GDPR, aggiornamento informativa privacy

Buongiorno!
ESPER  è pronta per l’entrata in vigore del GDPR, il nuovo Regolamento generale sulla protezione dei dati dell’Unione Europea, che dal 25 maggio 2018 diventa esecutivo.

Ciò richiede una maggiore trasparenza nella gestione dei dati personali, principio per noi fondamentale. Ci siamo quindi adeguati, aggiornando la nostra politica sulla privacy nel rispetto di questa normativa e fornendoti maggiori informazioni su come utilizziamo e tuteliamo i tuoi dati personali.

Potrai leggerla qui : http://esper.it/disclaimer/

Calcolo dei “Fabbisogni standard”: a disposizione dei Comuni uno strumento gratuito

La Legge di Bilancio 2018 non ha prorogato l’entrata in vigore della norma che prevede, per i Comuni, l’obbligo di avvalersi delle risultanze dei fabbisogni standard per il calcolo dei costi del servizio di smaltimento rifiuti e della Tari.
Con l’avvicinarsi della scadenza dei termini per la presentazione del Piano Economico-Finanziario ESPER e AMBIENTE ITALIA con la collaborazione di INNOVAMBIENTE e il patrocinio dell’Associazione Comuni Virtuosi mettono a disposizione dei Comuni uno strumento informatico per il calcolo dei Fabbisogni Standard.

Il modello di calcolo è stato realizzato per facilitare i comuni a calcolare i fabbisogni standard secondo quanto previsto nella Legge di Bilancio 2018 che prevede che “nella determinazione dei costi di cui al comma 654, il comune deve avvalersi anche delle risultanze dei fabbisogni standard”.
Il modello di calcolo funziona interamente in automatico sulla base di alcuni dati ricavati dall’ Allegato 3 alle Linee guida interpretative per l’applicazione del comma 653 dell’art. 1 della Legge n. 147 del 2013 emanate dal Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’economia e delle finanze. Si deve però rilevare che questi dati risultano aggiornati soltanto all’annualità del 2015.
Per far fronte ad eventuali disallineamenti tra gli importi calcolati e l’importo del PEF del 2018 viene consentito l’inserimento di parametri più aggiornati, qualora disponibili, in modo da poter affinare quanto più possibile il calcolo cercando la massima corrispondenza con i costi reali della TARI “per permettere all’Ente locale di valutare l’andamento della gestione del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti” secondo quanto stabilito dalla recente norma.

Vai allo strumento di calcolo

SAVE THE DATE – 20 anni di gestione degli imballaggi: a che punto siamo?

Conferenza stampa

 

Presentazione del libro
20 anni di gestione degli imballaggi: cosa è stato fatto, cosa resta da fare
A cura di ASSOCIAZIONE DEI COMUNI VIRTUOSI in collaborazione con ESPER

 

Giovedì 11 gennaio 2018, ore 15.00

Sala Presidenza Anci
Via dei Prefetti , 46 – 00186 ROMA

Il 2017 è stato l’anno che ha segnato il ventennale del recepimento da parte dell’Italia della Direttiva Europea sugli imballaggi. Con il decreto Ronchi del 1997 si è dato il via ad un percorso che ha portato l’Italia a superare quota 50% di raccolta differenziata, partendo da una percentuale largamente inferiore al 10%.

Associazione Comuni Virtuosi, con la collaborazione ed il supporto tecnico di ESPER, ha voluto celebrare e ricostruire questo ventennio mantenendo un occhio fisso sul futuro: risultati importanti sono stai raggiunti, ma siamo ancora lontani dagli obiettivi imposti dalla Comunità Europea; tanta strada è stata percorsa, ma molta ancora ne rimane.

Abbiamo quindi voluto coinvolgere rappresentanti di ogni comparto del settore rifiuti per dare una valutazione di quanto fatto, individuare alcune criticità del sistema attuale e fornire spunti su quanto ancora resta da fare, anche in previsione del nuovo Accordo Quadro Anci-Conai che dovrà essere siglato nei prossimi mesi.

