RASSEGNA STAMPA – Economia circolare, presentato il volume di Associazione comuni virtuosi ed Esper

Del testo si è parlato oggi a Roma nella sede di Anci. Attraverso le voci degli esperti e il racconto delle buone pratiche nazionali e internazionali si punta ad affrontare il tema cercando di scongiurare il rischio che diventi uno slogan vuoto

‘Verso una economia realmente circolare. Norme, voci, storie’. Si intitola così il volume realizzato dall’Associazione comuni virtuosi e da Esper presentato oggi nella sede di Anci a Roma. Il volume, introdotto da una prefazione del ministro dell’Ambiente Sergio Costa, descrive l’economia circolare come un sistema economico virtuoso, progettato per utilizzare i materiali in differenti e successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

Attraverso le voci degli esperti e il racconto delle buone pratiche nazionali e internazionali si punta ad affrontare questo tema cercando di scongiurare il rischio che diventi uno slogan vuoto, anzi dando sostanza e contenuti realizzabili in tempi brevi.

“Viene presentata una filosofia di pensiero e una linea che i Comuni stanno portando avanti – spiega il presidente della Commissione ambiente di Anci e sindaco di Parma Federico Pizzarotti – I Comuni sono i primi a sentire l’esigenza di cambiare le cose, promuoverle anche per i livelli governativi più elevati, come le Regioni, perché c’è ancora tanto da fare in termini di leggi sui rifiuti, e i livelli nazionali perché c’è ancora tanto da fare in termini di leggi che aiutino l’economia circolare”. Tra le criticità che emergono dal volume, ha spiegato nel corso della presentazione Sergio Capelli, responsabile della comunicazione di Esper, c’è “la mancanza di una legislazione che stabilisca il momento in cui un oggetto smette di essere tale e diventa rifiuto”. Un passaggio fondamentale da portare a termine per sostenere concretamente le tante imprese che hanno deciso di ‘convertirsi’ a questo nuovo e sostenibile modello produttivo.

Fonte: La Nuova Ecologia

RASSEGNA STAMPA – ‘Verso un’economia circolare’, il volume di Comuni Virtuosi ed Esper presentato in Anci

L’obiettivo del lavoro è quello di scongiurare il rischio che “Economia Circolare”, locuzione ormai di uso comune diventata un “mantra” politico-ambientalista, rischi di diventare uno slogan vuoto, dando ad essa sostanza e reali contenuti effettivamente realizzabili in tempi brevi

21 febbraio, 2019

Un volume “per ribadire la necessità e l’urgenza che il nostro Paese proceda a passo spedito verso il percorso intrapreso di un nuovo modello di sviluppo”. E’ la definizione che il Ministro Sergio Costa dà del Volume “Verso un’Economia Realmente Circolare – Norme, Voci, Storie”, realizzato da ACV ed ESPER nello scorso dicembre.

L’obiettivo, decisamente centrato, è quello di scongiurare il rischio che “Economia Circolare”, locuzione ormai di uso comune diventata un “mantra” politico-ambientalista, rischi di diventare uno slogan vuoto, dando ad essa sostanza e reali contenuti effettivamente realizzabili in tempi brevi.

Partendo dalle Norme, raccontando cosa è l’Economia Circolare e come è cambiata la legislazione di settore nel breve volgere degli ultimi mesi, con il “Pacchetto Circular Economy” approvato dalla Unione Europea lo scorso luglio: quali norme sono state modificate, quali i nuovi obiettivi di riciclo e recupero.

Passando dalle Voci, interventi di esperti del settore che hanno fissato i confini del campo da gioco, parlando di Riprogettazione, Riuso, Riciclo, Ricerca, evidenziando quanto sia stato fatto e quali siano ad oggi le azioni indispensabili per raggiungere una vera circolarità del tessuto economico.

Arrivando infine alle Storie, il racconto di esperienze fattive e buone pratiche nazionali ed internazionali. Ovvero i protagonisti di esperienze circolari raccontano sé stessi e le proprie azioni, le difficoltà incontrate, i successi ottenuti, i risultati raggiunti. Cosa sia l’Economia Circolare ce lo racconta chi ha messo le mani “in pasta”. Perché se resta sulla carta, l’Economia Circolare resta una splendida, inutile, utopia.

