Dal Ministero dell’Ambiente nuovo strumento per monitorare i Piani delle Regioni sui rifiuti

“MonitorPiani” è già stato sperimentato in Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Calabria

 

Il ministero dell’Ambiente ha un nuovo strumento per poter monitorare le informazioni e la documentazione relative ai piani di gestione dei rifiuti nelle varie Regioni italiane: si tratta di MonitorPiani, elaborato dalla Direzione generale per i rifiuti e l’inquinamento del ministero dell’Ambiente con il supporto dell’Albo nazionale gestori ambientali ed Ecocerved, ed è già stato sperimentato in cinque Regioni pilota (Lombardia, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Campania e Calabria).

Il portale “MonitorPiani” è stato presentato da Marco Botteri di Ecocerved, che si è soffermato sulla logica seguita nello sviluppare questo strumento «per consentire al Comitato nazionale dell’Albo dei gestori ambientali di supportare il ministero nel monitoraggio dei piani di gestione dei rifiuti». Il censimento dei piani vigenti, degli obiettivi e degli indicatori è stato alla base dello sviluppo del sistema informativo. Dopo il caricamento dei piani di gestione sul sistema, gli enti hanno la possibilità di accedere nell’area riservata, verificare la completezza e la rispondenza dei dati, modificarli, se opportuno, e consolidarli affinché il ministero possa poi consultarli. Successivamente a questo primo step, come ha spiegato Botteri, subentra quello del monitoraggio dell’attuazione dei piani: la Regione inserisce annualmente il valore aggiornato di ogni indicatore. Completato l’aggiornamento, i dati sono a disposizione del ministero che potrà procedere con la comunicazione all’Unione europea.

Il direttore generale Mariano Grillo ha messo in evidenza che, in materia di rifiuti, la funzione del ministero è di “controllo collaborativo”: «Dopo i rilievi della Commissione europea su molti piani di gestione dei rifiuti – ha affermato –, ci siamo resi conto che occorre un rapporto continuativo con le Regioni. Ci sono difformità di approccio tra una Regione e l’altra e quindi abbiamo sentito l’esigenza di dare unitarietà. Il sistema ‘MonitorPiani’, che funziona e che per questo stiamo estendendo ad altre Regioni, è uno strumento prezioso in tal senso».

Si tratta di uno «strumento utile sia per il ministero sia per la pianificazione della gestione dei rifiuti da parte delle Regioni» anche secondo Marcello Salvagno della Regione Friuli Venezia Giulia, che ha espresso il punto di vista di una delle cinque Regioni pilota coinvolte nella prima fase di sperimentazione del sistema “MonitorPiani”. Certo, anche più importante sarebbe intervenire finalmente ex-ante anziché nel solo monitoraggio ex-post dei vari Piani regionali, affrontando ovvero una revisione della normativa nazionale in tema di rifiuti, rendendola coerente con sé stessa e dunque utile (anche) allo sviluppo di politiche armonizzate sull’intero territorio nazionale. Ma questa è un’altra storia.

www.monitorpiani.it

Dall’olio usato per friggere (ri)nasce la bioplastica, grazie all’innovazione italiana

In Italia si producono ogni anno circa 280.000 tonnellate di oli esausti da cucina, che per oltre il 50% arrivano dalle nostre case; ognuno di noi consuma in media circa 2.3 kg di olio all’anno, una quantità rilevante e che dunque è necessario gestire in modo responsabile. Basti pensare che 1 kg di olio vegetale sarebbe infatti sufficiente a coprire circa 1.000 metri quadrati di qualsiasi specchio d’acqua, con conseguenze immaginabili se decidessimo di sbarazzarcene gettandolo nel sistema fognario. Per questo è importate conferire correttamente tra i rifiuti – a seconda delle modalità di raccolta attive sul proprio territorio – gli oli esausti da cucina. Che fine faranno, una volta raccolti? Le possibilità di recupero sono molteplici: come spiega il Consorzio di settore (Conoe), si va dalla produzione di biodiesel ai biolubrificanti, dalla produzione di energia in impianti di co-generazione alle cere per auto. E adesso c’è una chance in più: quella di riciclare l’olio di frittura usato trasformandolo in bioplastica.

 

Un innovazione resa possibile dall’azienda italiana Bio-on, frutto di due anni di ricerche condotte dalla business unit Raf (Recovery and fermentation) nella nuova sede di Bio-on plants a Castel San Pietro Terme (Bologna), e che «permette di attingere – spiega Marco Astorri, presidente e Ceo di Bio-on – alle enormi quantità di questo prodotto di scarto soprattutto in mercati come quello del Nord America e dell’Asia, dove il consumo di cibi fritti è elevato e la quantità di olio esausto supera, secondo una nostra stima, il miliardo di litri al giorno».

