Toscana: cresce la differenziata; Capannori è l’eccellenza

La Regione Toscana ha appena pubblicato i dati certificati riguardo all’andamento della raccolta differenziata a livello regionale.

È salita di quasi 3 punti rispetto al 2016 la percentuale di raccolta differenziata e la produzione di rifiuti non differenziati è calata in modo sostanziale. Nel dettaglio, la percentuale della raccolta differenziata a scala regionale di attesta al 53,9%, con un incremento di 2,9 punti rispetto all’anno precedente. La produzione di rifiuti urbani è stata pari a 2,24 milioni di tonnellate in diminuzione del 2,9% rispetto all’anno precedente (- 67.000 tonnellate) con il dato pro capite che è passato da 617 a 600 kg/abitante (pur sempre un quantitativo molto elevato in confronto ai 497 kg/abitante anno medi a livello nazionale). Molto positiva la sostanziale diminuzione, pari a circa 98.000 t, della parte non differenziata dei rifiuti.

“I dati certificati – commenta l’assessore Federica Fratoni – ci dicono che la strada intrapresa è quella giusta e le risorse messe a disposizione dalla Regione pari a 30 milioni di euro saranno utili a spingere in avanti le performance, così da raggiungere nei tempi stabiliti l’obiettivo che siamo posti di 70% di raccolta al 2020. Nei dati mi preme sottolineare – prosegue Fratoni – il calo dell’indifferenziato e quello della stessa produzione generale pro capite, a dimostrazione che la raccolta differenziata porta come effetto indotto la diminuzione di rifiuti”.*

Maglia nera della Toscana il Comune di Abetone Cutignano con duemila abitanti e 12 % di differenziata ma anche altri comuni ben più conosciuti, ad esempio Orbetello, sono fermi al 15% ed i peggiori capoluoghi rimangono Grosseto (34%) e Massa (32%).

A guidare invece la classifica dei virtuosi è tornato il Comune di Capannori che con un eccellente 88,1% mostra ancora una volta l’importanza di un lavoro continuo per mantenere alte la partecipazione e le performance ambientali. Questo risultato mostra anche la centralità del meccanismo della tariffazione puntuale (implementata con la collaborazione di ESPER) che, quando ben strutturata, spinge continuamente verso il miglioramento i comportamenti delle famiglie e delle imprese. Non è un caso che le altre amministrazioni che con Capannori condividono il podio ed i primi posti, abbiano attivato meccanismi di tariffazione puntuale per le utenze in funzione dei rifiuti non riciclabili prodotti.

 

*fonte: e-Gazette

 

Da Strasburgo via libera alla direttiva contro i monouso in plastica

Il Parlamento europeo – e non è una sorpresa visto i recenti orientamenti – ha approvato oggi con 571 voti favorevoli, 53 voti contrari e 34 astensioni la relazione della Commissione ambiente sulla proposta di una direttiva volta a ridurre l’utilizzo di articoli monouso in plastica. Prima di diventare effettiva, la normativa deve ancora passare il vaglio del Consiglio d’Europa: i negoziati partiranno non appena i ministri dell’UE avranno definito una posizione comune, presumibilmente nei primi giorni di novembre.

Il documento approvato dagli europarlamentari prevede il divieto, a partire dal 2021, della vendita di alcuni articoli quali: bastoncini cotonati per la pulizia delle orecchie, posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette), piatti, cannucce, mescolatori per bevande e aste per palloncini, oltre ad articoli in plastica oxodegradabile e contenitori (tazze, vaschette con relative chiusure) in polistirene espanso per consumo immediato (fast-food) o asporto (take-away) di alimenti senza ulteriori preparazioni. Sono stati invece salvati in extremis i sacchetti ultraleggeri, con spessore inferiore a 15 micron, che in una prima versione del documento erano stati inclusi nei prodotti da bandire.

Ai paesi membri viene anche chiesto di ridurre del 25%, entro il 2025, il consumo di altri articoli monouso per i quali non sono ancora disponibili alternative valide, come confezioni per hamburger, panini, frutta e verdura, dolci e gelati.

É prevista deroga temporanea, fino al 2023, per stoviglie monouso utilizzate nei servizi sociali, come la ristorazione nelle scuole e i servizi sanitari. Ma – si legge nel testo – nel quadro di appalti pubblici di forniture assegnati prima del 31 dicembre 2018.

Non sono invece previste eccezioni per gli articoli monouso prodotti con plastiche biodegrabili e compostabili.

Ai singoli governi toccherà anche il compito di incoraggiare l’impiego di prodotti riutilizzabili più volte, multiuso e riciclabili.

Le bottiglie di plastica dovranno essere raccolte in modo differenziato e riciclate al 90% entro 2025. I contenitori per bevande, inoltre, dovranno essere prodotti con plastiche riciclate per almeno il 35% del loro peso, a partire dal 2025 ed essere completamente riciclabili; tra l’altro, le chiusure dovranno essere vincolati all’imballo, al fine di ridurne la dispersione.

Limiti sono previsti anche per mozziconi di sigarette contenenti plastiche (filtri) – da ridurre del 50% entro il 2025 e dell’80% entro il 2030 – nonché reti e attrezzature da pesca abbandonate che dovranno essere raccolte per almeno il 50% e riciclate al 15% entro il 2025. Per mozziconi e reti da pesca si applicherà inoltre la responsabilità estesa dei produttori, che dovranno accollarsi i costi per la raccolta, il trasporto e il trattamento di questi rifiuti.

I pareri degli eurodeputati italiani

“Una vittoria per il pianeta”

Non sono tardati ad arrivare i commenti positivi da parte dei vari gruppi politici del Parlamento europeo, primi fra tutti i Verdi/Ale, che in un comunicato stampa si congratulano per l’adozione di un’”ambiziosa relazione” per ridurre l’inquinamento. Non solo, aggiungono: grazie al loro intervento “Il testo fa progressi anche per quanto riguarda il divieto di alcuni prodotti etichettati come biodegradabili. Questi prodotti, cosiddetti ‘oxoplastici’ e troppo spesso fatti passare per ‘biodegradabili’, in realtà si riducono in microparticelle di plastica altrettanto problematiche”.

Marco Affronte, membro Verde della commissione parlamentare per la Salute e per l’Ambiente, sottolinea l’importanza del divieto ed il ruolo del Consiglio nel sostenere la posizione espressa dai parlamentari. Aggiunge: “Nonostante le massicce pressioni esercitate dai produttori di materie plastiche che volevano ridurre il campo di applicazione del testo o sfuggire alla clausola di ‘responsabilità estesa’, costringendoli a sostenere i costi di raccolta dei prodotti che producono, la maggioranza dei parlamentari si è opposta”.

“Vince la linea del cambiamento”

Anche l’eurodeputato pentastellato Piernicola Pedicini parla di “risultato storico”, segno del cambiamento in atto in Europa. “Per una volta l’Unione europea si dimostra all’altezza delle sfide che l’attendono. Servono scelte coraggiose se davvero vogliamo salvare il nostro pianeta e la salute delle generazioni future”. Dal MoVimento proviene anche un emendamento al testo, approvato, “che difende il principio dell’acquisto consapevole. I consumatori, infatti, dovranno essere informati sulle sostanze chimiche pericolose contenute nei prodotti di plastica”. Unico rammarico “il fatto che le bottiglie di plastica non siano state incluse negli obiettivi di riduzione della direttiva”, conclude.

“Segnale per l’economia circolare”

L’eurodeputata Pd del gruppo S&D Simona Bonafè è altrettanto soddisfatta del voto di oggi, che rappresenta a suo avviso “Un importante segnale di transizione verso l’economia circolare e la lotta all’inquinamento dei mari”. L’Europa, continua, “dimostra di avere a cuore la salute del pianeta e allo stesso tempo di puntare, sempre più, verso un nuovo modello di sviluppo sostenibile”. Conclude: “Adesso vedremo se nel negoziato che si apre a novembre, il governo italiano sosterrà le posizioni del ministro grillino Costa che si è dichiarato più volte su posizioni ‘plastic free’ o degli alleati leghisti che, più volte, si sono espressi come fermamente contrari a questa direttiva”.