“Verso una Economia realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” può vantare le introduzioni di tre personalità di spicco del mondo dell’ambientalismo Italiano: il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che fin dal suo discorso di insediamento si è dimostrato estremamente attento al tema specifico tanto da formare  una task-force ministeriale ad esso dedicata; Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Europe, del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e premio Goldman Environmental (il Nobel per l’ambiente); Marco Boschini, portavoce e coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi.

Presentazione

“Verso un’Economia Realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” giovedì 21 febbraio 2019, h 14:45 – ANCI – via dei prefetti 46, Roma

Parteciperanno:
Federico Pizzarotti, presidente Commissione Ambiente ANCI
Ivan Stomeo, 
delegato nazionale ANCI Rifiuti & Energia
Emanuele Rallo, 
Sindaco del Comune di Oriolo Romano e Coordinatore regionale dell’Associazione Comune Virtuosi 
Attilio Tornavacca, 
Direttore generale ESPER.

Fonte: Eco dalle Città

SAVE THE DATE – Verso un’economia circolare. Conferenza stampa in ANCI

Sarà presentato giovedì 21 febbraio 2019 alle ore 14:45 presso la sede ANCI in via dei Prefetti 46 il volume realizzato da Associazione Comuni Virtuosi ed ESPER ed arricchito dalla prefazione del Ministro Sergio Costa, alla presenza di Federico Pizzarotti, presidente Commissione Ambiente ANCI, Ivan Stomeo, delegato nazionale ANCI Rifiuti & Energia, Emanuele Rallo, Sindaco del Comune di Oriolo Romano e Coordinatore regionale dell’Associazione Comune Virtuosi ed Attilio Tornavacca, Direttore generale ESPER.

Roma 19/02/2019 – Un volume “per ribadire la necessità e l’urgenza che il nostro Paese proceda a passo spedito verso il percorso intrapreso di un nuovo modello di sviluppo”. E’ la definizione che il Ministro Sergio Costa dà del Volume “Verso un’Economia Realmente Circolare – Norme, Voci, Storie”, realizzato da ACV ed ESPER nello scorso dicembre.

L’obiettivo, decisamente centrato, è quello di scongiurare il rischio che “Economia Circolare”, locuzione ormai di uso comune diventata un “mantra” politico-ambientalista, rischi di diventare uno slogan vuoto, dando ad essa sostanza e reali contenuti effettivamente realizzabili in tempi brevi.

Partendo dalle Norme, raccontando cosa è l’Economia Circolare e come è cambiata la legislazione di settore nel breve volgere degli ultimi mesi, con il “Pacchetto Circular Economy” approvato dalla Unione Europea lo scorso luglio: quali norme sono state modificate, quali i nuovi obiettivi di riciclo e recupero.

Passando dalle Voci, interventi di esperti del settore che hanno fissato i confini del campo da gioco, parlando di Riprogettazione, Riuso, Riciclo, Ricerca, evidenziando quanto sia stato fatto e quali siano ad oggi le azioni indispensabili per raggiungere una vera circolarità del tessuto economico.

Arrivando infine alle Storie, il racconto di esperienze fattive e buone pratiche nazionali ed internazionali. Ovvero i protagonisti di esperienze circolari raccontano sé stessi e le proprie azioni, le difficoltà incontrate, i successi ottenuti, i risultati raggiunti. Cosa sia l’Economia Circolare ce lo racconta chi ha messo le mani “in pasta”. Perché se resta sulla carta, l’Economia Circolare resta una splendida, inutile, utopia.

“Verso una Economia realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” può vantare le introduzioni di tre personalità di spicco del mondo dell’ambientalismo Italiano: il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa, che fin dal suo discorso di insediamento si è dimostrato estremamente attento al tema specifico tanto da formare  una task-force ministeriale ad esso dedicata; Rossano Ercolini, Presidente di Zero Waste Europe, del Centro di Ricerca Rifiuti Zero e premio Goldman Environmental (il Nobel per l’ambiente); Marco Boschini, portavoce e coordinatore dell’Associazione Comuni Virtuosi.