 

L’olio esausto si aggiunge così alle “materie prime” già utilizzate per produrre la bioplastica Bio-on per Minerv PHAs (melassi di barbabietola e canna da zucchero, scarti di frutta e patate, carboidrati in genere e glicerolo), ma per la prima volta la fonte di carbonio che alimenta il processo produttivo del biopolimero è di natura lipidica: grazie ad un sistema di trattamento preventivo dell’olio esausto da frittura, la bioplastica prodotta ha le stesse caratteristiche di quella generata partendo da altri scarti o sotto prodotti agro industriali.

 

Come ricorda l’azienda, tutte le bioplastiche Minerv PHAs (poli-idrossi-alcanoati) sono ottenute da fonti vegetali rinnovabili (ed ora anche lipidiche), senza alcuna competizione con le filiere alimentari, garantiscono le medesime proprietà termo-meccaniche delle plastiche tradizionali col vantaggio di essere completamente ecosostenibili e biodegradabili al 100% in modo naturale. In più offrono possibilità di applicazione, anche del tutto inedite, in settori dove la plastica tradizionale non è utilizzata.

Fonte: Greenreport

Puliamo il Mondo 2018: lotta senza quartiere contro i rifiuti abbandonati

Venerdì 28, sabato 29 e domenica 30 settembre si torna in piazza con Legambiente per la 26esima edizione di Puliamo il Mondo, la storica campagna di volontariato ambientale sulla corretta gestione dei rifiuti e sulla promozione dell’economia circolare. In piazza e non solo, perché sono molti e diversi i luoghi in cui i volontari si daranno appuntamento in tutta Italia per una lotta senza quartiere contro i rifiuti abbandonati: strade, parchi, canali e altri spazi pubblici da sottrarre al degrado.

L’obiettivo di questa edizione italiana di Clean up the world – che Legambiente coordina e organizza in Italia dal 1993 – è di rendere migliore il nostro territorio grazie alla pulizia dell’ambiente e alla valorizzazione dei beni comuni, ma anche sotto il profilo della condivisione, della coesione sociale e della vivibilità. All’iniziativa hanno aderito giovani e anziani, italiani e non, amministratori locali, dipendenti di imprese, ragazzi e personale delle scuole, comunità di migranti e numerose associazioni impegnate per l’integrazione sociale.

 

“Nel 2017 abbiamo raggiunto un grandissimo risultato – spiega il presidente di Legambiente Stefano Ciafani – oltre 600mila volontari in tutta Italia con ben quattromila località pulite in 1.600 comuni. Sono state realizzate numerose attività tra i nostri circoli locali e le associazioni che si occupano di migranti, comunità straniere, richiedenti asilo politico, detenuti, disabilità, salute mentale, discriminazione basata sull’orientamento sessuale, insieme a scolaresche, gruppi scout e non solo. Anche quest’anno puntiamo a mettere insieme chi vuole salvare l’ambiente, le città e le periferie dai rifiuti e dal degrado e chi cerca di ricostruire ogni giorno relazioni di comunità e dialogo”.

 

Per questo, venerdì 28 a Roma l’iniziativa di pulizia prevista nei pressi di Porta Maggiore sarà anche l’occasione per presentare alla stampa gli esponenti e le ragioni delle associazioni che hanno aderito alla campagna e promosso insieme a Legambiente una grande mobilitazione per l’abbattimento delle barriere culturali e sociali.

 