A questo proposito giovedì 11 gennaio presso la Sala Presidenza in Via dei Prefetti a Roma nella sede di ANCI, è stata indetta una conferenza stampa di presentazione del libro: “20 anni di gestione degli imballaggi: cosa è stato fatto, cosa resta da fare“. La presentazione del volume promosso in collaborazione con Esper inizierà alle ore 15.

Parteciperanno: Ivan Stomeo, sindaco di Melpignano e Delegato Anci Energia e Rifiuti, Bengasi Battisti, Presidente Associazione Comuni Virtuosi, Sergio Capelli, Responsabile Comunicazione ESPER.

Sono stati invitati: Federico Pizzarotti – Sindaco di Parma e presidente della Commissione Ambiente di ANCI; Diego Barsotti – Responsabile della comunicazione di Revet e Revet Recycling; Rosy Battaglia – Giornalista e presidente di Cittadini Reattivi; Ezio Orzes – Assessore all’Ambiente di Ponte nelle Alpi e coordinatore della redazione del Dossier Anci-Conai ACV-ESPER del 2013; Paolo Glerean – Board member di Plastics Recyclers Europe Association, Assorimap, PETCORE EUROPE e Presidente di PET Sheet Europe (Sector Group of EuPC); Walter Regis – Presidente Assorimap, Associazione nazionale dei riciclatori di materie plastiche; Marco Ravagnani – Presidente di Assosele; Giorgio Quagliuolo – Presidente Conai; Attilio Tornavacca – Direttore Generale di ESPER; Massimo Ferlini – Presidente di Remade in Italy.

Ariccia: la miglior differenziata della Provincia di Roma

Nel 2016 il Comune di Ariccia ha superato quota 65% di RD, entrando di diritto nel novero dei Comuni Ricicloni, come attesta il dossier di Legambiente Lazio presentato il 21 dicembre scorso all’Ecoforum Lazio a Roma, piazzandosi, fra i Comuni con oltre 15.000 abitanti, al 4° posto nel Lazio e al 1° posto tra i Comuni della Provincia di Roma.

Nel 2017 le cose sono ulteriormente migliorate: “Abbiamo abbondantemente superato quota 70%” ha detto il sindaco Roberto Di Felice. Ariccia è stata anche la prima cittadina a praticare la tariffa puntuale, dopo l’approvazione, da parte della Giunta Regionale del Lazio, della deliberazione sulle “Linee guida regionali per l’applicazione della tariffazione puntuale da parte dei Comuni”.

Il risultati raggiunti dell’Amministrazione Comunale, rappresentata dal sindaco Di Felice e dall’Assessore all’Ambiente Indiati, non sono dunque passati inosservati: la premiazione da parte di Legambiente e lo scettro di Comune con la miglior raccolta differenziata della Provincia di Roma sono i giusti riconoscimenti all’impegno e all’ottimo lavoro svolto.

 

RASSEGNA STAMPA – L’associazione I volontari di Castelvetrano: “Petrosino, un esempio da emulare”

Lunedì 9 ottobre al Centro Culturale in Via Garibaldi c’erano i Volontari, i rappresentanti di altre Associazioni Ambientaliste, il Presidente della Pro Loco, alcuni funzionari ed ex Consiglieri del Comune di Castelvetrano. Hanno ascoltato con grande attenzione quanto ha raccontato, durante circa due ore, il Sindaco di Petrosino Gaspare Giacalone rispondendo alle domande del moderatore e di diversi altri intervenuti.

Qualcuno, a fine serata, ha detto che sarebbe stato ad ascoltare ancora a lungo la narrazione di un progetto che ha trasformato la cittadina trapanese in un modello particolarmente virtuoso, da tempo messo in risalto dalla stampa regionale e nazionale, che continua a permettere la crescita del livello di vivibilità percepito dai Petrosileni. Già, la vivibilità. Si stanno diffondendo sulla stampa mondiale delle statistiche elaborate misurando il livello della qualità di vita che percepiscono gli abitanti di ogni angolo del globo.

