumentando la consapevolezza sia nel momento dell’acquisto che dell’utilizzo di beni preziosi come la carta (con Impact Hub Siracusa). È stato incentivato il consumo della acqua pubblica attraverso la pubblicazione delle analisi chimiche e microbiologiche che ne certificano la potabilità (azione realizzata con la partecipazione degli studenti dell’Istituto Superiore Ruiz e Megara, IRSAAT e Comune di Augusta). Ed infine è in cantiere un centro di riuso e riparazione per offrire una seconda vita ai beni di consumo.

L’usato dai risvolti ecologisti

Una nuova ricerca dimostra l’importanza dell’economia circolare per l’ambiente, specialmente nel settore automobilistico.

Il mercato dell’usato ha permesso nel 2016 di tagliare l’emissione di circa 16 milioni di tonnellate di anidride carbonica nell’atmosfera. Lo rivelano i risultati della ricerca Second Hand Effect, condotta dai norvegesi dello Schibsted Media Group – tra i leader mondiali nel settore dei marketplace digitali – insieme all’IVL, l’Istituto Svedese di Ricerca Ambientale.

La ricerca ha avuto come campione 8 paesi della zona Europea e del Mediterraneo (Italia, Spagna, Francia, Svezia, Norvegia, Finlandia, Ungheria, Marocco) e si è basata sui dati provenienti dai relativi marketplace controllati da Schibsted.

Nel dettaglio, il report ha calcolato un risparmio totale di 16,378,725 tonnellate di CO2, ripartite in 12,667,880t per le automobili, 3,209,692t per oggetti di casa e personali, 866,034t per l’elettronica e 215,671t per sport e hobby. La categoria dei motori gioca ovviamente un ruolo determinante.

Francia e Italia guidano le statistiche e si consolidano come le nazioni di punta nella vendita dell’usato; entrambi i paesi hanno raggiunto numeri nettamente superiori ai restanti. In Francia, tramite la piattaforma Leboncoin, sono state totalizzate 7,523,733t di CO2 risparmiate, mentre nel Bel paese, l’outlet Subito.it ha misurato un totale di 6,095,827t.

Dal report fuoriescono numeri più precisi legati direttamente ai territori italiani. Per le regioni, la Lombardia si è dimostrata essere la più virtuosa, totale di CO2 risparmiata in tutto il Paese. Tra le più significative seguono poi la Campania (15,15), il Lazio (10,3%), il Veneto (9,2%) e il Piemonte (7,5%). Per quanto riguarda le province, invece, Napoli e Roma si posizionano ai vertici, risparmiando rispettivamente il 10,6% e l’8,3% di anidride carbonica; a seguire Milano (5,6%), Torino (5%) e Brescia (2,8%).

La Second Hand Economy, quindi, svolge una funzione molto importante nel nostro paese, sia in termini puramente economici – il business vale 19 miliardi di Euro, circa l’1,1% del PIL nazionale, come dimostrato nelle osservazioni di Daxo per Subito.it – che per la salvaguardia degli ecosistemi. L’economia circolare è un modello che propone anche una nuova concezione di consumismo, la quale ribalta l’attuale sistema, oramai sempre meno sostenibile: con l’obiettivo di allungare la vita degli oggetti si diminuisce la necessità di costruirne di nuovi da immettere sul mercato. E, in questo modo, viene ridotta sensibilmente la produzione di gas serra.

Con i disastri causati dal cambiamento climatico, la continua diffusione di processi sociali ed economici a ridotto impatto ambientale rappresenta un elemento di speranza per il risolvimento di questa enorme problematica.

Fonte: Regioni e Ambiente

Carta di Bologna: le Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile

Le Città metropolitane hanno sottoscritto un Protocollo con cui assumono concreti impegni attorno a 8 macro obiettivi, in linea con l’Agenda al 2030 delle Nazioni Unite.

Nell’ambito dei 70 eventi pubblici del Programma #ALL4THEGREEN , per preparare, introdurre e “sensibilizzare” il G7 Ambiente, la riunione intergovernativa tra i Paesi più industrializzati che tiene a Bologna (11-12 giugno 2017), i Sindaci o loro delegati di 12 Città Metropolitane italiane hanno sottoscritto l’8 giugno 2017 a Rocchetta Mattei (Grizzana Morandi), sull’Appennino bolognese, alla presenza del ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti e dal Presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, la Carta di Bologna per l’Ambiente. Le Città metropolitane per lo sviluppo sostenibile“.