Tra le tante le iniziative in programma ci sono, solo per qualche esempio, gli appuntamenti campani organizzati dal Circolo La Gru di Scampia il 29 settembre alle 9 alle porte di Melito in via Frateli Cervi e il 30 settembre alle 9 in Largo Battaglia per pulire “Il giardino dei cinque continenti e della nonviolenza” con la rete Pangea. In Emilia-Romagna, appuntamento a Bologna alle ore 9 in Via Burgatti, per la pulizia dell’area dei Parti di Caprara, in collaborazione con il Comitato Rigenerazione No Speculazione. In Lombardia, il Circolo Zanna Bianca di Milano, dalle 10 di domenica 30, farà Puliamo il Mondo nella zona sud del quartiere Gratosoglio, in collaborazione con altre realtà associative del territorio compreso il centro che accoglie i migranti Opera San Francesco. In Molise il circolo Campobasso organizza la pulizia venerdì 28 alle 16 presso la casa di riposo Pistilli. Nel Lazio, in provincia di Frosinone, Legambiente Anagni il 29 e il 30 settembre sarà con il CAI di Colleferro e un gruppo di ragazzi nel comune di Carpineto Romano. In Piemonte, sono diverse le attività di pulizia legate al progetto VisPO: il 28 mattina ad Avigliana, sabato 29 sulle rive del Chiusella da Gravò a Rueglio e a Settimo per la pulizia del parco pluviale del Po, il 30 a Carmagnola. In Puglia, i cittadini sono invitati a fotografare i siti inquinati presenti sui territori di Bitonto, Corato, Molfetta, Terlizzi e inviare le immagini ai Circoli di Legambiente per la realizzazione di una mappa interattiva volta a sensibilizzare le istituzioni dell’AroBA1 alla bonifica dei siti e al controllo del territorio. In Sicilia, venerdì 28 a Marina di Ragusa il Circolo di Ragusa con 109 bambini dell’ultimo anno di materna, prima e seconda elementare, ripuliranno la piazza Padre Pio di fronte alla scuola. In Toscana, venerdì 28 a Firenze l’appuntamento è alle 9.30 presso il Fontanello per la pulizia del Parco dell’Anconella. In Veneto, a Vicenza, venerdì 28 dalle 11.00 alle 13 si puliranno i tratti percorribili lungo il fiume Bacchiglione dietro il liceo scientifico Quadri che collaborerà all’iniziativa; domenica, il circolo di Legambiente Venezia promuove un pomeriggio di pulizia e raccolta rifiuti della pineta di San Nicolò del Lido di Venezia. In Sardegna, a Cagliari l’appuntamento è il 30 settembre in vico II Sant’Avendrace per l’iniziativa di volontariato Parco pulito 2018 sul colle di Tuvixeddu.

 

Per la promozione di Puliamo il mondo e la sensibilizzazione dei cittadini all’iniziativa Legambiente si avvale dal 1995 della preziosa collaborazione della Rai. Quest’anno, domenica 30 settembre, la Tgr Speciale Puliamo il Mondo in onda su Rai3 racconterà il grande fine settimana dalle ore 8.54 alle 12.00 dallo studio di Torino, con tanti servizi e collegamenti in diretta dagli appuntamenti di Roma (Viale Kant, parco dell’Aniene), Milano (Piazza d’Armi), Camerino (provincia di Macerata – Zona rossa) e Palermo (Foro Italico).

 

 

Puliamo il mondo 2018 – Con il patrocinio di:

Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Ministero dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Rappresentanza in Italia della Commissione Europea, ANCI (Associazione Unione Comuni Italiani), UPI (Unione Provincie Italiane), Federparchi, Unep (Programma per l’Ambiente delle Nazioni Unite). Puliamo il Mondo rientra tra le iniziative realizzate nell’ambito del Protocollo d’intesa con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

 

#PuliamoilMondo

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www.puliamoilmondo.it

 

L’ufficio stampa Legambiente 0686268399 – 353

#SAVETHEDATE – ESPER al CTon fest 2018

L’universo che, sempre più spesso, ci spiattella la frivolezza e la sciatteria del superfluo, vede nascere iniziative che sembra vogliano mettere uno stop, dare una pausa a questo conseguire degli eventi così rapido e cristallizzato.

Il Cton Fest di Poggiardo, organizzato dall’associazione Prendi Posizione e accolto nel Castello di Corigliano D’Otranto sabato 29 e domenica 30 settembre, raccoglie una serie di temi e discussioni attorno a una tavola rotonda che riunisce teologi, architetti, professori ed esperti del settore.

Il centro del dibattito sarà l’uomo esaminato da una prospettiva più intima. Ripercorrere l’età dell’uomo, analizzandone i costi ambientali e sociali, riportare in auge quelle aree di sacrificio per la quale l’inquinamento non è uguale per tutti, saranno il punto mediano da cui sfoceranno le tematiche che da sempre hanno legato l’uomo all’ambiente.

Saranno oltre 50 gli ospiti del convegno tra cui Rossano Ercolini (Movimento Rifiuti Zero), Attilio Tornavacca (Direttore Generale Esper), l’ex sindaco Di Lampedusa Giusi NicoliniLuca Fioretti (Fondatore Associazione comuni virtuosi), Agostino di Ciaula (Medici per l’ambiente), Vincenzo Mercinelli(Accademia Mediterranea di Econonomia civile), i sindaci di Lecce e Bari, Carlo Salvemini e Antonio De CaroClaudio Scamardella (Direttore de “Il Nuovo Quotidiano di Puglia”) e altri giornalisti, studiosi del paesaggio, docenti universitari e attivisti dei comitati a tuttela del paesaggio e dell’ambiente.