“Grave attacco al made in Italy”

Non è dello stesso avviso Elisabetta Gardini, capo della delegazione di Forza Italia al Parlamento europeo. Già nei giorni scorsi si era lamentata in merito alla superficialità con cui, a suo avviso, è stato affrontato il tema. Secondo l’azzurra, in questo modo “Si colpiscono le categorie di prodotti che, nella lista dei dieci oggetti trovati più frequentemente sulle spiagge, non stanno né al primo, né al secondo, né al terzo, ma al settimo posto. E a quel settimo posto si potrebbe benissimo – invece di ‘posate, piatti e cannucce’ – scrivere ‘Italia’! Si colpiscono le stoviglie perché sono prodotte principalmente in Italia”.

 

Fonte:
Polimerica.it
Eunews.it

Lanuvio: il Comune più organico d’Italia

Lanuvio è un Comune dei Castelli Romani di poco più di 13.500 abitanti. Nel giugno 2016 la percentuale di raccolta differenziata del Comune era estremamente bassa e si attestava sul 16%, ben lontano da quanto prescritto dalla normativa nazionale ed europea. Con il supporto tecnico di ESPER, Lanuvio ha imboccato la via della raccolta porta a porta, arrivando già alla fine dell’anno a superare abbondantemente quota 50% (novembre 2016 69,4%). Oggi la percentuale di raccolta differenziata è stabilmente fra il 70 ed il 75%, a fronte di una media provinciale di 42,34% e una regionale del 42,37% .

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E se da una parte crescono le percentuali di raccolta differenziata, dall’altra è sensibile il calo di produzione generale dei rifiuti: se nel 2015 ci si assestava sui 432 kg/abitante all’anno, i dati del 2018 proiettati su base annua sono calati fino a raggiungere i 336 kg/abitante all’anno.
Se i dati esposti testimoniano l’impegno ed il grande lavoro dell’Amministrazione Comunale e della cittadinanza di Lanuvio, analizzandoli ulteriormente si scopre che il vero capolavoro è la gestione dell’organico. La diffusione del compostaggio domestico è elevatissima: al di fuori del centro urbano tutte le utenze sono tenute al compostaggio domestico a fronte di una riduzione del 10% della parte variabile della TARI.
Il risultato di tale politica è eccellente: 2169 utenze gestiscono in autonomia i propri rifiuti organici che ammontano a circa 867 tonn/anno.
L’eccellenza di Lanuvio non è passata inosservata: il Comune ha ricevuto il premio “La Città per il Verde 2018” per la sezione “Il Comune più organico”, la cui cerimonia ufficiale di premiazione si terrà venerdì 9 novembre 2018 alle ore 9.30 nell’ambito di Ecomondo, il prestigioso Salone Internazionale della green economy, della trasformazione delle materie seconde e dei rifiuti, dell’efficientamento energetico, delle soluzioni e tecnologie volte a migliorare la qualità della vita dei cittadini e favorire lo sviluppo dei territori in chiave sostenibile.

Ne parliamo con Mario Di Pietro, Assessore all’Ambiente di Lanuvio

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Partiamo dal premio ricevuto. Lanuvio è a tutti gli effetti una eccellenza nazionale…
Sì. Lo siamo. Ed è una soddisfazione immensa.
A Lanuvio abbiamo fatto delle scelte che, soprattutto nel momento in cui abbiamo deciso di compierle, ovvero appena prima di una campagna elettorale, potevano risultare “forti”. Considerate che siamo un Comune dei Castelli Romani con una superficie di circa 44 km quadrati, quindi con una prevalenza forte di abitazioni nelle zone meno urbanizzate, in campagna. Su circa 6.000 utenze registrate nel nostro Comune, più di un terzo sono nella zona definita “case sparse”. In questa zona il servizio di raccolta ha ovviamente delle frequenze e delle modalità differenti rispetto al centro urbano. Bene abbiamo deciso che in questa zona tutti avrebbero fatto il compostaggio domestico. All’inizio sembra una scelta un po’ forte, però ci abbiamo creduto e l’abbiamo ragionata e condivisa innanzitutto con l’ing. Salvatore Genova, direttore tecnico di ESPER che per noi è stato sempre un punto di riferimento importante. Abbiamo valutato i pro e i contro e ci siamo imbarcati in questa avventura.

La risposta della cittadinanza è stata da subito buona?
Senza dubbio siamo stati agevolati dal fatto che chi fa la scelta di abitare nelle case sparse, sia che venisse dal centro urbano, sia che abitasse nella zona da generazioni, ha un rapporto con la natura molto più stretto e vede il compostaggio come un’azione ordinaria. Tanti fra l’altro hanno ancora l’animale da cortile e quindi già smaltivano autonomamente i propri scarti organici. Certo non è stato facile e scontato: come tutte le imposizioni, inizialmente c’è stata qualche resistenza. Anche perché da subito abbiamo chiarito che non si trattava di una scelta a cui non avremmo dato seguito: con gli uffici e con gli ispettori ambientali abbiamo da subito effettuato controlli e verifiche per far sì che il compostaggio avvenisse realmente, così da giustificare pienamente gli sconti in bolletta previsti. Dobbiamo dare atto all’azienda gestore del progetto di averci sempre seguiti.
Abbiamo fatto un’ottima campagna di sensibilizzazione e di comunicazione, e devo dire che dopo le prime resistenze, la cittadinanza ha dimostrato di crederci e di condividere il progetto. Tutto ciò ha portato ad avere pressoché da subito un riscontro positivo. Anche perché l’avere un mastello in meno da gestire è un vantaggio per chi, come chi abita in case sparse, spesso deve trasportarlo per lunghi tratti dall’abitazione al cancello.
La somma di tutti i fattori espressi fasi che nel Comune di Lanuvio 2.169 abbiano intrapreso la via del compostaggio domestico.

Lanuvio però non è solo compostaggio.
Nell’ultimo anni in effetti ci siamo assestati su livelli di raccolta differenziata molto alti. Vista l’esperienza estremamente soddisfacente che alcuni Comuni del territorio avevano fatto altrettanto prima di noi, abbiamo deciso di affidarci per la progettazione del nuovo servizio di raccolta alla ESPER. Ma la progettazione non è tutto: ci abbiamo messo del nostro e ci teniamo a far bene.
Mediamente stiamo fra il 73 ed il 75% di raccolta differenziata. Valori reali, veri, che non gonfiamo e non vogliamo gonfiare con escamotage che abbiamo visto utilizzare altrove. Quello della gestione rifiuti è un settore delicato, che riguarda diretamente il futuro nostro e dei nostri figli. Ci teniamo a far bene e ce la mettiamo tutta per ottenere i buoni risultati che tutti oggi possono apprezzare.

Nel breve volgere di due anni e mezzo siete passati dal 16% del giugno 2016 a sfiorare il 75%. Ma non finisce qui: si passerà alla tariffazione puntuale?
Certo. Ci siamo già attivati a proposito. Nel prossimo consiglio comunale del 30 ottobre si voterà il regolamento TARIP e saremo pronti a partire con la tariffazione puntuale dal 1 gennaio 2019. Anche in questo passo abbiamo scelto di chiedere un supporto tecnico ad ESPER, in continuità con quanto fatto in precedenza. Siamo il secondo comune dell’hinterland che parte con la tariffazione puntuale dopo Ariccia, che però partì a lavorare sul tema rifiuti molti anni fa. In pochissimi anni abbiamo recuperato molto terreno. E mi sento di rispondere a tutti quelli che ci rimproveravano di aver preso il riferimento di Ariccia, a loro dire troppo ambizioso, che se ancora non abbiamo superato le loro performances, è questione di giorni. Con il passaggio a Tariffa Puntuale e il meccanismo incentivante ad essa connesso, supereremo certamente i “maestri”. E questo è un motivo d’orgoglio per me e per l’Amministrazione intera. Siamo riusciti a dare al cittadino un servizio puntuale e preciso, sia sotto il profilo della raccolta che sotto quello dello spazzamento, considerando anche il nuovo centro Comunale di Raccolta aperto tutti i giorni. Abbiamo fatto molto, ma siamo consapevoli che c’è ancora molto da fare. Non è un problema. Ci piacciono le sfide. Soprattutto quando le vinciamo. (S.C.)