Presentazione

“Verso un’Economia Realmente Circolare – Norme, Voci, Storie” giovedì 21 febbraio 2019, h 14:45 – ANCI – via dei prefetti 46, Roma

Parteciperanno:
Federico Pizzarotti, presidente Commissione Ambiente ANCI
Ivan Stomeo, 
delegato nazionale ANCI Rifiuti & Energia
Emanuele Rallo, 
Sindaco del Comune di Oriolo Romano e Coordinatore regionale dell’Associazione Comune Virtuosi 
Attilio Tornavacca, 
Direttore generale ESPER

Avanza l’onda Plastic free

Da un capo all’altro d’Italia. Letteralmente.
Sono sempre di più le iniziative che portano all’abbandono della plastica. Le ultime registrate prevengono letteralmente dagli estremi del territorio italiano.
In Puglia la CNA regionale segnala che circa 200 balneatori pugliesi dalla prossima stagione ridurranno l’utilizzo di plastica monouso, che sarà sostituita da contenitori e attrezzi in cellulosa biodegradabile (bicchieri, posate e piatti) e utilizzeranno buste di carta.
Dopo l’approvazione da parte del Parlamento europeo del provvedimento per mettere al bando, a partire dal 2021, alcuni prodotti in plastica come posate, bastoncini cotonati e cannucce, per citarne alcuni, la CNA Balneatori Puglia – è detto in una nota – ha già cominciato a porre particolare attenzione alla graduale eliminazione di quei prodotti che costituiscono il 49% dei rifiuti marini. I circa 200 lidi della CNA Balneatori hanno quindi aderito a giornate di raccolta della plastica sulla battigia e dai fondali marittimi e si sono impegnati nel ridurre il ricorso a posate e piatti in plastica per la somministrazione di cibi e bevande.

Nel contempo la Regione Valle d’Aosta mette al bando la plastica nelle sue strutture. Pone altresì regole contro lo spreco alimentare in caso di organizzazione di buffet nell’ambito di eventi. Meno cibo e le eccedenze destinate alle associazioni.
«Riteniamo che quest’iniziativa sia rilevante dal punto di vista etico e della tutela ambientale – commenta Chatrian, Assessore all’Ambiente Regionale – vogliamo che l’Amministrazione regionale sia la prima a dare esempio di ‘best practices’. In questo caso sono volte a eliminare, certamente in maniera graduale, tutti gli articoli in plastica monouso utilizzati nelle varie strutture della Regione. Quest’azione dev’essere necessariamente supportata anche da tutti i dipendenti»

Loop: e-commerce contro gli imballi usa e getta

Annunciato alla riunione annuale del World Economic Forum a Davos, Loop, la nuova piattaforma di e-commerce di Terracycle, consentirà ai consumatori di consumare “responsabilmente” prodotti in imballaggi ricaricabili, durevoli e specifici del marchio che vengono raccolti, puliti e riutilizzati.

Secondo TerraCycle, l’iniziativa, prima nel suo genere, è progettata per ridurre la dipendenza dalle confezioni monouso offrendo una soluzione conveniente e circolare ai consumatori. I programmi pilota saranno lanciati in primavera in Francia e negli Stati Uniti nord-orientali. Nel Regno Unito si vedrà un progetto pilota di Loop a settembre con il coinvolgimento del rivenditore Tesco, della società di logistica UPS e la società di gestione delle risorse Suez.

Aziende
L’idea di Loop è stata sviluppata da TerraCycle con le aziende produttrici di beni di consumo Procter & Gamble, Nestle, PepsiCo, Unilever, Mars Petcare, The Clorox Company, The Body Shop, Coca-Cola European Partners, Mondelēz International, Danone, Jacobs Douwe Egberts, Lesieur , BIC, Beiersdorf, RB, People Against Dirty, Nature’s Path, Thousand Fell, Greenhouse, Grilliance, Burlap & Barrel Single Origin, Reinberger Nut Butter, CoZie e Preserve.
Tom Szaky, amministratore delegato di TerraCycle, ha spiegato: “Attraverso Loop, i consumatori possono ora consumare responsabilmente prodotti in imballaggi durevoli, riutilizzabili o completamente riciclabili appositamente progettati, realizzati con materiali come leghe, vetro e materie plastiche ingegnerizzate. Quando un consumatore restituisce la confezione, viene ricaricata, o viene riutilizzata o riciclata”.