Quest’anno la nazione più felice è risultata la Norvegia; l’Italia è al 48° posto; nell’ambito nazionale la Sicilia è in fondo alla classifica. Non ci sono dati per Castelvetrano. Ma lo sconforto lo si legge negli occhi dei giovani di questa città, dei genitori che non vedono alcun futuro delinearsi per i propri figli e li spronano a cercare fortuna studiando e lavorando il più lontano possibile dal luogo natio.
Ma un manager che lavorava in banca a Londra ha fatto il percorso al contrario, è rientrato al suo paesello natio, dove tornava solo in vacanza. Aveva visto, negli occhi dei giovani del suo paese, lo stesso sconforto che oggi è così diffuso a Castelvetrano. Ha deciso di armarsi di coraggio e provare a cambiare tutto impegnandosi a fare buona politica.

E’ stato eletto la prima volta con il 36% dei voti, dopo cinque anni gli è stato rinnovato il mandato grazie al 56% di voti di un popolo che ha assistito alla trasformazione radicale del sua cittadina. Giacalone è un sindaco che viaggia a proprie spese, i consiglieri comunali percepiscono 200 Euro l’anno (avete letto bene, 200), in un Comune che non ha in bilancio 1 euro di spese di rappresentanza per i propri amministratori ma ha invece una posta attiva di circa 100.000 Euro ricavati dalla gestione dei rifiuti.
E poi ancora il 60% e più di differenziata, il 65% di tributi riscossi e l’80% di contribuenti virtuosi. Decoro, pulizia, efficienza diffusa e condivisa dalla gran parte della popolazione di 8.150 abitanti, circa 12 km. di coste ripulite anni addietro dai rifiuti e mai più deturpate.

Qualcuno penserà che si stia parlando di una favola siciliana, di un sogno impossibile da realizzare; invece sono i numeri che sono scaturiti dall’incontro franco, diretto, apartitico che lunedì sera si è realizzato tra Gaspare Giacalone ed i castelvetranesi che lo avevano invitato a rendere la sua testimonianza su quanto sia possibile fare anche in questa parte della Sicilia. Un territorio che ha tutti i mezzi per rendere visibile e fruttifero il suo grande patrimonio paesaggistico e culturale; che può trarre dall’economia legata alla cultura, al turismo di qualità, all’agroalimentare che produce tante eccellenze, le risorse per assicurare ai giovani del territorio posti di lavoro ed un concreto miglioramento della qualità della vita degli abitanti, che dovranno credere in questa prospettiva di sviluppo da coniugare in un futuro prossimo.

Il percorso attraverso il quale si sono ottenuti certi risultati è stato frutto di progettualità elaborate con competenza e lealtà. Un percorso comunque difficile e faticoso; si sono dovute prendere decisioni a volte molto drastiche e per questo tanto contrastate. Ma sono state anche adottate delle modalità di attuazione che hanno premiato i cittadini dotati di senso civico, i contribuenti virtuosi, che hanno usufruito di sgravi fiscali quando hanno dimostrato particolare propensione verso il “bene comune”.

Petrosino è stato il primo, tra i comuni del trapanese, che ha recepito la legge regionale della gestione integrata dei rifiuti, la n. 3 del 2013, a seguito della cui applicazione ha potuto gestire la raccolta dei rifiuti autonomamente uscendo dalla trappola speculativa degli ATO. Il piano d’intervento del comune è stato affidato all’ESPER (Ente di Studio per la Pianificazione Ecosostenibile dei Rifiuti) elaborato da un esperto diventato famoso, quell’Ezio Orzes, assessore del Comune di Ponte delle Alpi, in provincia di Belluno, che sta esportando in tutta l’Italia, ormai da diversi anni, il suo modello pluripremiato con cui i Comuni come Petrosino, ma sicuramente anche come Castelvetrano, possono risolvere con successo la gestione dei rifiuti.