Banca Mondiale: un’economia circolare per ridurre lo spreco di rifiuti!

Secondo il nuovo Rapporto della Banca Mondiale, se non si avviano al più presto in tutti i Paesi adeguate politiche di gestione dei rifiuti, di riciclo e di economia circolare, nel 2050 la produzione globale di rifiuti arriverà a 3,14 miliardi di tonnellate, circa il 70% dell’attuale.

Senza un’azione urgente, fra 30 anni i rifiuti globali aumenteranno del 70% rispetto ai livelli attuali. È questo il messaggio contenuto nel nuovo Rapporto  del Gruppo della Banca Mondiale (WB) “What a Waste 2.0A Global Snapshot of Solid Waste Management to 2050” (Che spreco 2.0: un’istantanea globale sulla gestione dei rifiuti solidi al 2050).

Il Rapporto di oltre 200 pagine si basa sui dati dal 2012 al 2017, che provengono da 217 Paesi e 367 città, aggiornando in pratica le informazioni contenute nel precedente Rapporto che era uscito nel 2012.

Nel 2017 il mondo ha prodotto 2,01 miliardi di tonnellate di rifiuti solidi urbani (RSU), ma solo il 13,5% di questi viene riciclato e il 5,5% compostato. Si stima che il 40% dei rifiuti generati nel mondo sia gestito in modo inadeguato, disperso nell’ambiente o bruciato all’aperto. Se si continuasse business as usual, alla fine del 2050 si dovrebbero gestire 3,4 miliardi di tonnellate di rifiuti.

Rifiuti gestiti in malo modo – ha affermato Sameh Wahba, Direttore della divisione per lo sviluppo urbano e territoriale, la gestione del rischio di catastrofi e la resilienza della Banca Mondiale – contaminano gli oceani del mondo, intasano i corsi d’acqua causando inondazioni, provocano malattie per effetto dei problemi respiratori legati alla loro combustione, danneggiano animali che consumano i rifiuti scambiati per cibo e colpiscono lo sviluppo economico, come ad esempio impattando sul turismo“.

I dati sulla gestione dei rifiuti sono fondamentali per le politiche di gestione e pianificazione nel contesto locale. Conoscere la quantità e la tipologia dei rifiuti generati, in particolare nei Paesi a rapida urbanizzazione e crescita della popolazione, consente ai Governi locali di selezionare metodi di gestione appropriati e pianificare la domanda futura. Con dati accurati, i Governi possono allocare realisticamente budget e terreni, valutare le tecnologie adeguate e prendere in considerazione partner strategici per la fornitura di servizi, come il settore privato o le organizzazioni non governative.

Il Rapporto sottolinea che la gestione dei rifiuti solidi è fondamentale per città e comunità sostenibili, sane e inclusive, ma è spesso trascurata, in particolare nei Paesi a basso reddito. Mentre più di un terzo dei rifiuti nei Paesi ad alto reddito viene recuperato attraverso il riciclaggio e il compostaggio, solo il 4% dei rifiuti nei Paesi a basso reddito viene riciclato.

La gestione dei rifiuti rispettosa dell’ambiente tocca numerosi aspetti critici dello sviluppo – ha dichiarato Silpa Kaza, Specialista in sviluppo urbano della Banca mondiale e autrice principale del Rapporto –Tuttavia, la gestione dei rifiuti solidi è spesso trascurata quando si tratta di progettare città e comunità sostenibili, sane e inclusive. I Governi devono intraprendere azioni urgenti per affrontare la gestione dei rifiuti sia per la salute dei loro cittadini che per quella del Pianeta”.

Particolarmente problematici”, secondo gli autori, sono i rifiuti di plastica, che, se non vengono raccolti e gestiti correttamente, contamineranno i corsi d’acqua e gli ecosistemi per centinaia, se non migliaia, di anni. Nel 2016, il mondo ha generato 242 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica, ovvero il 12% di tutti i rifiuti solidi, secondo il Rapporto, e il 90% dei rifiuti marini è costituito da plastica.

Sebbene rappresentino solo il 16% della popolazione mondiale, i Paesi ad alto reddito messi insieme generano più di un terzo (34%) dei rifiuti mondiali. Asia orientale e la regione del Pacifico generano circa un quarto (23%) dei rifiuti globali, mentre l’Europa e l’Asia centrale, pur generando 392 milioni di tonnellate di rifiuti, riescono a recuperare, attraverso il riciclo e il compostaggio, il 31% dei materiali scartati.
Medio Oriente e Nord Africa sono le regioni che attualmente producono meno rifiuti, 129 milioni di tonnellate, anche se le stime parlando di una produzione doppia entro il 2050, con l’Africa Subsahariana destinata a triplicarli.
Il Nord America è la regione con la produzione media di rifiuti più alta in assoluto, ma registra oltre il 55% di rifiuti riciclabili, inclusi cartone, carta, vetro, metallo e plastica.

Sulla base del volume di rifiuti generati, della loro composizione e di come vengono gestiti i rifiuti, si stima che 1,6 miliardi di tonnellate equivalenti di biossido di carbonio siano stati generati dal trattamento e dallo smaltimento dei rifiuti nel 2016, pari a circa il 5% del totale emissioni.

La cattiva gestione dei rifiuti sta danneggiando la salute umana e l’ambiente, oltre che contribuire alla sfida climatica – ha affermato Laura Tuck, Vicepresidente per lo Sviluppo Sostenibile della Banca mondiale – Sfortunatamente sono spesso i più poveri a subire l’impatto negativo di una gestione scorretta dei rifiuti. Non deve essere in questo modo. Le nostre risorse devono essere utilizzate e quindi riutilizzate continuamente in modo che non finiscano nelle discariche”. 

La sostenibilità è un altro aspetto necessario della gestione dei rifiuti, ma è ampiamente ignorata. Fattori come gli alti costi per la gestione sostenibile dei rifiuti, spesso scoraggiano le società. Ma lo studio dimostra che non solo è eticamente giusto, ma anche economicamente conveniente.

Se i rifiuti vengono trattati in modo sostenibile, ci sarebbe una significativa riduzione dei costi per la salute dei cittadini e dell’ambiente. Il costo per affrontare gli impatti della cattiva gestione dei rifiuti è ben maggiore di quello necessario per sviluppare e adottare corretti sistemi di gestione dei rifiuti, che, peraltro, riducono l’impronta del carbonio e le correlate calamità dovute ai cambiamenti climatici, che costano la perdita di vite umane, di risorse e denaro.

Il Rapporto sottolinea che i buoni sistemi di gestione dei rifiuti sono essenziali per dar vita ad un’economia circolare, in cui i prodotti sono progettati per durare a lungo e per essere riutilizzati e riciclati. Qualora i Governi nazionali e locali adottassero l’economia circolare, i modi intelligenti e sostenibili per gestire i rifiuti contribuirebbero a promuovere una crescita economica efficiente, riducendo al minimo l’impatto ambientale.

Tra le soluzioni avanzate nel Rapporto, meritevoli di attenzione da parte della governance mondiale, si segnalano:
– il sostegno finanziario ai Paesi in via di sviluppo per implementare adeguati sistemi di gestione dei rifiuti;
– il supporto ai principali Paesi produttori di rifiuti per ridurre il consumo delle plastiche attraverso programmi di riduzione e riciclaggio;
– la riduzione degli sprechi alimentari, educando e informando i consumatori, gestendo adeguatamente i prodotti organici e coordinando programmi specifici di gestione dei rifiuti alimentari.

Fonte: Regioni&Ambiente

Anci puglia: bando contro gli sprechi alimentari

Anci Puglia ha presentato lo scorso 5 ottobre il bando regionale dedicato ai Comuni per il finanziamento di progetti Comunali per il recupero delle eccedenze alimentari. Presenti, oltre al vicepresidente Anci puglia Francesco Crudele, Ruggiero Mennea, consigliere regionale e promotore della l.r. n. 13/2017 per il contrasto agli sprechi alimentari, Anna Maria Candela, dirigente regionale sezione inclusione sociale attiva e innovazione reti sociali, Carmen Craca, consulente esperto che ha contribuito alla stesura della l.r. n. 13/2017.