Convenienza
Parlando con letrecycle.com, Szaky di TerraCycle, ha dichiarato: “La chiave per noi è la convenienza:  il consumatore non acquisterà l’imballo, non dovrà pagare per questo, solo il suo uso. La praticità per noi è molto importante, quindi quando il pacco è vuoto e non ha bisogno di alcuna pulizia, il consumatore può semplicemente rimetterlo nei bidoni in cui lo ha ricevuto e poi viene raccolto. Quindi è efficacemente trattato come spazzatura. ”

Secondo Terracycle, Loop arriverà in tre modelli. Il primo è dove i consumatori acquistano attraverso il sito Web Loop per i prodotti e Loop organizza la consegna e il ritiro. Il secondo modello integrato prevede che i prodotti vengano ordinati tramite il sito Web di un rivenditore partner, consegnati nel modo consueto e lo stesso autista raccolga il contenitore vuoto. Inoltre, il terzo modello è integrato nel punto vendita, dove il consumatore acquista i prodotti in negozio e lascia i contenitori vuoti.
Gli imballaggi vuoti vengono raccolti da Loop e riciclati o riutilizzati. In termini di tracciamento del materiale, Szaky ha spiegato: “In Loop, perché è un sistema chiuso, sappiamo esattamente quante bottiglie sono state prodotte, esattamente quante sono le scorte, esattamente quante sono presso il consumatore”

Il processo è facilitato dal fatto che il consumatore dovrà pagare un deposito sul pacchetto. “Come consumatore, devi mettere un deposito sulla confezione, il che ti rende finanziariamente motivato a comportarsi correttamente”, ha affermato Szaky “Deposito che sarà restituito interamente al consumatore: tutta l’usura è a carico del produttore.”

Come funziona Loop:

ACQUISTA: i consumatori visiteranno i siti Web di Loop, www.loopstore.com, www.maboutiqueloop.fr oppure i siti Web dei rivenditori partner di Loop e acquistano marchi riprogettati per essere imballati senza rifiuti.
RICEVI: i consumatori ricevono i loro prodotti durevoli nella borsa da trasporto “all’avanguardia” di Loop che riduce la necessità di materiali di spedizione monouso come scatole di cartone.
USA: i consumatori usano il prodotto acquistato eliminando l’idea di rifiuti da imballaggio monouso.
RESTITUZIONE: non è necessario pulire e smaltire il pacchetto; mentre i consumatori finiscono i loro prodotti, mettono il pacchetto vuoto in uno dei loro Loop Totes. Loop prenderà li ritirerà direttamente a domicilio.
PULIZIA: il team di scienziati di Loop ha sviluppato tecnologie di pulizia personalizzate in modo che ogni prodotto possa essere riutilizzato in tutta sicurezza.
RICARICA, RICICLO O RIUTILIZZO: il ciclo ripristina i prodotti secondo necessità e restituisce al consumatore le cassette di spedizione ricaricate. Se sono presenti prodotti usati recuperabili come pannolini, assorbenti, rasoi o parti di spazzole, questi saranno recuperati per essere riutilizzati o riciclati.

Link correlati
Loop

Fonte:
Let’s Recycle

Regione Lazio: presentate le linee guida per il nuovo Piano Regionale

L’economia Circolare diventa il perno attorno al quale si redigerà il nuovo Piano Regionale. E’ quanto si evince dalla nota diffusa dalla Regione Lazio:

Piano regionale rifiuti 2019 – 2025: da un’economia lineare a un’economia circolare. Un atto importante che darà un forte impulso alla svolta sostenibile del Lazio, e si inserisce in un’iniziativa organica che il Lazio ha intrapreso con tante diverse azioni concrete: come quella della lotta all’inquinamento dell’aria, della guerra ai rifiuti plastici, al sostegno alle imprese green. L’approvazione in Consiglio avverrà entro luglio 2019.

Un lavoro che va avanti insieme ad altre istituzioni, a partire dal Ministero per l’Ambiente e alla rete dei Comuni del Lazio, ma che coinvolge anche il tessuto produttivo, le associazioni, e naturalmente i cittadini.      

Un’alleanza tra Stato, istituzioni locali, imprese e cittadini per affermare un modello di sviluppo incentrato sulla sostenibilità, sul rispetto dell’ambiente, sull’uso consapevole delle risorse. Un impegno etico, ma anche una grande occasione di crescita duratura.

Dalla Regione Lazio un grande passo in avanti in questa direzione: il nuovo piano rifiuti è stato approvato nei tempi previsti.

