A Treviso il primo impianto al mondo per il riciclo di pannolini

 

Ne avevamo parlato lo scorso luglio. Ora il riciclo dei pannolini è realtà.

Una sfida ambiziosa, tecnologicamente innovativa e che tutela l’ambiente. Alle porte di Treviso è stato inaugurato il primo impianto su scala industriale al mondo in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati vale a dire pannolini per bambini, per l’incontinenza e assorbenti igienici. Un rifiuto che fino ad ora non era riciclabile e che invece, grazie alla tecnologia tutta italiana sviluppata e brevettata da Fater Spa, joint venture paritetica fra Procter & Gamble ed il Gruppo Angelini, viene trasformato in materie prime ad alto valore aggiunto, come spiega Giovanni Teodorani Fabbri, General Manager di Fater: “Il progetto nasce dalla strategia di sostenibilità che è propria dei nostri azionisti, Procter & Gamble ed il Gruppo Angelini, e che noi abbiamo fatto nostra. Le basi di questo progetto sono le economie circolari in cui noi, come penso ogni azienda leader dovrebbe fare, crediamo pienamente”.

Un procedimento innovativo che permette di ottenere da 1 tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata fino a 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente, che potranno essere impiegati in nuovi processi produttivi come racconta Marcello Somma responsabile divisione ricerca e sviluppo di Fater: “Il riciclo dei pannolini si basa essenzialmente su tre fasi: ricezione e stoccaggio del rifiuto senza alcun contatto umano, processo in autoclave di sanitizzazione e smembramento dei prodotti e processo di essiccazione e separazione delle materie prime e seconde”.

Un esempio concreto di economia circolare, che può essere esportato, perché il problema è globale, spiega Teodorani Fabbri: “A livello di peso, ogni anno l’Italia produce circa 900 mila tonnellate di prodotti assorbenti per le persone usati. Se parliamo dell’Europa siamo intorno agli 8 milioni e mezzo. Il nostro obiettivo è di moltiplicarlo e creare tanti stabilimenti; una volta completata questa fase del processo di industrializzazione qui a Contarina il nostro obiettivo è andare all’estero e portare questa tecnologia made in Italy anche in altri paesi”.

Su scala internazionale il progetto di Fater sarà sostenuto da P&G che ha appena ricevuto il Premio delle Nazioni Unite Momentum for Change, per l’impegno nel proporre innovazioni concrete per combattere il cambiamento climatico. Fondamentale anche il rapporto col territorio e la sensibilizzazione dei cittadini al problema della raccolta differenziata come conferma Franco Zanata, Presidente di Contarina, lo stabilimento che ha accolto questo nuovo processo di riciclaggio: “Oltre alla novità dell’ impianto, c’è un elemento di grande interesse per tutti perché ci troviamo di fronte ad aziende che si preoccupano della fine che fanno i beni da loro prodotti dopo che sono stati usati, questo è un esempio straordinario di economia circolare che esattamente quello che ci chiede l’Europa.

Un impianto che economicamente si autosostiene e che a pieno regime tratterà 10 mila tonnellate l’anno di rifiuti, spiega Marcello Somma: “Questo è un impianto che è progettato per servire a regime un milione di abitanti e per ogni tonnellata trattata salva l’equivalente di circa 400 kg di co2, il che significa che il processo è addirittura carbon negative, cioè risparmia più emissioni di quante ne consumi e questo equivale a piantare alberi”.

Il tema dello smaltimento dei prodotti assorbenti, che fino ad ora finivano in discarica, è cruciale dal punto di vista sociale e ambientale perché questi prodotti accompagnano un po tutta l’esistenza della gente, dalla nascita alla vecchiaia. Una sfida che oggi Fater, Procter & Gamble e Gruppo Angelini possono dire di aver vinto.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Madrid: via alla raccolta dell’organico

Dal 1 novembre Madrid avvierà la raccolta dell’organico porta a porta in 11 quartieri cittadini.

La raccolta avverrà attraverso contenitori marroni, che vanno ad aggiungersi a quelli già in uso. L’obiettivo dell’amministrazione è quello di rispettare la normativa europea, che prevede per il 2020 l’effettivo riciclo del 50% dei rifiuti prodotti.

Saranno coinvolte in questa prima fase 125.000 utenze domestiche, 2.000 utenze non domestiche fra esercizi commerciali e ristoranti,  e 50 grandi produttori di rifiuti (11 mercati, 15 centri commerciali, 8 ospedali, due hotel).