Programma

  • La prima giornata inizia con i saluti alle ore 9:30 e con la proiezione degli scatti fotografici “Grotta dei Cervi: la cappella sistina del Neolitico” di Leonello Bertolucci.
  • Alle 10:30 prendono il via i primi incontri su “Il torrente Asso”, con gli speleologi Vittorio Marras e Raffaele Onorato e sulla “SS275”, in compagnia di Vito Lisi e Luigi Paccione del comitato No 275 e gli architetti mauro Lazzari e Juri Battaglini.
  • Dalle 16:30 si trattano il caso “Colacem”“la democrazia del cibo. nuove politiche territoriali per un futuro sostenibile”, la “laudato si”.
  • Dalle ore 21:00 lo scrittore Gianrico Carofiglio modera il “Dialogo sulla Bellezza”, mentre la chiusura è affidata alla cassarmonica allestita all’esterno del castello, con il progetto Bandervish, le sonorità mediterranee dei radiodervish che incontrano la merce e le aree sinfoniche della Banda di Sanicandro di Bari, con una silloge che reinterpreta il repertorio classico della banda e quello della musica mediorientale.
  • La seconda e ultima giornata partirà alle 10:00 con “la valutazione dell’ambiente e la potestà regolamentare” con Luca Fioretti,  Luca Menesini (Sindaco di Capannori e Presidente della Provincia di Lucca), Nevio Zaccarelli (Assessore all’Ambiente del Comune di Forlì) e Michele Macrì che coordinerà i lavori.
  • Alle ore 11:00 il Direttore de La Gazzetta del MezzogiornoFabio Casilliintervisterà Rita Miglietta  (architetta e assessora alle Politiche urbanistiche e strategiche, Rigenerazione urbana, Marine, Innovazione sociale, Verde pubblico, Social Housing, Edilizia Privata, Valorizzazione del patrimonio pubblico del Comune di Lecce) su “Lecce è il suo mare: progetto di rigenerazione urbana per il recupero delle marine leccesi“.
  • Dalle 16.30, con il coordinamento di Roberto Schiavone, Agostino di Ciaula (Medici per l’ambiente), Antonio Chiga (Sindaco di Zollino), Dina Manti (Sindaca di Corigliano d’Otranto) e Marcello Amante (Sindaco di Galatina) discuteranno del “Caso Colacem” con Tiziana Colluto, giornalista di TrNews e Il Fatto Quotidiano.
  • Dalle 17.30si parlerà di “Economia relazionale” con Vincenzo Mercinelli (Accademia Mediterranea di Economia Civile) e Guglielmo Forges Davanzati (Docente di Storia dell’analisi economica dell’Università del Salento) sollecitati da Emanuele Rizzello.
  • Dalle 18.30 invece Claudio Scamardella (Direttore del “Nuovo Quotidiano di Puglia”) modererà l’incontro “La terra come perdita e come riconoscimenti” con Giusi Nicolini (già sindaco Lampedusa, segreteria nazionale Partito Democratico) e Anna Caputo (Presidente Arci Lecce) coordinato da Adalina Coluccello. 
  • Dalle 19.30 incontro di chiusura, moderato da Gabriele De Giorgi (giornalista LeccePrima.it e SalentoReview) sul Salento e i suoi Paesaggi con il consigliere regionale Sergio Blasi e Alessandro de Matteis.
  • Dalle 21 il festival si concluderà in musica con il concerto itinerante per le strade di Corigliano d’Otranto e sulle terrazze del Castello della BeDixie e la presentazione del cd d’esordio dei Cantori della Giurdana.

Inoltre, nel corso del Cton fest le sale e le terrazze del castello ospiteranno La terra Nutre, una grande iniziativa per promuovere la tradizione del territorio attraverso il cibo, organizzata da numerose aziende agroalimentari e vitivinicole del territorio. Tra stand e vastissimi spazi di degustazione nei quali si intende riscoprire, scavando con fare avallato, la lunga e affascinante tradizione salentina.

di Giulia Greco

Fonte: Leccenews24.it

RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE

Il 22 settembre scorso ESPER ha partecipato, nella persona del suo Direttore Generale Attilio Tornavacca, al Convegno RIFIUTI: PIANO D’AMBITO e CICLO VIRTUOSO, QUALI PROSPETTIVE, organizzato dal Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero.