Cinque grandi azioni, con l’obiettivo di far entrare il Lazio in una dinamica virtuosa di economia circolare: 

  1. 70% di differenziata entro il 2025: sosterremo con 57 milioni nei prossimi tre anni isole ecologiche e impianti di compostaggio e con il passaggio alla Tarip (Tariffa puntuale) entro il 2020 per tutti i Comuni. “Chi produce meno rifiuti, meno paga”.
  2. Riduzione dei rifiuti Riduzione del 50% del fabbisogno di conferimento in discarica e inceneritori.
  3. Riconversione di Colleferro abbiamo previsto la riconversione dell’impianto di termovalorizzazione di Colleferro, una delle aree a maggior tasso d’inquinamento del Lazio, puntando sulla realizzazione di un presidio industriale altamente tecnologico e senza impatto ambientale.
  4. Stop all’export dei rifiuti Ogni territorio – come avviene in tutta Italia e in tutta Europa e come prevedono la legge e le normative europee – deve chiudere il ciclo dei rifiuti all’interno del proprio territorio.
  5. Lotta senza quartiere ai reati ambientali legati ai rifiuti. Un fatto che, purtroppo, riguarda anche la nostra regione.

 

Proprio il punto 4 di quelli previsti aprirà un confronto con Roma Capitale: “Di fronte al trend e ai ritmi attuali, al fatto poi che ogni 20 giorni devo cercare un presidente di regione che prenda i rifiuti di Roma – ha detto Zingaretti – abbiamo il dovere morale di indicare le soluzioni più congrue e cioè che una città di tre milioni di abitanti deve avere un sito dove far conferire materiale trattato”.

Economia Circolare – Da Davos l’allarme: siamo in ritardo, ma l’AI ci può aiutare

Il  Rapporto “The Circularity Gap Report 2019”  di Circle Economy, un think tank olandese sostenuto dall’UNEP e dal Global Environment Facility, è stato presentato all’annuale  World Economic Forum di Davos (22-25 gennaio 2019)

Ispirato nella forma al Rapporto sul divario delle emissioni delle Nazioni Unite, il Circularity Gap Report fornisce un quadro e una base di dati per misurare e monitorare i progressi nel colmare il divario, anno dopo anno. La nostra economia mondiale è circolare solo al 9,1%, lasciando un enorme “divario di circolarità”. Questa statistica allarmante è l’output principale di questo primo rapporto sulla circolarità, in cui viene lanciata una metrica per lo stato circolare del pianeta.

La chiusura del gap di circolarità è un obiettivo strumentale, che persegue quello più alto di prevenire un ulteriore e accelerato degrado ambientale e disuguaglianza sociale. La transizione verso la circolarità è, quindi, un mezzo per un fine. Come modello multi-stakeholder, un’economia circolare ha la capacità di unire una comunità globale dietro un’agenda d’azione, impegnata e potenziata sia collettivamente che individualmente. Il suo approccio sistemico aumenta la capacità e la capacità di soddisfare le esigenze della società, abbracciando e approvando il meglio che l’umanità ha da offrire: il potere dell’imprenditorialità, dell’innovazione e della collaborazione.

La transizione circolare offre quindi misure attuabili per contribuire al raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile e dell’accordo di Parigi. Il nostro modello lineare non è più adatto allo scopo, fallendo sia per le persone che per il pianeta. Le strategie economiche circolari hanno il potenziale per essere strumentali nella spinta per mitigare gli impatti climatici associati, dato che la maggioranza (67%) delle emissioni globali di gas a effetto serra sono legate alla gestione dei materiali.

Nel rapporto si individuano 4 pratiche finalizzate a colmare il divario di circolarità:

  1. Costruire una coalizione globale per l’azione, composta da imprese in prima linea, governi, ONG e accademici, che inserirà e convocherà un autorevole rapporto annuale sullo stato circolare dell’economia globale e misurerà i progressi verso la sua attuazione
  2. Sviluppare un obiettivo globale e un’agenda di azione collaborando con tutte le parti interessate per concordare una chiara definizione degli obiettivi e l’allineamento con gli obiettivi di sviluppo sostenibile e gli obiettivi di riduzione delle emissioni.
  3. Tradurre gli obiettivi globali in percorsi locali per il cambiamento circolare, prendendo le direzioni generali e interpretandoli per gli Stati nazionali, i singoli settori, le catene di approvvigionamento, le regioni e le città per integrare le strategie nel loro contesto specifico e allinearsi agli incentivi e ai mandati.
  4. Migliorare la nostra comprensione di come leve differenti per il cambiamento circolare influenzano aspetti come il risparmio di materiale, la conservazione del valore e la mitigazione del clima. Considera inoltre pienamente le dinamiche del commercio internazionale e dell’occupazione, oltre alle implicazioni per l’istruzione, la formazione e le competenze future, sia per i giovani di oggi sia per le prossime generazioni di domani.