Il Comune di Madrid lancerà una campagna di comunicazione ambiziosa, per spiegare ai cittadini l’uso del nuovo contenitore, ma anche per “ripassare” quello dei contenitori già distribuiti in passato ed in uso regolarmente. Alla comunicazione istituzionale si affiancherà quella porta a porta, con tecnici appositamente formati che spiegheranno i cambiamenti nel sistema di raccolta direttamente a casa degli utenti.

Con lo slogan “Madrid acierta con la orgànica” (Madrid fa centro con la raccolta dell’organico) il Comune distribuirà 105.000 kit contenenti il mastello areato dentro cui posizionare il sacchetto dei rifiuti organici; magazine, brochure e magnete informativi; un sacchetto di semi di piante aromatiche. Inoltre saranno predisposti dei manifesti, si istituiranno 5 punti informativi itineranti, saranno inviate 126.000 lettere informative;  si svolgeranno attività nelle scuole in modo che le persone percepiscano come “necessario” il riciclaggio del materiale organico.

In media, ogni Madrileno genera 1,1 kg di spazzatura al giorno, di cui due terzi vanno nell’indifferenziato. Circa il 47% dell’indifferenziato raccolto a Madrid è rifiuto organico (circa il 30% per le utenze non domestiche).

Con la raccolta della frazione organica Madrid punta a ridurre l’emissione di gas ad effetto serra,  a generare biogas e fertilizzanti e ridurre la quantità di spazzatura che smaltisce in discarica

Sabanés, responsabile dell’Ambiente per l’amministrazione madrilena, ha evidenziato i “vantaggi ambientali chiari” di questo nuovo sistema di raccolta e anche i “requisiti legali chiari” a cui obbedisce.

#SAVETHEDATE – ESPER ad Ecomondo

9 Novembre 2017, h. 15.00 – Raccolta differenziata: il successo dell’ARO BA2 e le nuove frontiere informatiche e di business intelligence nel ciclo dei rifiuti

Innovazione, sostenibilità, misurabilità, efficacia e replicabilità. I risultati delle buone pratiche dell’ARO BA2 diventano un caso di successo. In 11 mesi i comuni di Modugno (capofila), Sannicandro di Bari, Bitetto, Binetto, Bitritto, Giovinazzo e Palo del Colle in provincia di Bari, passano dal 20% al 70% di raccolta differenziata con il sistema del porta a porta spinto.

ESPER ha redatto il piano industriale che sta alla base dell’esperienza dell’ARO BA2 ed è stata incaricata del DEC.
Il Direttore Generale Attilio Tornavacca e il Direttore Tecnico Salvatore Genova presenteranno le attività svolte ed i risultati raggiunti nell’ambito di un convegno che ha come focus:

  • il passaggio dal sistema di raccolta stradale alla differenziata con metodologia porta-a-porta;
  • il ruolo del sistema tecnologico INNOVAMBIENTE in un nuovo modello di processo;
  • arriva il futuro: la Business Intelligence applicata al settore dei rifiuti

L’evento si svolge con la partecipazione di alcuni rappresentanti delle pubbliche amministrazioni di ARO BA2, di INNOVA srl di Matera, società fornitrice della piattaforma tecnologica e informatica INNOVAMBIENTE, la società di igiene urbana Navita srl di Modugno (BA), incaricata del servizio nei Comuni di Modugno (con oltre 35 mila abitanti) e Bitetto (con 12 mila abitanti) e l’azienda Par-Tec spa di Milano, partner di INNOVA per sviluppo e applicazione attività di Business Intelligence.

 

Presidente di Sessione

Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia

Programma

15.00 – 15.15 Introduzione e benvenuto

Salvatore Genova, DEC ARO BA2 – ESPER srl, Attilio Tornavacca, Piano Industriale ARO BA2 – ESPER srl

15.15 – 15.45 I risultati dell’ARO BA2

Francesco Roca, Amministratore Navita srl

15.45 – 16.15 Il sistema INNOVAMBIENTE

Andrea Di Pasquale, Business Development Manager di INNOVA srl

16.15 – 16.45 La Business Intelligence applicata al settore dei rifiuti

Niccolò Desenzani, Marketing Analyst e Senior BI Specialist, Par-Tec spa

16.45 – 17.00 I Comuni Ricicloni di Puglia: il caso ARO Ba 2

Francesco Tarantini, Presidente Legambiente Puglia

Discussione e conclusioni

RASSEGNA STAMPA – L’associazione I volontari di Castelvetrano: “Petrosino, un esempio da emulare”