La legge regionale 13/2017 mette a disposizione per gli anni 2017 e 2018 risorse finanziarie per complessivi 1,6 milioni di euro per gli anni 2017- 2018, a cui andranno a sommarsi ulteriori risorse provenienti da fondi UE. Della dotazione regionale disponibilie 500mila euro sono destinati ai Comuni capoluogo e 850mila saranno assegnati, mediante apposito bando, agli ambiti territoriali per finanziare 17 progetti operativi (50mila euro per ciascun progetto). L’avviso pubblico regionale sarà pubblicato entro metà ottobre p.v. e prevede una procedura valutativa “a sportello”.

“Oggi presentiamo il bando per rendere applicabile la Legge regionale 13/2017 contro gli sprechi alimentari e farmaceutici, – ha dichiarato il Consigliere regionale Ruggiero Mennea – Uuna legge innovativa, utile ed efficace per combattere la povertà alimentare. Ora chiediamo una massiccia partecipazione dei comuni che dovranno coinvolgere tutti i produttori di eccedenze alimentari e farmaceutiche e tutte le associazioni del territorio. Da parte nostra c’è il massimo impegno a sostenere tutti le amministrazioni comunali e a monitorare i risultati raggiunti in base ai quali mi impegno a richiedere nuove ingenti risorse finanziarie per il 2019. Mi aspetto il massimo impegno da parte degli amministratori locali per dare una risposta immediata ed efficace a chi oggi vive una condizione di disagio anche per nobilitare l’impegno politico di noi tutti. Riportiamo la Puglia al benessere e confermiamo la solidarietà che ci contraddistingue”.

“Occasione importante per i Comuni,  – ha dichiarato Francesco Crudele, vicepresidente Anci Puglia – finalmente abbiamo risorse per attuare la “legge Mennea”, che è una buona legge, di immediata applicazione poichè non prevede regolamenti attuativi. Da una recente rilevazione di Coldiretti, emerge che in Puglia si sprecano circa 360mila tonnellate di alimenti commestibili, eccedenze che possono essere recuperate e ridistribuite. Si tratta di valorizzare iniziative di eccellenza che gia esitono sul territorio, rafforzando reti e comunità impegnate, per contrastare in modo efficace e sistematico la povertà alimentare e farmaceutica nella regione, migliorando la sostenibilità sociale, economica e ambientale. ”

Scarica slide presentazione bando

Convegno: “Lo stato dell’arte e le prospettive di sviluppo della tariffa puntuale nel nostro paese”

L’appuntamento del 19 settembre a Roma per il convegno TARIFFA PUNTUALE RIFIUTI: come orientarsi nella normativa in evoluzione ha confermato una tradizione.

Quella per cui i convegni nazionali con i quali ogni anno Payt Italia fa il punto sulla diffusione della tariffa puntuale nel nostro paese sono un momento di confronto di alto livello tecnico tra operatori, politici e amministratori.

La Finestra sulla prevenzione dei rifiuti li ha sempre seguiti con attenzione perchè la tariffa puntuale si è rivelata il principale strumento economico per le politiche di prevenzione dei rifiuti.

Come si può vedere dal programma1 l’appuntamento di Roma è stato pensato in due sessioni, una formula già sperimentata da Payt e che si è confermata di successo, vista la qualità dei contributi e la grossa partecipazione da parte di un pubblico formato da tecnici e amministratori

  • una sessione mattutina per l’approfondimento dei temi ancora aperti;
  • una sessione pomeridiana con tavoli di lavoro tematici in parallelo

La mattina la bella sala della Protomoteca in Campidoglio, messa a disposizione del Comune di Roma ha visto alternarsi interventi di personaggio di peso nella storia della gestione rifiuti in Italia e sollecitazioni di soci Payt sulle questioni di attualità per la gestione della tariffa puntuale. Con l’attenta regia di Gianni Pioltini (sindaco di Albairate MI e socio fondatore di Payt Italia) sono stati proposti spunti innovativi che poi in gran parte sarebbero stati ripresi negli approfondimenti pomeridiani.

Dopo il saluto del Comune di Roma, il Presidente Gaetano Drosi ha introdotto i lavori presentando l’associazione e la sua mission2

La forza di Payt sta nel non essere una “associazione di categoria” che rappresenta specifici portatori di interesse, ma una felice e sinergica combinazione di tutti i soggetti che operano nella filiera che dalla misurazione dei rifiuti e dalla sua attribuzione alle utenze porta alla definizione e alla applicazione della tariffa puntuale.

Avere al proprio interno costruttori e venditori dei sistemi di misurazione, aziende di gestione che li applicano, i tecnici che progettano le raccolte e la tariffa e le istituzioni che governano il settore e implementano le scelte consente di offrire al legislatore un punto di vista sistemico e non di parte –

È quel che serve per andare ad una riforma dell’istituto tariffario basata sulle migliori pratiche realizzate nel nostro paese e per superare una tariffa che oggi appare ed è ingiusta e stressante nell’applicazione.

Ivan Stomeo, delegato Anci Energia e Rifiuti, ha dato testimonianza delle iniziative che l’Associazione sta sviluppando per diffondere tra un numero più ampio dei Comuni attualmente coinvolti la pratica della tariffa puntuale, che Anci ha riconosciuto come importante e fa propria.

Edo Ronchi, il “padre” della tariffa puntuale3, ha spiegato, motivato e rilanciato la natura corrispettiva di una tariffa pensata come strumento economico per modernizzare il settore.

Una modernizzazione oggi ancora più attuale di allora nel nuovo clima che si sta creando con il pacchetto comunitario che inserisce la gestione dei rifiuti nell’ottica dell’economia circolare.

Dopo un intervento di Andrea Ferri – responsabile finanziario di Anci / Ifel, che ha insistito su un approccio tributario alla tariffa puntuale, si è passati agli interventi con i quali alcuni soci hanno portato gli stimoli più innovativi e che riflettono il lavoro recente svolto dell’Associazione.

Consiglio una visione approfondita di questi contributi (forniti per esteso in nota e qui ripresi per cenni), dato che si tratta di approcci spesso innovativi4.

Giorgio Ghiringhelli ha evidenziato il ruolo che l’Authority ARERA potrebbe assumere per il miglioramento del ciclo dei rifiuti. Sono stati esaminati i nuovi livelli di governance che stanno maturando per il settore, evidenziando la tendenza ad un controllo sull’approvazione della tariffa che passerà per gli ambiti ottimali e in ultima istanza per l’Autorità.

Elisabetta Martignoni (responsabile della Commissioni Norme e regolamenti) ha aggiornato l’analisi della normativa vigente e delle criticità sul tappeto, sulla base di una vasta ed esauriente disamina delle norme vigenti ai vari livelli e delle tendenze in atto.

Mario Santi (responsabile della Commissione Misurazione censimento esprienze) ha presentato la proposta Open Data (una banca dati per aiutare Comuni e gestori a implementare i sistemi di misurazione della produzione dei rifiuti e la gestione puntuale della tariffa) e di Payt Compliance. (per arrivar e ad una certificazione di conformità della qualità dei sistemi di misurazione e di gestione puntuale della tariffa).

Monica Bettiol si è soffermata sui principi e sulle fonti del tributo puntuale e della tariffa corrispettiva nella vigente normativa, chiarendo le possibili fattispecie di prelievo (tributaria e non tributaria) e modalità di tariffazione che stanno alle spalle del pagamento dei servizi di gestione rifiuti.

Attilio Tornavacca ha introdotto la questione dei fabbisogni standard, con le criticità (non aggiornamento, scostamento tra diverse fonti governative, non tener conto di alcune voci di costo, quali i costi di amministrazione/riscossione del tributo o tariffa e quelli derivanti dalle mancate riscossioni per crediti inesigibili), le proposte migliorative possibili, la sinergia tra misurazione puntuale ed obiettivi perseguiti con l’introduzione dei fabbisogni standard.