Giacalone ha affrontato minacce ed ostruzionismo, ma non si è arreso.
Lunedì sera, a Sant’Agostino, è stato mandato ai castelvetranesi un messaggio di speranza, di esortazione a non scoraggiarsi, ad organizzarsi per unire le forze e non frazionare, in una miriade di iniziative, il progetto di rinnovamento della città e delle sue contrade; per determinare, con tenacia e competenza, la ripresa di una città che merita di tornare ad una situazione di vivibilità di cui è stata privata da incapacità, pressapochismo e scarso amore per il “bene comune”.

Fonte: TP24.it

Rifiuti, torna il vuoto a rendere su cauzione (per birra o acqua minerale)

Al via una fase sperimentale di un anno su base volontaria: ecco come funziona

È stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale di ieri (con un’entrata in vigore del provvedimento a partire dal 10 ottobre) il regolamento del ministero dell’Ambiente sul vuoto a rendere: si tratta di una misura presentata nel “Collegato ambientale” approvato nel dicembre 2015, rivolta «alla prevenzione dei rifiuti di imballaggio monouso attraverso l’introduzione, su base volontaria per un anno, di un sistema di restituzione di bottiglie riutilizzabili» contenenti «birra o acqua minerale».

Ovvero, quei bar, ristorante, alberghi o altri punti di consumo che lo vorranno, potranno riutilizzare gli imballaggi – bottiglie in vetro, plastica o altri materiali – oltre dieci volte prima che questi diventino scarti. Il regolamento pone paletti restrittivi: si parla di contenitori per birre e acqua con un volume compreso tra gli 0,20 e gli 1,5 litri, per un meccanismo che si basa sul sistema del deposito cauzionale (tra gli 0,05 e i 0,3 euro a imballaggio). «Al  momento  dell’acquisto dell’imballaggio pieno – si legge nel testo in Gazzetta – l’utente versa una  cauzione  con  diritto  di ripetizione   della   stessa   al    momento    della    restituzione dell’imballaggio  usato».

Lo scopo? Per il ministro Gian Luca Galletti «un Paese proiettato nell’economia circolare come l’Itali non può che guardare con interesse a una pratica come il vuoto a rendere, già diffusa con successo in altri Paesi. Questo decreto dà una possibilità a consumatori e imprese di scoprire una buona pratica che aiuta l’ambiente, produce meno rifiuti e fa risparmiare soldi».

Una pratica che viene oggi in realtà re-introdotta, essendo il vuoto a rendere ben noto a quegli italiani che ne hanno fatto esperienza nei decenni passati, quando era pratica diffusa anche in Italia. Pratica da tempo abbandonata, e che dovrà confrontarsi con un contesto ben diverso: come andrà ad amalgamarsi il vuoto a rendere con il mutato contesto culturale, con il sistema dei Consorzi Conai per la gestione dei rifiuti da imballaggio, con le filiere del riciclo attive nel Paese?

La risposta non è scontata, ed è per questo che il decreto introduce anche un sistema di monitoraggio per «valutare la fattibilità tecnico-economica e ambientale del sistema del vuoto a rendere, al fine di stabilire se la pratica sia da confermare, ed eventualmente, estendere ad altri tipi di prodotto e ad altre tipologie di consumo al termine del periodo di sperimentazione». Il 10 ottobre 2018, quando sarà scaduto questa prima fase sperimentale di un anno su base volontaria, ne sapremo di più: nel mentre gli esercenti aderenti all’iniziativa potranno esporre un simbolo all’ingresso dei propri locali per avvertire i clienti della novità.