Nel Rapporto vengono formulate anche delle Raccomandazioni ai Governi per passare velocemente da un’economia lineare “Prendi, Produci, Usa e Butta” ad un’economia circolare che massimizzi l’utilizzo delle risorse esistenti, riducendo la dipendenza dalle materie prime vergini e, al contempo svolgono un’azione di mitigazione dei cambiamenti climatici. Tra queste:

– Abolire gli incentivi che incoraggiano l’uso eccessivo delle risorse naturali, come i sussidi per l’esplorazione, l’estrazione e il consumo dei combustibili fossili.

– Aumentare le tasse sulle emissioni, ma anche quelle sull’estrazione delle risorse e sulla produzione di rifiuti, ad esempio, implementando una tassa sul carbonio gradualmente crescente.

– Ridurre le tasse su lavoro, conoscenza e innovazione, e investire in questi settori. Una riforma fiscale in cui l’onere aggiunto sui prodotti ad alta intensità di risorse viene immediatamente compensato con una riduzione delle imposte sul lavoro, incoraggerà i settori ad alta intensità di lavoro di un’economia circolare, come i sistemi di recupero e riciclaggio.

 

Parallelamente al rapporto “The Circularity Gap Report 2019” la Ellen McArthur Foundation ha presentato “ARTIFICIAL INTELLIGENCE AND THE CIRCULAR ECONOMY”. Il fornisce una prima esplorazione dell’intersezione di due megatrend emergenti: l’intelligenza artificiale e l’economia circolare. Scritto in collaborazione con Google, e con il supporto analitico da McKinsey & Company, rappresenta un primo passo verso la comprensione di come AI potrebbe accelerare la transizione verso un’economia circolare. IL risultato è che si scopre che l’intelligenza artificiale può offrire sostanziali miglioramenti in tre aree principali: progettazione del prodotto, operazioni e ottimizzazione dell’infrastruttura.

La ricerca esamina l’applicazione dell’IA in due catene di valore: il cibo e l’elettronica di consumo. Il valore potenziale che l’utilizzo della AI nel ridisegnare il mercato del food in maniera circolare potrebbe arrivare a 127 miliardi di dollari all’anno nel 2030. Per l’elettronica di consumo l’asticella si posiziona attorno ai 90 miliardi di dollari. Le somiglianze essenziali tra le opportunità in queste due industrie suggeriscono che sono applicabili in tutta l’economia. Combinare la potenza dell’intelligenza artificiale con una visione per un’economia circolare rappresenterebbe una significativa, e ancora in gran parte inutilizzata, possibilità di sfruttare uno dei grandi sviluppi tecnologici del nostro tempo. (SC)

Scarica  “ARTIFICIAL INTELLIGENCE AND THE CIRCULAR ECONOMY” di Ellen McArthur Foundation

Scarica “The Circularity Gap Report 2019”

 

 

Vuoto a rendere in Europa: il rapporto di ACR+

Nel mezzo di rinnovate discussioni su come raggiungere l’efficienza delle risorse e promuovere l’economia circolare in Europa, gli incentivi al vuoto a rendere ed al cauzionamento degli imballi sono ormai argomento fisso nelle discussioni intorno a potenziali strumenti per aiutare a raggiungere obiettivi ambiziosi di raccolta e riciclo e combattere il littering. ACR + ha esplorato le esperienze esistenti con i sistemi di rimborso dei depositi in tutta Europa in un rapporto appena pubblicato, incentrato sulle confezioni delle bevande monouso.

Il piano d’azione per l’economia circolare dell’UE e la legislazione sui rifiuti recentemente riveduta stanno aprendo la strada a una vera economia circolare nell’UE. Affinché ciò si realizzi, è necessario attuare misure concrete a livello nazionale, regionale e locale nei prossimi anni. Sono possibili diversi strumenti e appalti e gli esperti e i responsabili politici sono alla ricerca di soluzioni per quanto riguarda la loro attuazione e i possibili effetti.

Tra gli strumenti possibili, attualmente oggetto di accese discussioni, ci sono sistemi di rimborso dei depositi in base ai quali un consumatore è invitato a pagare una somma di denaro – un “deposito” visibile ed evidenziato – oltre al prezzo del prodotto e può richiedere il rimborso dello stesso se lo riconsegna il prodotto (o la sua confezione vuota) in un punto di raccolta approvato.