A fine mattinata l’intervento di Pinuccia Montanari, assessore all’Ambiente del Comune di Roma, ha lasciato un segno importante sulla giornata. La politica dei rifiuti del Comune di Roma5 programmata nell’arco della consiliatura, quindi fino al 2021) si è rivelata di largo respiro, centrata su riduzione dei rifiuti prodotti e aumento della raccolta differenziata al 70% (con una tariffa puntuale da implementare per gradi, anche partendo dai condomini) e impiantistica sostenibile (2 impianti di compostaggio, uno di selezione e lo sviluppo delle fabbriche dei materiali – una bella differenza rispetto a quando tutto . o quasi – andava a Malagrotta …).

Il dato più sorprendete è che, mentre la realtà romana dei rifiuti viene rappresentata mediaticamente dai maiali attorno ai cassonetti, Roma in realtà non ha solo dei bei progetti, ma è già oggi la capitale europea con il più alto tasso di raccolta differenziata: meglio di Londra, Parigi, Berlino, Madrid, Vienna.

Mi ripropongo nel tornare più approfonditamente sulla situazione romana con un altro numero delle Finestra sulla prevenzione dei rifiuti.

Il pomeriggio è stato dedicato agli approfondimenti. Ha visto la partecipazione di una buona parte dei presenti alla mattinata, distribuiti tra i tre tavoli costruiti per approfondire tematiche che Payt giudica tra le più urgenti ad attuali. Anche e soprattutto in questo caso gli elementi di seguito riportati sono solo stimoli alla lettura dei documenti di sintesi prodotti dai tre gruppi, che meglio rendono ricchezza e articolazione dei lavori. Essi sono disponibili sul sito di Payt Italia6.

Il primo era dedicato a Misurazione e applicazione della tariffa puntuale. Moderato da Christian Migliorati e Italia Mario Santi appena sfiorato il tema dell’open data su Sistemi di misurazione e applicazione puntuale della tariffa che si ritiene tecnicamente giunti a maturità, con riferimento alle schede e ai tracciati presentati nella mattinata relazione di Santi in mattinata 7. Bisognerà ora concentrarsi sullo sblocco della situazione politica che ne consenta il passaggio ad una fase operativa. Per la quale peraltro i soggetti presenti sono stati allertati come possibili protagonisti della fase sperimentale.

Ci si è invece soffermati sul tema della Payt compliance, cioè sulla identificazione di quell’ insieme di indicatori che attestino la conformità di un sistema di gestione a misurare i rifiuti consegnati al servizio da parte dei singoli produttori e ad attribuire la tariffa puntuale. Non considerandone singoli aspetti (tecnologie misurazione e trasmissione dati; SW per gestione della tariffa – impostazione e gestione PeF, simulazione e calcolo tariffe; emissione bollette; riscossione e gestione contenzioso – sui quali possono esistere certificazioni di prodotto) ma puntando ad una certificazione di processo, di sistema.

Nella prima parte diverse esperienze che si sono misurati con questa tematica hanno sottolineato gli aspetti con i quali hanno fatto i conti, sempre con estrema attenzione ai rispettivi contesti (rilevanti quelle riportate da Cristian Migliorati sul Consorzio dei Navigli, da Fabio Cela su Amaga, da Mario Bertoldi su Ascit).

Nella seconda parte sono state riprese due tabelle della relazione di Santi della mattinata sulla base delle quali avviare la discussione sulla costruzione di indicatori che permettano di definire la situazione di Payt compliance: la prima (Proposte per la definizione di uno schema di Payt compliance) porterà a capire come scegliere e calibrare gli indicatori. La seconda fornisce un primo elenco (aperto) di variabili tra le quali scegliere quelle da selezionare per arrivare alla valutazione della Payt compliance, con i valori e i pesi relativi.

Starà ora al lavoro della commissione (cui verrà fornita la sintesi dei lavori del gruppo con e le due tabelle) sviluppare questi input.

Il secondo gruppo ha affrontato il tema dell’Assimilazione e dei suoi impatti sulla tariffa. La discussione è stata coordinata da Guido Trentini e Walter Giacetti. Ha visto confrontarsi Aziende di Consulenza e fornitura software, Soggetti Gestori e Autorità Regionali, Associazioni di Categoria (Utilitalia) presenti sia funzionari tecnici che amministratori da varie parti d’Italia Nord, Centro e Sud.

Dopo aver toccato i punti caldi aperti dalla sentenza del TAR del Lazio n. 426/2017 del 13 aprile 2017 e della conseguente apertura da parte del Ministero dell’Ambiente del dibattito su una bozza di decreto recante i criteri qualitativi e quali – quantitativi per l’assimilazione dei rifiuti speciali ai rifiuti urbani ai sensi dell’articolo 195, comma 2, lettera e) del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 la discussione ha toccato i principali punti sul tappeto, tra i quali cito a titolo di esempio: la necessità, per assicurare tariffe eque ad ogni utenza, di riformare il metodo di calcolo delle tariffe piuttosto che intervenire nella assimilazione dei rifiuti speciali agli urbani; il fatto che una corretta applicazione della tariffa puntuale, in ragione della maggiore equità rispetto alla tariffa presuntiva, di fatto potrebbe determinare una automatica “autoregolazione” di quei conflitti che stanno alla base delle istanze di deassimilazione da parte alcuni dei soggetti produttori; l’opportunità di una doppia modalità di regolazione (in regime di tariffa puntuale e presuntiva) relativamente alla assimilazione – in sostanza nel caso di tariffa puntuale si auspica che i comuni possano fissare nel regolamento ex art. 198, comma 2, D.lgs. 152/2006 i limiti quantitativi annui di assimilazione della frazione RUR (Rifiuto Urbano Residuo), non sulla base di vincoli precisi definiti a livello centrale, ma avendo come riferimento i quantitativi complessivamente rilevati sul territorio di competenza in modo coerente con gli esiti del locale sistema di misurazione dei rifiuti conferiti.

Ho preso lo spunto solo da alcuni dei punti toccati da un’analisi ben più approfondita per introdurre al fatto che alla fine si è arrivati alla conclusione che, al di là delle conseguenze di un DM Assimilazione che non ha ancora preso forma, risulta chiaro che la regolazione della questione, determinerà problematiche applicative e difficoltà operative che graveranno principalmente nei comuni.

Si ritiene allora che a livello nazionale l’applicazione della misurazione e tariffa puntuale ovvero dei sistemi PAYT (Pay as You Throw) potrà costituire, laddove è stata già applicata e dove lo sarà anche sulla spinta di queste nuove problematiche, un percorso innovativo ed efficace, non solo come metodo alternativo e particolarmente adatto a proiettare i sistemi di gestione dei rifiuti urbani verso la massimizzazione del riciclo e la riduzione dei rifiuti, ma anche come strumento principale di gestione di molte delle problematiche che stanno alla base della necessità della regolazione della assimilazione e della riformulazione della tariffa attraverso la riforma del DPR 158/99.

Il terzo gruppo è stato coordinato da Elisabetta Martignoni e Monica Bettiol e ha affrontato il tema delle Proposte di modifiche legislative per una norma organica sulla tariffa puntuale.

Si sono affrontati diversi temi.

Piano economico e Finanziario (PF).

È stata messa in evidenza la necessità di regole che impongano una univoca e non discrezionale compilazione del PF, al fine di permettere una reale comparazione tra aziende in rapporto costi/qualità del servizio. Al riguardo, si ritiene fondamentale l’intervento di ARERA per l’attribuzione dei costi comuni, attraverso la definizione di precise regole di unbundling.

È stata rappresentata l’esigenza di poter disporre di indici a integrazione del PF, al fine di effettuare le necessarie valutazioni di coerenza/efficienza della gestione.

Schema di regolamento tipo.

È stata espressa l’esigenza che Payt diffonda modelli di Regolamento Tarip che possano essere utilizzati come base di lavoro e come modello cui ispirarsi, da calare ed articolare poi nelle singole realtà locali.

Sul tema è di interesse comune poter interloquire con Arera per la definizione del modello tariffario di tariffa puntuale che vedrà la luce.

Governance.