Lunedì 9 ottobre al Centro Culturale in Via Garibaldi c’erano i Volontari, i rappresentanti di altre Associazioni Ambientaliste, il Presidente della Pro Loco, alcuni funzionari ed ex Consiglieri del Comune di Castelvetrano. Hanno ascoltato con grande attenzione quanto ha raccontato, durante circa due ore, il Sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone rispondendo alle domande del moderatore e di diversi altri intervenuti.

Qualcuno, a fine serata, ha detto che sarebbe stato ad ascoltare ancora a lungo la narrazione di un progetto che ha trasformato la cittadina trapanese in un modello particolarmente virtuoso, da tempo messo in risalto dalla stampa regionale e nazionale, che continua a permettere la crescita del livello di vivibilità percepito dai Petrosileni. Già, la vivibilità. Si stanno diffondendo sulla stampa mondiale delle statistiche elaborate misurando il livello della qualità di vita che percepiscono gli abitanti di ogni angolo del globo.

Quest’anno la nazione più felice è risultata la Norvegia; l’Italia è al 48° posto; nell’ambito nazionale la Sicilia è in fondo alla classifica. Non ci sono dati per Castelvetrano. Ma lo sconforto lo si legge negli occhi dei giovani di questa città, dei genitori che non vedono alcun futuro delinearsi per i propri figli e li spronano a cercare fortuna studiando e lavorando il più lontano possibile dal luogo natio.
Ma un manager che lavorava in banca a Londra ha fatto il percorso al contrario, è rientrato al suo paesello natio, dove tornava solo in vacanza. Aveva visto, negli occhi dei giovani del suo paese, lo stesso sconforto che oggi è così diffuso a Castelvetrano. Ha deciso di armarsi di coraggio e provare a cambiare tutto impegnandosi a fare buona politica.

E’ stato eletto la prima volta con il 36% dei voti, dopo cinque anni gli è stato rinnovato il mandato grazie al 56% di voti di un popolo che ha assistito alla trasformazione radicale del sua cittadina. Giacalone è un sindaco che viaggia a proprie spese, i consiglieri comunali percepiscono 200 Euro l’anno (avete letto bene, 200), in un Comune che non ha in bilancio 1 euro di spese di rappresentanza per i propri amministratori ma ha invece una posta attiva di circa 100.000 Euro ricavati dalla gestione dei rifiuti.
E poi ancora il 60% e più di differenziata, il 65% di tributi riscossi e l’80% di contribuenti virtuosi. Decoro, pulizia, efficienza diffusa e condivisa dalla gran parte della popolazione di 8.150 abitanti, circa 12 km. di coste ripulite anni addietro dai rifiuti e mai più deturpate.

Qualcuno penserà che si stia parlando di una favola siciliana, di un sogno impossibile da realizzare; invece sono i numeri che sono scaturiti dall’incontro franco, diretto, apartitico che lunedì sera si è realizzato tra Gaspare Giacalone ed i castelvetranesi che lo avevano invitato a rendere la sua testimonianza su quanto sia possibile fare anche in questa parte della Sicilia. Un territorio che ha tutti i mezzi per rendere visibile e fruttifero il suo grande patrimonio paesaggistico e culturale; che può trarre dall’economia legata alla cultura, al turismo di qualità, all’agroalimentare che produce tante eccellenze, le risorse per assicurare ai giovani del territorio posti di lavoro ed un concreto miglioramento della qualità della vita degli abitanti, che dovranno credere in questa prospettiva di sviluppo da coniugare in un futuro prossimo.

Il percorso attraverso il quale si sono ottenuti certi risultati è stato frutto di progettualità elaborate con competenza e lealtà. Un percorso comunque difficile e faticoso; si sono dovute prendere decisioni a volte molto drastiche e per questo tanto contrastate. Ma sono state anche adottate delle modalità di attuazione che hanno premiato i cittadini dotati di senso civico, i contribuenti virtuosi, che hanno usufruito di sgravi fiscali quando hanno dimostrato particolare propensione verso il “bene comune”.