Promossa da Bologna e redatta con il contributo di ANCI, dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS) e Urban@it – Centro Nazionale di Studi per le politiche urbane, alla Carta hanno aderito le altre metro-città (Roma Milano, Torino, Firenze, Genova, Napoli, Bari, Reggio Calabria, Palermo, Catania e Cagliari).

Noi Sindaci riteniamo che le città e le comunità locali possano davvero essere il motore fondamentale della transizione ecologica che avrà importanti ricadute anche sullo sviluppo economico del Paese – ha dichiarato Virginio Merola, Sindaco della Città metropolitana di Bologna – Per questo intendiamo assumerci tutto l’impegno e la responsabilità che sono necessari e siamo pronti a misurare in modo trasparente, attraverso la definizione di obiettivi quantitativi e temporali, il nostro progresso verso il conseguimento dei traguardi degli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile. Ci auguriamo che il Governo elabori un’Agenda urbana nazionale, garantendo alle città le risorse economiche e lo scenario normativo adeguato a tradurre i propositi in azioni concrete“.

Il Protocollo è strutturato attorno ad 8 macro obiettivi da raggiungere nei prossimi anni, in linea con l’Agenda al 2030 delle Nazioni Unite.

1) Riciclo dei rifiuti

L’economia circolare, in particolare, può consentire alle Città metropolitane di slegare lo sviluppo dal consumo delle risorse naturali esauribili ed evitare la distruzione di valore insita nel modello economico attuale, impegnandosi a:
riciclare il 70% dei rifiuti;
conferire in discarica non più del 5% dei rifiuti al 2030;
– ridurre la produzione dei rifiuti al di sotto della media europea;
portare la raccolta differenziata ad almeno il 70% nel 2025 e all’80% nel 2030 (nel 2015 a livello nazionale era del 47,5%).

2) Difesa del suolo

In relazione alla tutela del territorio, le città si impegnano a:
ridurre del 20% il proprio consumo netto di suolo al 2020 (dai 2mq/ab attuali a 1,6 mq/ab l’anno di media nazionale);
centrare le politiche urbanistiche sulla rigenerazione urbana, prevedendo sviluppo urbanistico solo in presenza di trasporto pubblico sostenibile e dei principali servizi al cittadino sia pubblici che privati.
L’obiettivo europeo è l’azzeramento del consumo netto di suolo al 2050 e l’Agenda ONU richiede lo sforzo di anticiparlo al 2030.

3) Prevenzione disastri

I Sindaci si impegnano ad aggiornare il Nuovo Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia (siglato nel 2015) per prevenire il rischio di disastri generati dai cambiamenti climatici.
Obiettivo è la redazione di piani integrati con gli strumenti di pianificazione nazionale per poter essere operativi entro il 2020. In questo ambito il quadro di riferimento nazionale è l’integrazione tra le iniziative Italia Sicura, Casa Italia e la Strategia nazionale di adattamento ai cambiamenti climatici del Ministero dell’Ambiente, superando l’attuale separazione con il Sendai framework for disaster risk reduction 2015-2030 del Dipartimento per la Protezione civile. Le parole chiave sono: rigenerazione urbana, attenzione alle periferie, riqualificazione energetica del patrimonio edilizio esistente e sicurezza sismica e idrogeologica.

4) Transizione energetica

Sul fronte della transizione energetica e della qualità dell’aria le città italiane mirano a risultati ancora più ambiziosi rispetto a quanto imposto dalle direttive europee:
– per l’energia raggiungere nel 2025 (e non nel 2030) la riduzione delle emissioni di gas serra del 40% rispetto ai livelli del 1990, migliorando l’efficienza energetica del 30% e producendo il 27% dell’energia da fonti rinnovabili.
In tema di qualità dell’aria è guerra dichiarata alle polveri sottili: si punta entro il 2025 al rispetto del limite massimo stabilito dall’OMS per il particolato sottile (10 μ/mc, più restrittivo di quello europeo: 25 μ/mc al 2015; 20 μ/mc al 2020). Per farlo servirà mettere a sistema i Piani regionali e il Piano congiunto Governo – Regioni della Pianura Padana del 2013, per valutare l’efficacia delle azioni adottate nei diversi ambiti (trasporti, industria, agricoltura, energia).