“I risultati regionali finora raggiunti sulla gestione dei rifiuti non sono incoraggianti tuttavia per una piccola regione come l’Umbria dovrebbe essere più facile gestire bene il ciclo dei rifiuti secondo le linee guida europee dell’economia circolare e cioè CON UTILITÀ E PROFITTO PER LA COLLETTIVITÀ e visti i primi risultati del nuovo servizio del sub Auri 4 possiamo dire che un ciclo virtuoso in Umbria dipende solo dalla volontà politica” afferma Rifiuti zero Umbria.

Al Convegno hanno partecipato fra gli altri:

Marco Montanucci Consigliere del Coordinamento Regionale Umbria Rifiuti Zero
Walter Ganapini Direttore Generale Arpa Umbria
Enzo Favoino Coordinatore scientifico Centro Ricerche Rifiuti Zero di Capannori e di Zero Waste Europe
Sandro Bisonni Consigliere Regionale Marche
Attilio Tornavacca Direttore Generale Esper
Rossano Ercolini Presidente dell’associazione Zero Waste Europe

Scarica il programma completo del convegno

UE, al voto risoluzione anti-plastica: riprogettazione, riutilizzo, riciclo

La lotta alla plastica è ormai costantemente nelle agende politiche di gran parte delle nazioni mondiali.
Dopo l’approvazione di un ambizioso pacchetto di azioni “verso un’economia circolare”, la UE porterà a votazione giovedì 13 settembre una nuova risoluzione che mette al centro del mirino il “problema plastica”.
I numeri sono inquietanti:

La plastica è un materiale importante e prezioso, che ricopre un ruolo utile nella società e nell’economia. Tuttavia, il modo in cui oggi si produce e si utilizza la plastica è insostenibile e finanziariamente impraticabile. La plastica è sviluppata per durare per sempre, ma spesso viene ancora progettata per essere smaltita dopo l’uso. La raccolta della plastica finalizzata al riciclaggio, inoltre, rimane molto bassa. Su circa 25,8 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica prodotti nell’UE ogni anno, meno del 30 % è raccolto per il riciclaggio. Tutto ciò ha conseguenze importanti:

1)  Una perdita per l’ambiente: i rifiuti di plastica hanno conseguenze disastrose soprattutto per gli ecosistemi marini, in quanto la plastica costituisce oltre l’80 % dei rifiuti marini. Tra 150 000 e 500 000 tonnellate di rifiuti di plastica finiscono nei mari e negli oceani dell’UE ogni anno. In media, inoltre, ogni anno tra 75 000 e 300 000 tonnellate di microplastica sono rilasciate nell’ambiente dell’UE.

2)  Una perdita per il clima: secondo alcuni studi, il riciclaggio di 1 milione di tonnellate di plastica equivarrebbe a togliere dalle strade 1 milione di autovetture(1).

3)  Una perdita per l’economia: si stima che l’economia perda il 95 % del valore del materiale plastico da imballaggio, ossia una somma compresa tra 70 e 105 miliardi di EUR all’anno;

4)  Un potenziale impatto sulla salute: la microplastica e i suoi sottoprodotti possono entrare anche nella catena alimentare, con effetti sulla salute umana ancora non del tutto noti.

A fronte di un impatto così devastante, l’UE ha ben chiare in mente le azioni da intraprendere

Dalla progettazione in funzione del riciclaggio alla progettazione in funzione della circolarità: rendere riutilizzabili o riciclabili, entro il 2030, tutti gli imballaggi di plastica immessi nel mercato europeo. Ma non ci si ferma agli imballaggi: si punta a fare della “circolarità innanzitutto” un principio globale, da applicare anche agli articoli di plastica diversi dagli imballaggi, attraverso lo sviluppo di norme sui prodotti e una revisione del quadro legislativo sulla progettazione ecocompatibile

Creazione di un autentico mercato unico per la plastica riciclata. L’utilizzo della plastica riciclata nei nuovi prodotti resta basso: solo il 6 % circa, secondo i dati della Commissione. Si indicano azioni ritenute essenziali per creare un autentico mercato unico per la plastica secondaria fra cui l’esercitare pressioni per aumentare i contenuti riciclati e la promozione di una progettazione in funzione della circolarità negli appalti.