Petrosino è stato il primo, tra i comuni del trapanese, che ha recepito la legge regionale della gestione integrata dei rifiuti, la n. 3 del 2013, a seguito della cui applicazione ha potuto gestire la raccolta dei rifiuti autonomamente uscendo dalla trappola speculativa degli ATO. Il piano d’intervento del comune è stato affidato all’ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) elaborato da un esperto diventato famoso, quell’Ezio Orzes, assessore del Comune di Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno, che sta esportando in tutta l’Italia, ormai da diversi anni, il suo modello pluripremiato con cui i Comuni come Petrosino, ma sicuramente anche come Castelvetrano, possono risolvere con successo la gestione dei rifiuti.

Giacalone ha affrontato minacce ed ostruzionismo, ma non si è arreso.
Lunedì sera, a Sant’Agostino, è stato mandato ai castelvetranesi un messaggio di speranza, di esortazione a non scoraggiarsi, ad organizzarsi per unire le forze e non frazionare, in una miriade di iniziative, il progetto di rinnovamento della città e delle sue contrade; per determinare, con tenacia e competenza, la ripresa di una città che merita di tornare ad una situazione di vivibilità di cui è stata privata da incapacità, pressapochismo e scarso amore per il “bene comune”.

Fonte: TP24.it

Unificati i colori dei cassonetti per rifiuti urbani

L’UNI ha pubblicato la nuova norma 11686 per standardizzare in tutta Italia gli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta dei rifiuti urbani su cui finora i Comuni si erano autonomamente sbizzarriti nella scelta. La norma migliorerà i servizi di raccolta e la qualità dei materiali conferiti, contribuendo alla circular economy.

L’Ente Italiano di Normazione (UNI), Associazione privata senza scopo di lucro riconosciuta dalla Stato e dall’Unione europea, i cui oltre 4.000 sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici e realtà della pubblica amministrazione, ha pubblicato il 28 settembre 2017 la nuova norma UNI 11686 sui Waste Visual Elements, vale a dire sugli elementi visivi identificativi dei contenitori per la raccolta differenziata dei rifiuti urbani, che definisce un modo per identificare le varie frazioni mediante colori, simboli e testo. Essa è destinata a creare un modello unico operativo per identificare facilmente i contenitori per i rifiuti nel quale riporre la specifica tipologia, facilitando così i servizi di raccolta e di riciclaggio/recupero sia per i consumatori che per il gestore del servizio.

L’Italia è il primo Stato a livello europeo a dotarsi di questa norma, si legge nel comunicato dell’UNI, che intende, tra l’altro, favorire l’obiettivo UE di raggiungimento del 65% di raccolta differenziata e del 50% di reale avvio a recupero. La raccolta differenziata, infatti, non riguarda solo i cittadini che vivono in una determinata città, ma anche tutte le persone che viaggiano per motivi diversi e che dovrebbero trovare in ogni luogo gli stessi elementi visivi che caratterizzano i contenitori per la raccolta di rifiuti ai quali sono abituati: uno stesso colore e una stessa icona indicheranno con facilità a un turista dove gettare plastica, vetro, oppure l’umido. Attualmente in Italia i Comuni possono decidere autonomamente come “battezzare” i contenitori per la raccolta differenziata: a Milano, a Napoli e a Roma – per esempio – i colori dei cassonetti per raccogliere lo stesso tipo di rifiuto differiscono tra loro creando un caos multi-cromatico che mette in difficoltà le persone e penalizza – al tempo stesso – l’efficacia della raccolta differenziata. A Roma il cassonetto verde è sinonimo di indifferenziato mentre a Milano e Napoli accoglie solo ed esclusivamente il vetro. I romani gettano vetro plastica e metallo nel cassonetto blu che a Milano non esiste mentre a Napoli accoglie l’indifferenziato.

“La Direttiva europea 2008/98/CE e le leggi vigenti – ha osservato Giovanni Bragadina, esperto del gruppo di lavoro UNI “Attrezzature e macchine per la raccolta dei rifiuti” della Commissione Ambiente – impongono di raggiungere il 65% di raccolta differenziata e il 50% di reale avvio a recupero. Tali obiettivi hanno bisogno anche del sostegno di norme tecniche che aiutino a uniformare le attrezzature a favore del corretto utilizzo da parte del cittadino, del turista e degli operatori del settore della raccolta dei rifiuti urbani. Potranno essere riutilizzati con facilità i bidoni e i cassonetti già in uso“.