Fonte: GreenReport

#SAVETHEDATE 30/09/2017- Esper al Festival del Paesaggio

Il 30 settembre e il 1 ottobre prossimi,

nella meravigliosa location del Castello dei Monti a Corigliano d’Otranto,

PrendiPosizione organizza la seconda edizione del Festival del Paesaggio,

2 giorni di dibattiti, musica, cibo, spettacoli e laboratori, per porre l’attenzione dell’opinione pubblica  sulla salvaguardia dei Paesaggi del nostro territorio.

Sul palco di PrendiPosizione si alterneranno esperti, politici, cattedratici, amministratori, magistrati, giornalisti al fine di approfondire le varie tematiche che hanno come centro della riflessione il Paesaggio.

A discutere di gestione sostenibile dei rifiuti saranno Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Europe e Zero Waste Italy, ed Attilio Tornavacca, Direttore generale di ESPER.
L’appuntamento è per sabato 30 settembre alle ore 18.30 presso il Castello de’ Monti, a Corigliano d’Otranto (LE).

Evento Facebook: http://www.facebook.com/events/271373256709293/

#SAVETHEDATE – 28/29 settembre: Ecofesta – Fare e Comunicare ad Augusta

Da una fruttuosa sinergia tra i progetti Fare con meno Augusta e #ECOGDO finanziati dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare arriva l’ECOFESTA, workshop, moda, teatro e musica.. il miglior rifiuto è quello che non si produce!

IMG-20170916-WA0008

Decreto Tariffa Puntuale: le valutazioni di ESPER

A cura di Andrea Cappello (Tecnico ESPER) ed Attilio Tornavacca (Direttore generale ESPER)

Lo scorso 14 marzo 2017 l’Europarlamento ha approvato il pacchetto sull’economia circolare, inserendo importanti novità per il settore dei rifiuti. Tra questi è stata innalzata la quota di riciclaggio per i rifiuti urbani fino al 70% mentre per i rifiuti da imballaggio tale quota è stata aumentata fino all’80%.

Altre interessanti novità riguardano il rafforzamento della responsabilità estesa del produttore (EPR), la previsione di strumenti economici-fiscali nella gestione delle politiche sui rifiuti e le nuove strategie sulla classificazione dei rifiuti e delle sostanze pericolose.

All’allegato IV bis vengono introdotti ed elencati gli strumenti per promuovere il passaggio verso un’economia circolare. Gli strumenti a disposizione dei decisori politici vengono suddivisi in due categorie: strumenti economici-fiscali e strumenti tecnico-amministrativi. Tra quelli economici- fiscali abbiamo importanti misure come tasse sull’incenerimento o tariffe al cancello per i conferimenti in discarica, che in passato hanno notevolmente influenzato le politiche di gestione dei rifiuti negli Stati membri o delle regioni. Oltre alle tariffe sullo smaltimento sono previsti strumenti volti a incentivare le autorità locali per l’attuazione di programmi di riduzione e prevenzione o per il potenziamento dei sistemi di raccolta differenziata.

Tra quelli elencati la tariffazione puntuale viene identificata come uno degli strumenti più importanti. L’efficacia della tariffazione puntuale sta nel disincentivo monetario applicato in maniera diretta alle singole utenze in applicazione del principio comunitario “chi inquina paga” sancito dall’art. 14 della Direttiva 2008/98CE, al fine di stimolare meccanismi virtuosi per la riduzione della produzione di rifiuti e per il loro conferimento in modo differenziato. L’introduzione di sistemi di tariffazione puntuale genera effetti talmente positivi, innescando innescano percorsi virtuosi, innovativi e partecipati per una gestione dei rifiuti più sostenibile, che in campo europeo tutte le best practices sono accomunate dall’implementazione di tali sistemi.

La Comunità Europea però non dà indicazioni né regolamenta lo strumento dal punto di vista delle norme tecniche, lasciando agli Stati membri campo libero sulla legiferazione a proposito. Essi legiferano in materia con atti generici lasciando ampio spazio alle amministrazioni locali per la scelta delle metodologie e dei modelli per implementare questa misurazione puntuale dei rifiuti.