Prevenzione della produzione di rifiuti di plastica. Oltre l’80 % dei rifiuti marini è costituito da materiali plastici, di cui il 50 % derivante da plastica monouso. Queste cifre mostrano che vi sono motivi legittimi per intervenire riguardo ai prodotti monouso. Il relatore, pertanto, è favorevole a una normativa specifica sulla plastica monouso per ridurre i rifiuti marini. Sotto la lente d’ingrandimento anche le bioplastiche: troppe tipologie differenti dalle caratteristiche estremamente diverse. Si richiedono norme chiare e armonizzate sia sui contenuti biologici sia sulla biodegradabilità. – SC

Leggi la risoluzione integrale

 

Studio Cnr: Gli inceneritori uccidono. Ministro Costa: stop ai nuovi di Renzi

Sblocca Italia di Renzi ha previsto la costruzione di 12 nuovi inceneritori. Ministro Costa li blocca. Studio del Cnr prova la generale nocività degli impianti

Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha proposto la modifica dell’art.35 dello Sblocca Italia, voluto dall’ex premier Matteo Renzi e diventato legge tra il 2014 e il 2015. L’articolo delineava le regole per l’autorizzazione alla realizzazione di 12 nuovi inceneritori da costruire in dieci regionidue in Toscana e Sicilia, uno a testa in Piemonte, Liguria, Veneto, Umbria, Marche, Campania, Abruzzo e Puglia (guarda nella cartina in basso, anche se parziale, se anche tu vivi vicino ad un inceneritore)

Impianti che dovevano aggiungersi ai 42 già funzionanti in Italia e ad altri 6 autorizzati ma ancora in via di costruzione. Con questo profilo dello Sblocca Italia era diventato importante bruciare e non fare una differenziata radicale alla fonte, cioè finalizzata principalmente a riconvertire i rifiuti in altri prodotti.

E da ricordare che in molte città italiane anche i rifiuti differenziati dai cittadini finiscono negli inceneritori (chiamati anche termovalorizzatori, la sostanza non cambia). La raccolta differenziata serve in questi casi a ridurre i costi di incenerimento e a bruciare i rifiuti a temperature differenti, a seconda della consistenza e natura (più si spende energia per bruciare più costa l’incenerimento). E va rammentato che una parte della bolletta elettrica pagata dagli italiani sostiene economicamente proprio gli inceneritori, con contributi statali pari a 224 milioni di euro, secondo gli ultimi dati del Gse del 2015, anche se negli anni precedenti raggiungevano cifre più consistenti.

Nell’ottobre scorso (2017) un studio molto accurato del CNR (gruppo di Epidemiologia Ambientale e Registri di Patologia dell’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche di Pisa) sugli inquinanti del territorio di Pisa e commissionato dal Comune ha dato nuove evidenze sulla nocività degli impianti. “Lo studio ha valutato l’effetto delle esposizioni agli inquinanti emessi da inceneritore, impianti industriali e traffico veicolare sulla mortalità ed ospedalizzazione per causa della popolazione residente a Pisa”, si scrive nel testo che si può leggere integralmente qui.

“La coorte (l’unità in oggetto, ndr) in studio è costituita da tutte le 132.293 persone residenti per almeno un anno tra il 1 gennaio 2001 ed il 31 dicembre 2014 nel comune di Pisa con gli indirizzi di residenza georeferenziati. Per le analisi degli esiti riproduttivi sono stati considerati 4.276 nati, da 3.626 parti, tra il 2008 e il 2014”.

Nello specifico: “Tra le tre fonti di emissione considerate (inceneritore, insieme delle industrie, traffico veicolare), i segnali più numerosi sono emersi a carico dell’inceneritore, talvolta confermati anche per le industrie, mentre sporadici sono quelli emersi considerando il traffico veicolare, che tuttavia va ricordato che è stato stimato mediante un modello non testato allo scopo”. Spiegando nel particolare che “dall’analisi della mortalità per esposizione ad inceneritore si osservano, tra gli uomini della classe a più alta esposizione, un eccesso del 9% della mortalità generale, in particolare per le cause naturali +10%, un eccesso di mortalità del 79% per tumore del sistema linfoemopoieticoed un eccesso del 21% della mortalità per le malattie del sistema circolatorio. Tra le donne si osserva un aumento del 152% della mortalità per le malattie respiratorie acute”

Lo studio non ha avuto risalto sui media nazionali.