La norma – ha proseguito Bragadina – prevede infatti l’utilizzo di adesivi e di pannelli con colori e grafiche che caratterizzano ogni tipologia di rifiuto. Una semplice riqualificazione grafica migliora l’estetica e, soprattutto, spinge a migliorare la purezza dei materiali conferiti a tutto vantaggio del reale avvio al recupero di materiaStandardizzare significa anche omogeneizzare e abituare costruttori e utenti a produrre e usare oggetti che divengono consueti; ne derivano quindi le economie di scala di produzione, i minori stock di magazzino di componenti standard, la velocità di reperimento di ricambi“.

Nel corso dell’anno avevano visto la luce 3 parti della norma UNI 11664 dedicata ai servizi di pulizia delle strade e di gestione dei rifiuti urbani. La Parte 1 definisce – tra l’altro – i requisiti generali idonei a definire i livelli di prestazione e le modalità e condizioni di accettazione dei servizi di pulizia delle strade e di gestione dei rifiuti urbani; definisce inoltre i requisiti da prendere in considerazione per la stesura e la gestione dei contratti per lo svolgimento di tali servizi, al fine di ottenere i migliori risultati in termini di definizione e rilevamento delle prestazioni quantitative e qualitative, di formulazione di accordi di compensazione in caso di non conformità contrattuali, di ottimizzazione economica, di sostenibilità ambientale e di prevenzione dell’inquinamento. La Parte 2 definisce i livelli di prestazione, le modalità e le condizioni di accettazione e le esigenze da prendere in considerazione per definire i contenuti e per assicurare l’adempimento dei contratti di servizio per tutte le raccolte di rifiuti, a bassa o elevata intensità, di qualità adeguata o elevata, comprendenti o meno la misura dei livelli di riempimento dei contenitori; la pulizia e la manutenzione dei contenitori; la rimozione dei rifiuti abbandonati. Infine, la Parte 3 della norma definisce i livelli di prestazione, la modalità e le condizioni di accettazione e le esigenze da prendere in considerazione per definire i contenuti e assicurare l’adempimento dei contratti di servizio per:

– i servizi di spazzamento manuale e meccanico delle strade e dei marciapiedi; – i servizi di lavaggio delle strade e dei marciapiedi, nonché la pulizia delle superfici calpestabili di pregio;

– i servizi collaterali e addizionali allo spazzamento quali la messa in opera e la pulizia dei cestini gettarifiuti; il diserbo dei marciapiedi e dei cigli stradali, la rimozione degli escrementi animali, la pulizia dei mercati, la pulizia ordinaria delle fontane storiche o ornamentali, la raccolta di aghi e siringhe usate, la rimozione delle carcasse animali.

La norma definisce i parametri e gli elementi dei servizi considerati, le metodologie per controllarli e misurarli, il catalogo e la descrizione delle principali attività svolte, i sistemi da mettere in atto per controllare le prestazioni rese e la loro qualità, e le modalità per valutare i livelli di prestazione e di qualità offerti.

Quantunque le Norme tecniche non siano obbligatorie, ma “volontarie“per espressa dichiarazione del legislatore, vi sono altresì casi in cui il legislatore le richiama espressamente nei provvedimenti di legge, facendole acquisire un valore cogente.

In particolare, l’obbligo di applicazione delle specifiche tecniche e i criteri ambientali minimi (CAM) per determinate categorie di servizi e forniture per la Pubblica Amministrazione, in base alla Legge 2 febbraio 2016 “Disposizioni in materia ambientale per promuovere misure di green economy e per il contenimento dell’uso eccessivo di risorse naturali” (il cosiddetto “Collegato Ambientale” alla Legge di Stabilità) e il D.Lgs. 18 aprile 2016 attuativo delle Direttive 2014/23/UE, 2014/24/UE e 2014/25/UE (il cosiddetto “Codice degli Appalti“), richiamano espressamente alcune norme tecniche per l’aggiudicazione di appalti e servizi o vengono inserite nei punteggi premianti per l’affidamento dei lavori.

Il ruolo delle Norme tecniche per lo sviluppo e il progresso è stato recentemente ribadito nella Dichiarazione finale del G7 Ministeriale su Innovazione e Industria (Torino, 25-26 settembre 2017), dove c’è anche l’invito alle PMI a partecipare attivamente ai lavori di normazione (punti 40-43).