5) Qualità dell’aria

Serviranno Accordi di programma fra i diversi enti territoriali per coordinare le politiche necessarie al contrasto delle emissioni in atmosfera, con misure di livello locale (quali blocchi del traffico, ZTL, congestion charges), ma anche strutturali (es. incentivi rinnovo impianti riscaldamento, per la mobilità sostenibile). Necessario è anche il rafforzamento dei sistemi di monitoraggio locale con strumenti di analisi dei dati per la previsione di picchi di inquinamento e la programmazione anticipata degli interventi di contrasto (blocchi del traffico).

6) Risparmio dell’acqua

L’obiettivo per le Città metropolitane in questo ambito è di ridurre entro la soglia fisiologica del 10 – 20% le perdite delle reti di distribuzione idrica entro il 2030 (2/3 in meno rispetto ad oggi) e migliorare lo stato degli ecosistemi acquatici, portandoli allo stato di “buono” per tutte le acque entro il 2025.

7) Più verde urbano

Città più sostenibili significa anche città più verdi. L’obiettivo in questo senso è raddoppiare entro il 2030 la superficie media di verde urbano per abitante, arrivando a 30 mq per abitante (2/3 in più rispetto al 2014). Per farlo bisogna riconoscere il verde urbano nella sua totalità (pubblico, privato, urbano, periurbano), pianificare nuove categorie di aree e infrastrutture verdi adatte a fronteggiare il riscaldamento climatico, incentivare l’inserimento della componente vegetale nelle ristrutturazioni edilizie e nelle nuove edificazioni.

8) Mobilità sostenibile

Le città si impegnano a raggiungere almeno il 50% del riparto modale tra auto e moto e le altre forme di mobilità entro il 2020. Anche su questo tema imprescindibile è il lavoro di squadra con il Governo nazionale che punti ad incentivare i sistemi di trasporto intelligente, la mobilità elettrica, la mobilità ciclabile e pedonale, e lavori a misure infrastrutturali per la diffusione delle ricariche per le auto elettriche e a idrogeno.

Fonte: Regioni & Ambiente

Puglia, quando il Sud è virtuoso

Gli ARO Bari 2 e 5 hanno innestato la quinta marcia ed hanno sforato quota 70%
Italia a due velocità. È questa la metafora con cui tutti gli anni vengono presentati gli studi sull’andamento della raccolta differenziata nel Belpaese. Metafora che, senza dubbio in maniera realistica, segnala la differenza di andamento fra il Nord del Paese ed il Centro-Sud, ma che non segnala i cambiamenti e le tendenze in atto, omologando ampie zone di territorio che omogenee non sono.
È il caso della Puglia, che da qualche anno ha imboccato con convinzione la via della raccolta differenziata e della sostenibilità a tutto tondo.

È di pochi giorni fa la Legge Regionale sugli sprechi alimentari, sono vecchie ormai di anni le prime esperienze virtuose di Comuni come Melpignano, il primo comune in Puglia ad aver avviato un servizio porta a porta nel 2003. Il 30% della popolazione aveva scelto di aderire al compostaggio domestico, grazie anche allo sconto del 10% sulla tassa rifiuti per chi composta in casa il proprio residuo organico, raggiungendo così livelli di assoluta eccellenza in ambito nazionale per quel che riguarda i comuni con meno di 10.000 abitanti. Non è un caso che il suo Sindaco, Ivan Stomeo, sia stato nominato nuovo delegato nazionale Anci per i temi “Rifiuti ed Energia”.