Ma su quanto siano nocivi gli impianti vi sono anche altri studi scientifici recenti. Le associazioni di oncologi italiani che si sono interessati alla problematica, al fine di ridurre gli effetti nefasti sulla salute (aumento mortalità, ospedalizzazione, esiti avversi alla nascita e malformazioni, problemi cardiovascolari e respiratori e sul lungo termine tumori), consigliano sempre di avere i centri abitati ad una distanza dagli impianti almeno superiore ai 7 km e di valutare le caratteristiche dei venti in zona che spostano i fumi.

inceneritori

La proposta del ministro Sergio Costa di modifica dell’art.35 dello Sblocca Italia arriva dopo l’impugnazione da parte dello stesso ministro della legge della Regione Marche n. 22 del giugno 2018. “Proprio perché la competenza è statale”, ha detto Costa, “ho dato disposizione agli uffici legislativi affinché sia modificato l’art.35 dello Sblocca Italia contro cui tantissimi cittadini e comitati si sono sempre battuti. È arrivato il momento di non puntare più sull’incenerimento ma sulla differenziata di qualità e sull’economia circolare”. Costa è stato in passato comandante regionale del Corpo di polizia forestale della Campania, guidando l’indagine sui rifiuti tossici interrati dal clan dei Casalesi nella Terra dei Fuochi ed ha un Master in diritto dell’Ambiente.

Fonte: Affari Italiani

RASSEGNA STAMPA – Raccolta differenziata: ad Agosto la percentuale vola oltre il 68%

A Gennaio a Gravina – scrivono in una nota inviata in redazione dall’ufficio stampa di Palazzo di città – veniva differenziato solo il 7% dei rifiuti. A Luglio, ad un mese e mezzo dall’attivazione del servizio, s’era già arrivati a toccare il 43%. Ad Agosto è stato record: superato il 68%.”

“Se qualche dubbio c’era, – spiegano da via Vittorio Veneto – è stato spazzato via dai numeri: i gravinesi stanno sostenendo con entusiasmo i primi passi della raccolta differenziata porta a porta. Lo confermano i dati che arrivano dall’assessorato all’igiene urbana guidato da Paolo Calculli, sulla base dei report giornalieri trasmessi al Comune dalla Raccolio srl, la società affidataria del servizio in città sulla base del contratto d’appalto sottoscritto lo scorso Gennaio, a conclusione di un iter che ha mandato in archivio il precedente contratto, tra una proroga e l’altra rimasto in vigore per quasi 23 anni. ”

«Attendevamo con ansia i risultati di Agosto – spiega Calculli – perché solo negli ultimi giorni di Luglio il servizio era entrato a regime in tutta la città». Un test dunque importante, superato di slancio. «Nei 31 giorni agostani – precisa Calculli – siamo arrivati a toccare il 68,61%. Un livello che certo può e deve essere ancora migliorato, ma che indica innegabilmente un netto cambio di tendenza: la rimozione dei cassonetti ha lasciato rimpianti in una parte davvero minoritaria della città, all’interno della quale si annida la frangia che continua a depositare spazzatura ai bordi di alcune vie o in periferia. Il più delle volte vandali, o gente che nel tentativo di sfuggire all’anagrafe tributaria comunale si disfa dei sacchetti scaricandoli ovunque. Nelle prossime settimane intensificheremo ulteriormente i controlli, anche con l’ausilio della tecnologia, ma l’impegno profuso dalla Polizia Municipale, insieme ai tecnici della Raccolio, ha già consentito di elevare diversi verbali a carico dei trasgressori individuati».

“I numeri: ad Agosto ritirati 390.430 chili di organico, 85.120 di carta, 87.590 di vetro, 92.720 di plastica, 49.700 di cartone, 40.633 di ingombranti, 21.990. Insieme ad altre tipologie di rifiuti avviati al riciclo, un totale di 768.437 chili di differenziata su 1.120.057 chili di pattume complessivamente raccolto (compresa l’indifferenziata). In percentuale, il 68,61%. «La macchina organizzativa – sottolinea l’assessore – ha finalmente preso a girare a pieno ritmo, anche se difficoltà e disagi non mancano. Ne siamo consapevoli, e grazie all’impegno del Servizio Municipale Ambiente e della Polizia Municipale siamo impegnati a ricercare, insieme all’azienda, le soluzioni opportune. Le nostre preoccupazioni principali sono, al momento, la definizione del servizio in zona Pip e l’avvio delle isole ecologiche itineranti, per le quali siamo in attesa del via libera dell’Aro Ba4».