Sono state individuate due tipi di criticità, legate al fatto che la normativa mantiene in capo ai Comuni il ruolo di detentori del regime di privativa sulla raccolta e smaltimento di rifiuti urbani e assimilati:

  1. L’esistenza di Gestori che rappresentano realtà industriali di rilevante importanza economica a livello nazionale, consolidatesi nelle pratiche favorite in alcuni modelli Regionali, in cui i Comuni non hanno più alcuna possibilità di esprimere esigenze o necessità e dalle quali pare impossibile retrocedere, riappropriandosi di un servizio legato al proprio territorio oppure chiedendo servizi connessi a particolari criticità evidenziate dalla cittadinanza;
  2. L’esigenza che il processo di definizione degli Ambiti, nelle realtà in cui sia almeno ancora possibile farlo, venga innescato con una modalità botton down, in cui i Comuni vengano ascoltati e possano esprimere le loro esigenze al fine di costituire Ambiti omogenei non solo per territorio ma anche per visione.

In conclusione: all’appuntamento romano sono venuto in molti, e qualificati.

Ne sono entrati con la coscienza di essere nel posto migliore per discutere e confrontarsi sulla tariffa puntuale.

Non con generici “esperti”, ma con chi in Italia la vive e la pratica fin delle prime esprienze.

E ha creato una Associazione professionale per costruire una visione sistemica in cui abbiano un ruolo tutti gli attori della filiera: da chi fornisce contenitori e sistemi di misurazione a chi gestisce il servizio, da chi progetta il sistema a chi definisce e riscuote la tariffa.

Chi è stato a Roma il 19 settembre 2018 è uscito con la consapevolezza di essere in un cantiere aperto, come è da vent’anni per chi si occupa di tariffa rifiuti nel nostro paese.

Ma un cantiere al quale lavorano i migliori progettisti, i migliori operai e i migliori direttori dei lavori.

Dove però si sente la mancanza di una normativa di sostegno chiara e inequivocabile.

Come se – per restare nella metafora – le fondamenta fossero sempre un po’ “fragili” o se si stesse lavorando a costruzioni destinate a restare “prototipi” o tutt’al è più a diventare “quartieri modello”, ma isolati.

Quando invece quei pazzi di Payt mirano a costruire prima una città, poi una Regione, poi l’intero Paese.

Ed allora bisogna rafforzare la fondamenta, il sistema di dati, modelli, regole e norme che porti ad una riforma dell’istituto tariffario che leghi direttamente il pagamento alla produzione dei rifiuti da parte delle utenze e ai servizi di cui ognuna usufruisce.

Perchè chi inquina, paghi …

1 file:///C:/Users/rifiu/AppData/Local/Microsoft/Windows/INetCache/IE/RDNEYLQD/9-Programma-convegno-payt-A4_9.pdf

3 Che è nata con l’art. 49 del Dlgs 22/97 (il Decreto che ha preso il suo nome) e con il successivo DPR 158/99.

4 Relazioni disponibili in http://www.payt.it/?p=1100

5 Basata sul PIANO DI RIDUZIONE E GESTIONE DEI MATERIALI POST CONSUMO 2017-2021 Deliberazione Giunta Capitolina n.47 del 30 marzo 2017

6 V. sopra. È possibile che al momento dell’uscita di questo contributo le sintesi dei lavori dei tre tavoli pomeridiani siano ancora in fase di raccolta a caricamento (a differenza delle relazioni della sessione mattutina, da subito presenti).

 

Fonte: labelab

AQ Anci-Conai: consultazione pubblica

L’accordo quadro ANCI-CONAI è in scadenza. In vista del suo prossimo rinnovo, ANCI ha lanciato una consultazione nazionale rivolta a tutti i soggetti coinvolti nella filiera dei rifiuti di imballaggio. Non solo gli incontri sul territorio (http://esper.it/2018/10/03/anci-incontri-territoriali-in-vista-del-nuovo-accordo-quadro-con-conai/) ma anche una consultazione pubblica online. L’obiettivo è identificarne le eventuali criticità e raccogliere le proposte di modifica/miglioramento provenienti dai territori.
Vi invitiamo a partecipare alla consultazione online (tramite questionario) per contribuire al punto di vista di ANCI nelle trattative con CONAI e i Consorzi di Filiera.
Grazie per la collaborazione.
Per accedere al QUESTIONARIO:

https://it.surveymonkey.com/r/ANCI-CONAI2018

A Fiumicino decolla anche la raccolta differenziata

La città laziale, nota destinazione turistica, è da qualche mese stabilmente all’80% di raccolta differenziata. Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’ambiente del Comune di Fiumicino

Di Sergio Capelli, Attilio Tornavacca, Salvatore Genova, Andrea Cappello ESPER

Agli annosi problemi relativi alla raccolta ed alla gestione dei rifiuti urbani della Capitale, fa ormai da contraltare una gestione sempre più virtuosa nei centri della provincia Romana.  Il Comune di Fiumicino, che conta circa 80.000 abitanti residenti, è ormai da qualche anno simbolo di questa rinascita green pur a fronte delle complessità determinate dei flussi turistici, dalle attività aeroportuali.

Partiamo da quello che è il dato finale. A Settembre 2018 il Comune di Fiumicino ha raggiunto nel mese di agosto l’80,3% di Raccolta Differenziata, percentuale ormai consolidata dallo scorso febbraio. In una Provincia che veleggia al di sotto del 50% (i dati ISPRA certificano un 42,3% alla fine del 2016), al pari di quella regionale (42,4% nel 2016) il risultato ottenuto dal Comune di Fiumicino acquista un valore ancora maggiore. Un risultato che lo pone nella élite italiana dei Ricicloni. Il percorso per l’eccellenza parte però da lontano. Per la precisione dal 2014 quando il Comune, procedendo con il supporto tecnico di ESPER ad una riorganizzazione del progetto esistente, estese il porta a porta a tutto il territorio comunale.

Proprio dal 2014 parte la crescita delle percentuali di RD del Comune di Fiumicino. Il dato di Partenza non era particolarmente lusinghiero: nel 2012 si era al 4%, nel 2013 ci si assestava su un 11,29%[1].

graficoRD

L’inserimento progressivo della raccolta porta a porta su tutto il territorio comunale ha dunque portato nel 2017 al raggiungimento di percentuali di raccolta differenziata ben al di sopra degli obiettivi nazionali (65%). Ma alla crescita della raccolta differenziata ha fatto eco una sostanziosa riduzione dei rifiuti prodotti dalle utenze fiumicinesi, con un abbattimento di oltre 200 kg/anno pro capite fra il 2012 e il 2016 (da 749,4 a 542,3 kg/anno pro capite).

produzione

Tali risultati sono stati conseguito a seguito dell’introduzione di un servizio di raccolta porta a porta con le seguenti frequenze:

 

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 2/7 2/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 1 – Frequenze raccolta porta a porta pre-2018

Frequenze che dal febbraio 2018 sono state ottimizzate riducendo ad un solo passaggio settimanale la raccolta del secco residuo.

utenze domestiche utenze non domestiche
secco residuo 1/7 1/7
organico 3/7 3/7
carta 1/7 1/7 (2/7 per grandi produttori)
plastica e lattine 1/7 2/7
vetro 1/7 2/7

Tabella 2- Frequenze raccolta porta a porta 2018

Ne parliamo con Roberto Cini, Assessore all’Ambiente del Comune di Fiumicino.
ass.cini

Dal 2014 ad oggi, grazie alla raccolta differenziata, siamo riusciti a ridurre drasticamente il volume del Rifiuto Secco Residuo, di una quota pari all’80% circa. In questo modo abbiamo ridimensionato il numero dei rifiuti che finiscono in discarica, con un enorme beneficio ambientale. In base a ciò, si è resa necessaria una razionalizzazione del calendario di raccolta: la quantità di rifiuti raccolti non giustificava un passaggio bisettimanale. Abbiamo valutato un passaggio a settimana per il secco residuo più che sufficiente, ed i risultati ci stanno dando ragione: dopo i primi mugugni la cittadinanza si è facilmente adeguata ai nuovi calendari di raccolta. Non dobbiamo comunque dimenticare che i cittadini (le sole utenze domestiche ndr) hanno a disposizione due centri comunali di raccolta, uno a Fiumicino e uno a Fregene dove possono conferire alcune tipologie di rifiuti. Per venire incontro alle esigenze dei cittadini abbiamo anche predisposto delle Postazioni Ecologiche Mobili: contenitori scarrabili che, posizionati periodicamente in varie zone del Comune di Fiumicino, permettono ai cittadini di smaltire gratuitamente alcune tipologie di rifiuti