Fonte: Regioni & Ambiente

Cton Fest: un successo la serata sui rifiuti

Quello della gestione rifiuti è un tema che riscuote sempre maggior interesse, non solo fra amministratori ed operatori del settore. Se ci fosse stata la necessità di ulteriori conferme, è arrivata la serata dedicata all’argomento nell’ambito del Cton Fest – Festival del Paesaggio di Corigliano d’Otranto.

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Nella suggestiva cornice del Castello Volante, di fronte ad una nutrita platea hanno dibattuto del tema Rossano Ercolini, presidente di ZeroWaste Italia e ZeroWaste Europe e Attilio Tornavacca, direttore generale di ESPER, moderati da Raffaele Cesari.

Durante il dibattito si è parlato a lungo di Etica, dei conflitti di interesse che hanno finora penalizzato il settore (ai quali ESPER si è sottratta con l’adozione di uno stringente codice etico), di riduzione dei rifiuti, di tariffazione puntuale e di economia circolare. Best practices, analisi di criticità e propositi per il futuro prossimo sono stati il collante della serata. Scandita da numerosi applausi della platea.
Il CTON Festival è stato organizzato dalla Associazione Prendi Posizione

Augusta: con l’EcoFesta si conclude il progetto Fare con Meno

Fare con Meno. E’ un buon proposito, ma soprattutto il nome del progetto che ha animato negli ultimi mesi la cittadina di Augusta. Un progetto redatto da ESPER e finanziato dal Ministero Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare, finalizzato “alla partecipazione della cittadinanza sulla riduzione o/e del riuso dei rifiuti, alla riduzione dell’impatto ambientale delle attività produttive in riferimento alle risorse ambientali, all’agricoltura sostenibile, al Green Public Procurement (acquisti verdi nella pubblica amministrazione), a progetti di riuso, alla formazione ambientale e tecniche di compostaggio, alla promozione di forme artistiche di riutilizzo, riuso e riciclo, all’eco intrattenimento, all’organizzazione di eventi sostenibili e ad azioni e progetti per la lotta allo spreco alimentare“. Il finanziamento è approdato ad Augusta grazie alla richiesta del Commissario Carmela Librizzi che ha sfruttato lo status dei comuni sciolti per presunte infiltrazioni mafiose. Un progetto che l’amministrazione Di Pietro ha gestito a partire dal gennaio 2017 per nove mesi.

L’EcoFesta era iniziata il 28 con un Eco-Aperitivo sul tema “La sostenibilità ambientale è di moda!“. Il giorno successivo, quattro workshop tematici: Sinergie pubbliche private, dagli Acquisti Verdi alle azioni nelle GDO contro lo spreco alimentare; Il Riuso: definire un modello di gestione sul territorio che coinvolga anche le GDO; Gestione dello scarto organico: dalle piccole comunità all’importanza di un sistema di compostaggio di qualità; Il nostro rapporto con l’acqua: dalla gestione pubblica al ruolo dei cittadini.
Il pranzo per i corsisti si è tenuto nella Casa di Reclusione di Augusta ed è stato preparato dai detenuti. Nel pomeriggio è stata inaugurata la prima compostiera di comunità costruita con la partecipazione dei detenuti e la collaborazione di Rifiuti Zero Sicilia. La casa del compost, così appellata per le grandi dimensioni, è in grado di assorbire l’organico prodotto da circa 120 persone. È costituita da 3 camere, di cui due chiuse, in cui si introduce l’organico e avviene il processo di compostaggio, una aperta per lo stoccaggio della frazione secca (segatura, sfalci di potatura,) che viene aggiunta all’organico. L’Ecofesta si è conclusa con una concerto alla Villa Comunale.

Al termine della manifestazione l’assessore Danilo Pulvirenti si è dichiarato soddisfatto del lavoro svolto e dei risultati raggiunti: “È gratificante osservare come la cooperazione tra realtà come Ministero, Comune, Scuola e Carcere porti a risultati così prestigiosi. Queste due giornate di festa sono state la conferma che anche attraverso attività ludico-ricreative si possa parlare di buone pratiche, riuso, rispetto e sostenibilità.”

#SAVETHEDATE 30/09/2017- Esper al Festival del Paesaggio

Il 30 settembre e il 1 ottobre prossimi,

nella meravigliosa location del Castello dei Monti a Corigliano d’Otranto,

PrendiPosizione organizza la seconda edizione del Festival del Paesaggio,

2 giorni di dibattiti, musica, cibo, spettacoli e laboratori, per porre l’attenzione dell’opinione pubblica  sulla salvaguardia dei Paesaggi del nostro territorio.