“Restano la soddisfazione per il buon risultato conseguito e la consapevolezza di poter fare ancora di più, con la collaborazione della cittadinanza. «Questa esperienza – dice Calculli – è utile a dimostrare anche quanto esteso sia il senso civico, spesso offuscato dai comportamenti insensati di una parte marginale della cittadinanza. Occorre insistere, per mettere in moto un cambiamento culturale generalizzato. Ai cittadini vanno il nostro sincero ringraziamento per la collaborazione e la rassicurazione che faremo il possibile per migliorare la qualità del servizio».

Da segnalare: su impulso dell’assessorato, nei prossimi giorni si terranno nuovi incontri informativi pubblici, mentre nelle scuole, con la ripresa delle attività didattiche, ripartirà la campagna di educazione alla differenziata curata da Teknoservice.”

Fonte: Gravina Live

Premio Comuni Virtuosi: aperto il bando 2018

E’ ufficialmente aperto il bando per la dodicesima edizione del Premio nazionale dei Comuni Virtuosi, promosso dall’Associazione Comuni Virtuosi, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Anci, Ispra, Agenda 21 Italia, Borghi Autentici d’Italia.
Al premio possono concorrere tutti gli enti locali che abbiano avviato politiche (azioni, iniziative, progetti caratterizzati da concretezza ed una verificabile diminuzione dell’impronta ecologica) di sensibilizzazione e di sostegno alle “buone pratiche locali” con particolare riferimento alle seguenti categorie: gestione del territorio (Opzione cementificazione zero, recupero aree dismesse, progettazione partecipata, bioedilizia, ecc.); impronta ecologica della “macchina comunale” (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.); rifiuti (raccolta differenziata porta a porta spinta, progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso); mobilità sostenibile (car-sharing, carpooling, traporto pubblico integrato, piedibus, biocombustibili, ecc.); nuovi stili di vita (progetti per stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili, quali: filiera corta, disimballo dei territori, diffusione commercio equo e solidale, autoproduzione, finanza etica, ecc.).
La Commissione Giudicatrice del Premio è composta da: Maria Rita Crisci (Sindaca di Montelepre), Massimo Buccilli (A.D. Velux), Leyla Ciagà (Assessore di Bergamo), Tiziana Benassi (Assessore di Parma), Stefano Ciafani (Presidente Legambiente), Alessandra Bonoli (Università di Bologna), Alessio Maurizi (Radio 24), Paolo Pileri (Politecnico di Milano), Eliana Bruschera (Novamont SpA), Michele Munafò (Ispra).
La graduatoria finale con cui la giuria decreterà il comune più virtuoso dell’anno sarà stilata entro il mese di novembre, segnalando le progettualità ed esperienze più significative. Il termine per la presentazione dei progetti è fissato per il 31 ottobre 2018. La Cerimonia di premiazione avverrà nel corso di un incontro pubblico che si terrà a Trento presso il “Muse” sabato 15 dicembre. Al comune vincitore verrà donato un audit dei servizi espletati per ottimizzazione i servizi e i costi della gestione dei rifiuti, anche in relazione al benchmarking dei costi ed alla Redazione della relazione ex art. 34 comma 20 D.L. 179/2012. Il valore di tale servizio, che verrà effettuato da Esper (sponsor tecnico del Premio) è pari a circa 10.000 euro. In alternativa, se il Comune non ha ancora attivato la tariffazione puntuale, lo studio potrebbe riguardare le migliori e più opportune modalità di implementazione della tariffa puntuale con valutazione del rapporto costi/benefici di vari scenari di implementazione.

Per informazioni, richieste e segnalazioni: Associazione dei Comuni Virtuosi – P.zza Matteotti, 17 – 60030 Monsano (AN) Tel. 33843092695 – info@comunivirtuosi.org

Segreteria organizzativa
Marco Boschini
Tel. 3384309269 – info@comunivirtuosi.org

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RASSEGNA STAMPA – Rifiuti Torna in campo la ESPER a Ragusa

Con determina dirigenziale n. 127 del 28 agosto scorso del Settore Appalti e Contr4atti è stato approvato l’esito delle operazioni di gara relative alla procedura aperta per il conferimento dell’incarico di Direttore dell’Esecuzione del Contratto per il servizio integrato di raccolta dei rifiuti urbani, per la durata di 72 mesi.

Aggiudicataria della procedurta di gara del suddetto servizio è stata la ditta ESPER srl di Torino per il prezzo di 237.600 oltre IVA al netto del ribasso offerto dell’1% sull’importo a base d’asta di € 240.000 oltre IVA.

Fonte: RagusaOggi