L’aumento della raccolta differenziata e la contestuale diminuzione dei rifiuti mandati a smaltimento, oltre ad un evidente beneficio ambientale, ha certamente liberato delle risorse economiche…

Le risorse liberate ci hanno permesso di implementare ulteriori servizi per i cittadini. A partire dalla raccolta, a richiesta, di pannolini e pannoloni: i cittadini che ne avranno bisogno (vuoi per il lieto arrivo di un bebè, vuoi per l’utilizzo di tessili sanitari legati a patologie), avranno a disposizione due passaggi settimanali dedicati alla raccolta di questo tipo specifico di rifiuti, che andranno a sommarsi al passaggio settimanale del residuo. Non solo: sono a disposizione dei cittadini un servizio gratuito di ritiro dei rifiuti ingombranti a domicilio ed un servizio di ritiro del verde. Ovviamente, per evitare utilizzi impropri da parte del servizio, abbiamo dovuto mettere dei limiti quantitativi: 2 mc a conferimento (5 mc/anno) per gli ingombranti e due sacchi da 120 litri per il verde (conferibili contestualmente alla frazione organica. Qualora i cittadini avessero quantità superiori da smaltire, potranno farlo presso il CdR o le Postazioni Ecologiche Mobili”.

Oggi più della percentuale della raccolta differenziata conta la qualità e la pulizia del materiale raccolto. Qual è la situazione?

Oggi abbiamo una qualità del materiale raccolto buona, ancora migliorabile per quanto la plastica e le lattine, ma non è stato un risultato semplice ed immediato. Inizialmente abbiamo avuto vari problemi di conferimenti impropri. Siamo dunque corsi ai ripari: abbiamo formato gli operatori che effettuano il servizio per organizzare il controllo del materiale. Qualora nel sacco semitrasparente del residuo risultino chiaramente presenti ingenti quantitativi di materiali riciclabili, il sacco viene contrassegnato con un apposito adesivo e non ritirato. Così facendo abbiamo abituato la cittadinanza ad una differenziazione corretta dei propri rifiuti. Un’altra azione intrapresa ha riguardato il contrasto all’utilizzo di sacchi neri non trasparenti che non garantiscono il controllo delle frazioni conferite, fondamentale per avere un’ottima qualità merceologica.

adesivo

1 – Sacchetto segnalato come non conforme

 

Fiumicino ha un tessuto urbanistico complesso: si va dalle abitazioni monofamiliari a condomini di dimensioni titaniche. Come gestite queste differenze?

La gestione delle case monofamiliari o dei palazzi con poche unità abitative, come potete immaginare, non crea particolari difficoltà. Dobbiamo però far fronte anche a condomini di grandissime dimensioni, in particolare in Parco Leonardo. La scelta di non utilizzare contenitori condominiali, in questo caso ha reso ancor più ardua la sfida. Il rischio era quello di trovarsi, nei giorni di conferimento, di fronte ad enormi mucchi di mastelli, con conseguenti difficoltà in fase di ritiro da parte dei cittadini ed un’altissima probabilità di scambio dei mastelli stessi fra condomini. Abbiamo optato, su consiglio di ESPER, per l’installazione di rastrelliere con posti pre-assegnati così da consentire da una parte ad ogni cittadino di ritrovare con facilità il proprio mastello, dall’altra di preservare il decoro urbano nei giorni di conferimento.

rastrelliera2 – Fiumicino, Rastrelliere per conferimento rifiuti nei complessi di grande dimensione

 

Il decoro urbano è senza dubbio importantissimo. A maggior ragione per una città come Fiumicino che ospita stabilimenti balneari e che ha corposi flussi turistici. Come riuscite a preservarlo?

Abbiamo dovuto porre molta attenzione sul tema, in particolare per quel che riguarda il lungomare. Gli stabilimenti balneari avevano la necessità di posizionare i propri contenitori per la raccolta il più possibile in prossimità della strada e dei marciapiedi per ragioni logistiche. D’altro canto l’amministrazione aveva la necessità (anche nell’interesse degli stabilimenti stessi) di evitare assembramenti di cassonetti a vista, sia per evidenti ragioni estetiche e di decoro, sia per evitare conferimenti impropri da parte di passanti, che avrebbero potuto creare problemi ai titolari dei cassonetti stessi. Abbiamo dunque stabilito con un’ordinanza che gli stabilimenti balneari dovessero dotarsi di strutture che nascondessero i contenitori alla vista dei passanti e impedissero loro l’accesso. Sono nate così quelle che chiamiamo “Ecobox”. Ogni stabilimento ha scelto e realizzato la propria, spesso con risultati estetici molto gradevoli.

ecobox1

4- Esempio di Ecobox in graticcio di bambù

ecobox2

5 – Esempio di Ecobox in legno e muratura

ecobox3

6 – Esempio di Ecobox in graticcio di Bambù

ecobox4

7 – Ecobox

 

Nel 2019 scadrà l’attuale contratto per i servizi di Igiene Urbana. L’attuale ha portato risultati apprezzabili. Quali gli obiettivi per il futuro?

Senza dubbio il prossimo passo è quello di predisporre una nuova gara per l’appalto dei servizi di igiene urbana in cui sarà posta particolare attenzione all’obiettivo strategico dell’amministrazione comunale dell’introduzione della tariffazione puntuale quale sistema equo ed incentivante per continuare ad aumentare le performance del sistema. Abbiamo messo a gara la progettazione del prossimo servizio ed il servizio di Direzione dell’esecuzione del contratto e con determinazione 152 dello scorso 10 maggio abbiamo aggiudicato tali servizi ad ESPER. L’attività di direzione dell’esecuzione del contratto da parte dei tecnici di ESPER è iniziata e proseguita fin dal 2014. I risultati raggiunti sono scaturiti anche grazie ad un accurato controllo del servizio ed alla individuazione di migliorie al servizio da parte dei tecnici del Comune e di ESPER. Riteniamo quindi che il gruppo di lavoro che sta redigendo i nuovi atti di gara sia all’altezza degli ambiziosi obiettivi che l’amministrazione si è posta anche grazie al qualificato e quotidiano supporto tecnico garantito da ESPER soprattutto per quanto riguarda il tema dell’ottimale introduzione della tariffa puntuale.

 

[1] Dati ISPRA

Anci: incontri territoriali in vista del nuovo Accordo Quadro con CONAI

Ivan Stomeo lo aveva promesso: “Nella nuova veste di delegato nazionale Anci per il tema Rifiuti, il mio principale impegno sarà rivolto dunque alla collaborazione e alla valorizzazione dell’esperienza di tutti quei Comuni che hanno messo in campo le migliori pratiche per lo sviluppo di progetti locali finalizzati alla  promozione di modelli di economia circolare. Quello che vorrei promuovere dunque come nuovo delegato Anci, è una maggiore apertura verso le esperienze di gestione dei rifiuti e degli imballaggi di successo che avvengono in Italia e anche all’estero da parte di governi, enti locali e industria”[1].

Ed è stato di parola: la parola ora passa ai Comuni, a quelli più virtuosi. Quei Comuni che più di altri si sentono penalizzati per lo scarso ritorno economico determinato dai precedenti Accordi Quadro (“Il finanziamento da parte dei produttori (attraverso il sistema CONAI) dei costi della raccolta differenziata non supera il 20% del totale, laddove invece, dovrebbe essere per intero a loro carico” testimonia l’Antitrust[2]), nonostante il grande impegno profuso, sia in termini politici che in termini meramente economici.

Saranno dunque anche loro a collaborare alla definizione del nuovo accordo quadro Anci-Conai, attraverso una serie di incontri pubblici organizzati da ANCI.
Il primo della serie è previsto per il 5 ottobre. Bari è la prima tappa di una serie d’incontri in vista del rinnovo dell’Accordo Quadro Anci Conai. I 6 incontri territoriali sono pensati come momento di ascolto degli amministratori e degli operatori che a vario titolo sono interessati dalla gestione dei Rifiuti e raccogliere contributi quanto più possibili puntuali e concisi relativi all’articolazione ed al funzionamento dell’accordo vigente e alle modifiche che si ritiene sarebbero necessarie apportare.