In Italia per lungo tempo al concetto di tariffa puntuale, che in maniera lungimirante era stato già introdotta nel 1997 dall’art. 49 del cosiddetto “Decreto Ronchi”, non era stato normato da una specifica disciplina tecnica di dettaglio. Di fatto tale mancanza ha frenato la diffusione a larga scala dei sistemi a misurazione puntuale in alcune regioni. Le amministrazioni pubbliche che hanno scelto di applicare sistemi di misurazione puntuale hanno spesso guardato infatti ai metodi utilizzati oltreconfine adattandoli alle norme interne. Questo vuoto normativo è stata colmato lo scorso 23 maggio 2017 con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto del Ministero dell’Ambiente recante “Criteri per la realizzazione da parte dei Comuni di sistemi di misurazione puntuale della quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico o di sistemi di gestione caratterizzati dall’utilizzo di correttivi ai criteri di ripartizione del costo del servizio, finalizzati ad attuare un effettivo modello di tariffa commisurata al servizio reso a copertura integrale dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti urbani e dei rifiuti assimilati”[1].

Il Decreto è stato emanato ai sensi del comma 668 dell’art. 1 della legge 147/2013, la legge di stabilità del 2014, che introduceva per i Comuni che avevano realizzato sistemi di misurazione puntuale delle quantità di rifiuti conferiti al servizio pubblico l’applicazione di una tariffa avente natura corrispettiva in luogo della TA.RI. L’obiettivo del Decreto è quello di uniformare tecniche e modalità per determinare una tariffa commisurata all’effettivo servizio reso. Vengono quindi dettati i criteri per la realizzazione dei sistemi di misurazione puntuale, che devono riguardare perlomeno il volume e/o il peso del “rifiuto urbano residuale” (R.U.R.) della raccolta differenziata. L’art. 4 del Decreto riguarda infatti la previsione di tariffe a corrispettivo non soltanto per il RUR ma anche per le altre frazioni differenziate conferite al circuito di raccolta o presso i centri di riciclaggio. Questa scelta risulta oltremodo opportuna poiché tiene conto degli ultimi sviluppi conseguiti nelle esperienze di tariffazione puntuale più mature sia a livello europeo che nazionale in cui non viene misurato solo il RUR ma anche altre frazioni differenziate.

Il Decreto definisce inoltre i requisiti minimi dei sistemi di identificazione e le diverse modalità attraverso cui è possibile determinare le quantità misurate. Vengono elencati i sistemi a riconoscimento del contenitore, che può essere un contenitore rigido o un sacco (nel testo del Decreto definiti “sistemi in modalità diretta e univoca”) e i sistemi a riconoscimento dell’utenza previsti in punti di conferimento (come ad esempio nei Centri di Raccolta Comunali).

All’art. 6 vengono dettagliate le modalità di misurazione delle quantità di rifiuto che possono essere conteggiate in maniera diretta, attraverso la pesatura dei singoli conferimenti, o in maniera indiretta, attraverso la rilevazione del volume dei rifiuti conferiti da ciascuna utenza. Nella maniera indiretta il peso verrà ricavato dalla volumetria del contenitore utilizzato, e in questo caso si lascia libera scelta tra contenitori rigidi o i sacchi, o dalla volumetria della apertura di conferimento per i casi in cui si conferisce in un contenitore dotato di calotta. Nei casi di misurazione indiretta il peso può essere inoltre stimato moltiplicando il volume della dotazione assegnata alla singola utenza ponderata per i singoli svuotamenti e moltiplicata per il peso specifico (denominato nel Decreto “Kpeso”). Questo viene calcolato dall’ente competente a definire la tariffa in base alla densità media dello specifico flusso di rifiuto che si vuole misurare e sulla base del rapporto tra la quantità totale di rifiuti raccolti e la volumetria totale contabilizzata.