Sul palco di PrendiPosizione si alterneranno esperti, politici, cattedratici, amministratori, magistrati, giornalisti al fine di approfondire le varie tematiche che hanno come centro della riflessione il Paesaggio.

A discutere di gestione sostenibile dei rifiuti saranno Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, ed Attilio Tornavacca, Direttore generale di ESPER.
L’appuntamento è per sabato 30 settembre alle ore 18.30 presso il Castello de’ Monti, a Corigliano d’Otranto (LE).

Evento Facebook: http://www.facebook.com/events/271373256709293/

#SAVETHEDATE – 28/29 settembre: Ecofesta – Fare e Comunicare ad Augusta

Da una fruttuosa sinergia tra i progetti Fare con meno Augusta e #ECOGDO finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare arriva l’ECOFESTA, workshop, moda, teatro e musica.. il miglior rifiuto è quello che non si produce!

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Decreto Tariffa Puntuale: le valutazioni di ESPER

A cura di Andrea Cappello (Tecnico ESPER) ed Attilio Tornavacca (Direttore generale ESPER)

Lo scorso 14 marzo 2017 l’Europarlamento ha approvato il pacchetto sull’economia circolare, inserendo importanti novità per il settore dei rifiuti. Tra questi è stata innalzata la quota di riciclaggio per i rifiuti urbani fino al 70% mentre per i rifiuti da imballaggio tale quota è stata aumentata fino all’80%.

Altre interessanti novità riguardano il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (EPR), la previsione di strumenti economici-fiscali nella gestione delle politiche sui rifiuti e le nuove strategie sulla classificazione dei rifiuti e delle sostanze pericolose.

All’allegato IV bis vengono introdotti ed elencati gli strumenti per promuovere il passaggio verso un’economia circolare. Gli strumenti a disposizione dei decisori politici vengono suddivisi in due categorie: strumenti economici-fiscali e strumenti tecnico-amministrativi. Tra quelli economici- fiscali abbiamo importanti misure come tasse sull’incenerimento o tariffe al cancello per i conferimenti in discarica, che in passato hanno notevolmente influenzato le politiche di gestione dei rifiuti negli Stati membri o delle regioni. Oltre alle tariffe sullo smaltimento sono previsti strumenti volti a incentivare le autorità locali per l’attuazione di programmi di riduzione e prevenzione o per il potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata.

Tra quelli elencati la tariffazione puntuale viene identificata come uno degli strumenti più importanti. L’efficacia della tariffazione puntuale sta nel disincentivo monetario applicato in maniera diretta alle singole utenze in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga” sancito dall’art. 14 della Direttiva 2008/98CE, al fine di stimolare meccanismi virtuosi per la riduzione della produzione di rifiuti e per il loro conferimento in modo differenziato. L’introduzione di sistemi di tariffazione puntuale genera effetti talmente positivi, innescando innescano percorsi virtuosi, innovativi e partecipati per una gestione dei rifiuti più sostenibile, che in campo europeo tutte le best practices sono accomunate dall’implementazione di tali sistemi.

La Comunità Europea però non dà indicazioni né regolamenta lo strumento dal punto di vista delle norme tecniche, lasciando agli Stati membri campo libero sulla legiferazione a proposito. Essi legiferano in materia con atti generici lasciando ampio spazio alle amministrazioni locali per la scelta delle metodologie e dei modelli per implementare questa misurazione puntuale dei rifiuti.

In Italia per lungo tempo al concetto di tariffa puntuale, che in maniera lungimirante era stato già introdotta nel 1997 dall’art. 49 del cosiddetto “Decreto Ronchi”, non era stato normato da una specifica disciplina tecnica di dettaglio. Di fatto tale mancanza ha frenato la diffusione a larga scala dei sistemi a misurazione puntuale in alcune regioni. Le amministrazioni pubbliche che hanno scelto di applicare sistemi di misurazione puntuale hanno spesso guardato infatti ai metodi utilizzati oltreconfine adattandoli alle norme interne. Questo vuoto normativo è stata colmato lo scorso 23 maggio 2017 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero dell’Ambiente recante “Criteri per la realizzazione da parte dei Comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati”[1].