La finalità è dunque quella di fornire un’occasione agli Amministratori ed operatori del settore di esprimere il proprio punto di vista, attraverso osservazioni, eventuali criticità o suggerimenti, al fine di poter elaborare insieme la nuova piattaforma negoziale dell’Accordo Quadro Anci Conai.

 

NUOVO ACCORDO ANCI CONAI
INCONTRI CON I TERRITORI
BARI, CORSO VITTORIO EMANUELE II
5 OTTOBRE, ORE 14.00-16.30

Ore 14,00
Saluti
Antonio Decaro Presidente ANCI e Sindaco di Bari
Giorgio Quagliuolo Presidente CONAI

Introduzione
Agata Fortunato Componente delegazione trattante ANCI

Interventi Programmati:
Giovanni Francesco Stea Assessore Ciclo Rifiuti e bonifiche, Ambiente, Rischio industriale, Vigilanza ambientale della Regione Puglia
Fiorenza Pascazio Sindaco di Bitetto e Presidente Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER) Puglia
Raffaele del Giudice Vice Sindaco del Comune di Napoli
Enrico Manscia Sindaco del Comune di Policoro
Nicola Magrone* Sindaco del Comune di Modugno
Francesco Tarantini Presidente di Legambiente Puglia
Gianfranco Grandaliano Commissario ad Acta Agenzia territoriale della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti (AGER) Puglia

Ore 16,00

Dibattito
Il nuovo Accordo quadro Anci Conai: Opportunità e Criticità.
Ascolti di idee e suggerimenti dei presenti.

Modera:
Carmelina Cicchiello Responsabile Ufficio Patrimonio, Politiche abitative, Demanio e Ciclo integrato dei Rifiuti

Interventi e contributi dei presenti

Conclusioni
Ivan Stomeo Comune di Melpignano e Delegato Anci all’Energia e ai Rifiuti

Nel corso dell’incontro sarà presentato ed illustrato il funzionamento della Survey on-line: Un questionario liberamente accessibile via internet con cui potete fornire il vostro contributo alla Consultazione Nazionale sul rinnovo dell’Accordo Quadro Anci Conai

 

[1] Sostenibilità, partecipazione, economia circolare: il progetto per il futuro – intervento per il volume “20 anni di gestione degli imballaggi: cosa è stato fatto e cosa resta da fare” http://esper.it/20-anni-di-gestione-degli-imballaggi-cosa-e-stato-fatto-cosa-resta-da-fare

[2] http://www.agcm.it/dotcmsdoc/allegati-news/ic49_sintesiindagine.pdf

C’è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?

Andrea Cappello – Tecnico ESPER

Le dinamiche europee in tema di incenerimento si presentano in una certa misura anche nel contesto italiano: un eccesso di capacità per alcune regioni, principalmente si tratta delle regioni del Nord dove il ricorso alle discariche è stato progressivamente ridotto, che genera importanti movimentazioni di rifiuti da altre regioni. Alcune di queste si trovano peraltro ad affrontare una difficoltosa transizione nello strutturare il comparto impiantistico, cercando di limitare il ricorso alle discariche. Si tratta di una tendenza in continua crescita. In alcune regioni del Nord-Italia il fenomeno è più evidente: ad esempio la Lombardia. C'è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?I 13 impianti lombardi hanno un eccesso di capacità e per essere alimentati devono bruciare rifiuti provenienti da fuori, in prevalenza dal Lazio e dalla Campania. Da un lato emissioni di CO2 derivanti dai trasporti e dall’altro gli effetti diretti di impianti altamente impattanti sia per quanto riguarda le emissioni in aria che per i residui dei processi di incenerimento. Inoltre, un eccesso di capacità può determinare nel tempo un abbassamento generalizzato delle tariffe corrisposte dagli impianti di incenerimento creando un potenziale contrasto all’interno del mercato del riciclo incidendo sui prezzi di trattamento dei rifiuti.

Tornando al Nord-Italia, possiamo valutare direttamente se e quali effetti ha prodotto fino ad oggi la presenza degli inceneritori sulle politiche del riciclo di questa area geografica che si avvia complessivamente al raggiungimento del 65% di raccolta differenziata. A tal fine viene rappresentata su mappa un’elaborazione effettuata sulla base dei dati delle raccolte differenziate dell’anno 2016 forniti dall’ISPRA. A questi viene sovrapposto uno strato geografico con la localizzazione degli impianti di incenerimento e la loro potenzialità autorizzata. L’analisi della mappa ci mostra di una evidenza: le più virtuose gestioni italiane a livello consortile, tra quelle premiate da Legambiente nel rapporto denominato “Comuni ricicloni”, sono tutte caratterizzate dall’assenza di impianti di incenerimento. Si tratta di consorzi di comuni con elevati livelli di raccolta differenziata (dal 70% all’85%) e bassi livelli di rifiuto residuo pro-capite (inferiore a 100 kg/ab.anno). Tra tutte, le esperienze virtuose dei due consorzi pubblici della provincia di Treviso, Contarina e il Bacino Sinistra del Piave, rispettivamente all’86% e all’84,3 di raccolta differenziata con soli circa 50 kg per abitante di rifiuto residuo raccolto annualmente.

C'è relazione tra presenza di inceneritori e performances dei sistemi di raccolta?A seguire troviamo le esperienze di AET2000 in Provincia di Udine con il 78,3% di raccolta differenziata, Mantova Ambiente con l’82,8%, Ambiente Servizi SPA in Provincia di Pordenone con il 68,7%, il Consorzio dei Comuni dei Navigli in Provincia di Milano con il 74,6%. Si tratta di consorzi pubblici con popolazione amministrata superiore a 100.000 abitanti, tutti con una produzione di rifiuto residuo molto bassa ed elevate raccolte differenziate.

Questi ambiti territoriali estremamente virtuosi sono caratterizzati dal fatto di aver incentrato le proprie politiche industriali sul riciclo, sulla riduzione del rifiuto residuo e sulla prevenzione. Spesso le pianificazioni sono state rimodulate nel tempo: in alcuni casi per modifiche impiantistiche necessarie ad una migliore valorizzazione delle frazioni da avviare a riciclo oppure per riorganizzazioni dei sistemi di raccolta. Negli ultimi anni infatti i sistemi di raccolta hanno raggiunto rese di intercettazione molto elevate con raccolte domiciliari ottimizzate con l’obiettivo di ridurre i costi ma mantenendo i servizi. Senza disponibilità di grandi impianti di incenerimento occorre ridurre la dipendenza dal rifiuto residuo e per far ciò si è agito anche disincentivando i conferimenti da parte delle utenze attraverso lo strumento della tariffazione puntuale. Questo strumento in molti di questi consorzi viene applicato a completamento di esperienze di raccolta già ben strutturate e dove la partecipazione dell’utenza risulta molto elevata.

In molti casi gli obiettivi vengono rivisti al rialzo con programmi continui di miglioramento entro una visione di lungo periodo. E’ ad esempio il caso di Contarina che al 2022 ha posto un obiettivo di produzione pro-capite del rifiuto residuo prodotto pari a soli 10 kg annui, un record a “rifiuti zero” a livello mondiale. Questa flessibilità è fortemente limitata in contesti le cui pianificazioni sono incentrate sul recupero energetico o sull’incenerimento. E’ questo il principale elemento che ha determinato una “geografia dell’incenerimento”, che ci rappresenta di una immobilità nell’implementare politiche virtuose in tali ambiti territoriali. Grandi investimenti ultra-decennali, rigidi contratti con gli enti locali a garanzia di un minimo quantitativo di rifiuto corrisposto e difficoltà nel programmare nuovi obiettivi ma soprattutto visioni di lungo periodo: determinanti che spesso agiscono da freno nel far propendere gli amministratori locali verso una gestione più coraggiosa. Anche ammettendo che attraverso la movimentazione di grandi quantitativi di rifiuti tra le regioni italiane in qualche modo si possa ridurre questa rigidità certamente il controsenso ambientale che abbiamo provato ad illustrare non viene risolto.

Fonte: Eco dalle Città