Un’ultima considerazione riguarda gli art. 7 e 8 dove viene affrontato il caso in cui occorre misurare i singoli svuotamenti in utenze domestiche e non domestiche aggregate come ad esempio i condomini nel caso delle utenze domestiche oppure piccoli centri di consumo o di commercio nel caso di utenze non domestiche. Nel primo caso, quando non sia tecnicamente fattibile o conveniente una suddivisione del punto di conferimento tra le diverse utenze, le quantità o i volumi di rifiuto attribuiti ad una utenza aggregata possono essere ripartiti tra le singole utenze in funzione del numero di componenti del nucleo familiare riferito all’utenza. E’ inoltre previsto che il riparto tra le singole utenze possa venire determinato utilizzando i coefficienti indicati nella tabella 2 di cui all’Allegato 1 del Decreto del Presidente della Repubblica 27 aprile 1999, n. 158.

Nel caso invece di utenze non domestiche, per determinare la ripartizione dei volumi tra tutte le utenze aggregate possono essere utilizzati i coefficienti di produttività (i cosiddetti kc e kd) per ciascuna tipologia di utenza non domestica indicati nelle tabelle 4a e 4b di cui all’Allegato 1 del citato DPR 158.

In definitiva si può evidenziare che il Decreto colma un vuoto normativo che ha inciso in maniera determinate sulla estensione dei sistemi di tariffazione puntuale nel contesto nazionale ed ora la diffusione di tale sistemi subirà certamente una decisa accelerazione. Con la pubblicazione di tale regolamentazione ministeriale le autorità locali vengono spinte ad implementare sistemi di tariffazione puntuale per raggiungere performance sempre più elevata in termini ambientali ma anche economici e sociali come dimostrato nel recente studio “10 percorsi europei virtuosi verso la tariffazione incentivante” redatto dai tecnici di ESPER e pubblicato per il download gratuito nel sito http://esper.it/10-percorsi-europei-virtuosi-verso-la-tariffazione-incentivante/.

[1] Decreto del 20 aprile 2017

ESPER e i Delfini Guardiani

ESPER aderisce al progetto di educazione ambientale dell’Associazione Ambientalista Marevivo per le isole Pelagie. Tutela del territorio, della biodiversità, sostenibilità ambientale sono i punti centrali del progetto rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di Lampedusa e Linosa

Da sempre le azioni degli operatori ESPER sono guidate da una spiccata sensibilità ambientalista. Sia in campo professionale, che nel privato. Quando l’Associazione Marevivo ci ha chiesto un supporto per la il progetto “I Delfini Guardiani” sull’Isola di Lampedusa e Linosa, è stato naturale accettare l’invito alla collaborazione.

Il progetto “I Delfini Guardiani”, ideato e realizzato dall’Associazione Marevivo sin dal 2009, si propone di avviare, all’interno di alcune classi delle scuole primarie e secondarie delle Isole Minori Italiane, percorsi didattici finalizzati alla costituzione di un gruppo di alunni “Delfini Guardiani”, che avranno una maggiore consapevolezza e responsabilità nel tutelare le risorse ambientali del proprio territorio. Dal 2009 ad oggi sono state coinvolte le isole di: Capri , Ischia, Giglio, Ventotene, Lampedusa, Ponza, Sant’Antioco, La Maddalena, Ustica, Linosa, Arcipelago Eolie, Arcipelago Egadi, Pantelleria, oltre alle città di Napoli, Siracusa e Palau, per un totale di oltre 10mila alunni interessati dal progetto.

Consapevoli di quanto sia importante l’educazione ambientale, soprattutto, come in questo caso, nei confronti di coloro che rappresenteranno gli adulti di domani, Esper è dunque partner ufficiale del progetto. Dal 7 aprile, data di presentazione ufficiale del progetto, anche noi saremo un po’ “Delfini Guardiani”.

IMG-20170323-WA0000