Il Decreto è stato emanato ai sensi del comma 668 dell’art. 1 della legge 147/2013, la legge di stabilità del 2014, che introduceva per i Comuni che avevano realizzato sistemi di misurazione puntuale delle quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva in luogo della TA.RI. L’obiettivo del Decreto è quello di uniformare tecniche e modalità per determinare una tariffa commisurata all’effettivo servizio reso. Vengono quindi dettati i criteri per la realizzazione dei sistemi di misurazione puntuale, che devono riguardare perlomeno il volume e/o il peso del “rifiuto urbano residuale” (R.U.R.) della raccolta differenziata. L’art. 4 del Decreto riguarda infatti la previsione di tariffe a corrispettivo non soltanto per il RUR ma anche per le altre frazioni differenziate conferite al circuito di raccolta o presso i centri di riciclaggio. Questa scelta risulta oltremodo opportuna poiché tiene conto degli ultimi sviluppi conseguiti nelle esperienze di tariffazione puntuale più mature sia a livello europeo che nazionale in cui non viene misurato solo il RUR ma anche altre frazioni differenziate.

Il Decreto definisce inoltre i requisiti minimi dei sistemi di identificazione e le diverse modalità attraverso cui è possibile determinare le quantità misurate. Vengono elencati i sistemi a riconoscimento del contenitore, che può essere un contenitore rigido o un sacco (nel testo del Decreto definiti “sistemi in modalità diretta e univoca”) e i sistemi a riconoscimento dell’utenza previsti in punti di conferimento (come ad esempio nei Centri di Raccolta Comunali).

All’art. 6 vengono dettagliate le modalità di misurazione delle quantità di rifiuto che possono essere conteggiate in maniera diretta, attraverso la pesatura dei singoli conferimenti, o in maniera indiretta, attraverso la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza. Nella maniera indiretta il peso verrà ricavato dalla volumetria del contenitore utilizzato, e in questo caso si lascia libera scelta tra contenitori rigidi o i sacchi, o dalla volumetria della apertura di conferimento per i casi in cui si conferisce in un contenitore dotato di calotta. Nei casi di misurazione indiretta il peso può essere inoltre stimato moltiplicando il volume della dotazione assegnata alla singola utenza ponderata per i singoli svuotamenti e moltiplicata per il peso specifico (denominato nel Decreto “Kpeso”). Questo viene calcolato dall’ente competente a definire la tariffa in base alla densità media dello specifico flusso di rifiuto che si vuole misurare e sulla base del rapporto tra la quantità totale di rifiuti raccolti e la volumetria totale contabilizzata.

Un’ultima considerazione riguarda gli art. 7 e 8 dove viene affrontato il caso in cui occorre misurare i singoli svuotamenti in utenze domestiche e non domestiche aggregate come ad esempio i condomini nel caso delle utenze domestiche oppure piccoli centri di consumo o di commercio nel caso di utenze non domestiche. Nel primo caso, quando non sia tecnicamente fattibile o conveniente una suddivisione del punto di conferimento tra le diverse utenze, le quantità o i volumi di rifiuto attribuiti ad una utenza aggregata possono essere ripartiti tra le singole utenze in funzione del numero di componenti del nucleo familiare riferito all’utenza. E’ inoltre previsto che il riparto tra le singole utenze possa venire determinato utilizzando i coefficienti indicati nella tabella 2 di cui all’Allegato 1 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

Nel caso invece di utenze non domestiche, per determinare la ripartizione dei volumi tra tutte le utenze aggregate possono essere utilizzati i coefficienti di produttività (i cosiddetti kc e kd) per ciascuna tipologia di utenza non domestica indicati nelle tabelle 4a e 4b di cui all’Allegato 1 del citato DPR 158.

In definitiva si può evidenziare che il Decreto colma un vuoto normativo che ha inciso in maniera determinate sulla estensione dei sistemi di tariffazione puntuale nel contesto nazionale ed ora la diffusione di tale sistemi subirà certamente una decisa accelerazione. Con la pubblicazione di tale regolamentazione ministeriale le autorità locali vengono spinte ad implementare sistemi di tariffazione puntuale per raggiungere performance sempre più elevata in termini ambientali ma anche economici e sociali come dimostrato nel recente studio “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” redatto dai tecnici di ESPER e pubblicato per il download gratuito nel sito http://esper.it/10-percorsi-europei-virtuosi-verso-la-tariffazione-incentivante/.

[1] Decreto del 20 aprile 2017