Venendo a tempi più recenti, sono senza dubbio meritevoli di approfondimento le situazioni degli ARO (Ambiti di Raccolta Ottimale) Bari 2 e Bari 5, le prime associazioni di Comuni in Italia a pubblicare (ottobre 2014) un bando di gara “Verde” relativo ai rifiuti assumendo i CAM, i criteri minimi ambientali definiti dal Ministero dell’Ambiente. Il bando di gara, definito con il supporto tecnico della ESPER, prevedeva un affidamento mediante procedura aperta e con il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa, al fine di raggiungere economie di scala, di massimizzare l’efficienza del servizio e, di pari passo, di centrare gli obiettivi ambientali europei e nazionali di raccolta differenziata. Le aziende hanno l’obbligo di raggiungere il 65% di RD già dal primo anno,  il 70% dal secondo e di introdurre la tariffazione “puntuale” sempre a partire dall’inizio del secondo anno.

Tabella 1 – Composizione degli ARO

ARO (PROVINCIA DI BARI) ARO BARI 2 ARO BARI 5
COMUNI COMUNE DI MODUGNO (CAPOFILA), BINETTO, BITETTO, BITRITTO, GIOVINAZZO, PALO DEL COLLE, SANNICANDRO DI BARI COMUNE DI GIOIA DEL COLLE (CAPOFILA), ACQUAVIVA DELLE FONTI, ADELFIA, CASAMASSIMA, SAMMICHELE DI BARI, TURI
DIRETTRICE/DIRETTORE DOTT.SSA

MARIA ANTONIETTA MAGRONE

DOTT.

GIUSEPPE SANTOIEMMA

POPOLAZIONE 115.000 abitanti 105.000 abitanti
IMPORTO A BASE DI GARA 116 MILIONI DI EURO (IVA ESCLUSA) 104 MILIONI DI EURO (IVA ESCLUSA)
DURATA APPALTO 9 ANNI 9 ANNI

 

Dopo l’aggiudicazione della gara (novembre 2015), l’obiettivo di raccolta differenziata è stato raggiunto e superato in ogni comune nell’arco di tre mesi. Bitetto, Bitritto, Sannicandro di Bari, superano ogni mese l’80% di raccolta differenziata. Palo del Colle e Giovinazzo, superano abbondantemente il 75%, mentre Modugno e Binetto superano il 70%. Nell’Aro Bari 5, tutti i comuni sono costantemente oltre il 70% di raccolta differenziata. Ottima anche la qualità dei materiali raccolti.

Ecco per riassunti in tabella i dati dei due ARO

 

Tabella 2 – Dati ARO Bari 2

Comune abitanti % RD iniziale % RD
feb 2017
Produzione indifferenziato iniziale (Kg) Produzione indifferenziato
feb 2017 (Kg)
% riduzione indifferenziato
Modugno 38.515 6,72 72,17 1.387.490,00 344.340,00 75,18
Sannicandro di Bari 9.982 16,18 88,70 300.040,00 43.700,00 86,00
Bitritto 11.278 10,05 82,32 346.760,00 48.860,00 85,91
Binetto 2.184 21,52 81,30 57.910,00 16.020,00 72,34
Bitetto 11.971 12,70 77,76 341.980,00 79.040,00 76,89
Giovinazzo 20.480 12,70 76,94 842.740,00 136.320,00 83,82
Palo del Colle 21.700 8,09 72,84 677.820,00 146.800,00 78,34

 

Tabella 3 – Dati ARO Bari 5

Comune abitanti % RD iniziale % RD Produzione indifferenziato iniziale (Kg) Produzione indifferenziato % riduzione indifferenziato
feb-17 feb 2017 (Kg)
Casamassima 19 903 6,77 78,41 701.150,00 107.220,00 84,71
Sammichele di Bari 6.518 4,89 78,91 233.160,00 30.700,00 86,83
Acquaviva Delle Fonti 20.807 14,4 72,56 709.129,00 158.780,00 77,61
Turi 13.034 27,31 76,78 431.540,00 82.300,00 80,93

 

I risultati parlano chiaro: tutti i Comuni sono oltre il 70% di RD, con punte sopra l’80%. Ma il dato più interessante è la riduzione della frazione residua (indifferenziato), quella il cui smaltimento rappresenta una voce di costo esorbitante per le amministrazioni Comunali, che alimenta inceneritori o discariche. Una riduzione superiore al 75%, con punte oltre l’85%.

Se è vero che l’Italia è un Paese a due velocità, gli Aro Bari 2 e Bari 5 sono parte dell’Italia che corre veloce.