Su richiesta dei suoi membri, ACR + ha esaminato l’applicazione dei sistemi di rimborso dei depositi per gli imballaggi di bevande monouso. ACR + ha esplorato esperienze esistenti in dieci paesi europei: Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Germania, Islanda, Lituania, Paesi Bassi, Norvegia e Svezia. Le informazioni sono state redatte in un rapporto intitolato “Sistemi di rimborso dei depositi per imballaggi di bevande monouso in Europa”. Basandosi su fatti e dati disponibili, il rapporto presenta una panoramica informativa degli esempi e degli approcci esistenti in Europa. Mira a supportare i responsabili politici nel prendere decisioni migliori e più informate.

Scarica il rapporto completo o i singoli casi di studio:
Croazia
Danimarca
Estonia
Finlandia
Germania
Islanda
Lituania
Paesi Bassi
Norvegia
Svezia

End of Waste – Legambiente e Kyoto Club: sventato il pasticcio, ora norme certe!

La normativa sull’End of Waste , ovvero quella che è chiamata a stabilire quando un rifiuto cessa di essere qualificato come tale, è in questo momento il crocevia da cui deve passare il futuro del riciclo in Italia. Abbiamo assistito alla protesta dei riciclatori durante Ecomondo, ne abbiamo parlato in convegni ed incontri pubblici. Abbiamo raccontato come il primo (ed al momento unico) impianto al mondo per il riciclo degli assorbenti ad uso umano (pannolini, pannoloni, assorbenti igienici) sia molto limitato, di fatto bloccato, a causa dell’assenza di una normativa. La norma era stata promessa ed effettivamente inserita nel programma politico del Ministro Costa. Ma così come era stata scritta, dopo lo stralcio dal “Decreto Semplificazioni” e l’inserimento nella Legge di Bilancio, la norma sull’End of Waste al termine di un processo di recupero, rischiava non solo di non essere utile, ma di portare con sé alcuni problemi aggiuntivi. Tanto da stimolare la discesa in campo di Legambiente e Kyoto Club 

«La semplificazione del riciclo dei rifiuti urbani e speciali, la normativa sul cosiddetto end of waste, deve essere reale ed efficace, al contrario di quanto si stava facendo con la legge di bilancio approvata definitivamente nei giorni scorsi con l’intervento maldestro del Parlamento. Bene ha fatto il ministro dell’Ambiente Sergio Costa a stralciare quell’articolo dalla manovra economica per farlo tornare dove era stato inizialmente previsto, cioè nel Decreto Semplificazioni. Il nostro augurio è che ora non si facciano ulteriori pasticci nel passaggio parlamentare complicando il testo governativo sulle materie prime seconde che va, invece, nella direzione giusta».

È l’appello lanciato dal presidente di Legambiente Stefano Ciafani e dal vice presidente del Kyoto Club Francesco Ferrante per tradurre finalmente in realtà la norma sull’end of waste sulle materie prime seconde, molte volte annunciata in questi mesi dal ministro dell’ambiente Sergio Costa.

Da diversi anni l’Italia, infatti, non riesce a semplificare le operazioni di riciclaggio dei rifiuti come richiesto dall’Europa con le ultime direttive europee sul tema. La mancata emanazione di decreti sul fine vita dei rifiuti che dovrebbero rendere più semplici, solo per fare due esempi, il riciclo dei pannolini (l’unico impianto al mondo per trattare i pannolini e avviarli a recupero di materia è stato realizzato in provincia di Treviso ma è fermo perché manca la norma che dovrebbe emanare il ministero dell’Ambiente) o il granulato dei pneumatici fuori uso (manca da anni il decreto per riciclarli ad esempio nella produzione degli asfalti per le strade o nella realizzazione dei campi sportivi), sta creando un corto circuito che rischia di aumentare i flussi di rifiuti che vanno in discarica o negli inceneritori. Anche la chiusura del mercato cinese all’importazione dei rifiuti dall’estero, che spesso ha fatto emergere traffici illegali, ha di fatto ingolfato il mercato italiano e serve creare urgentemente il mercato interno dei prodotti riciclati che con i decreti “end of waste” sarebbe molto più rilevante nei numeri e nelle applicazioni.

«Ci auguriamo che questa sia la volta buona per l’approvazione di una norma che faccia decollare definitivamente il riciclaggio dei rifiuti di provenienza domestica o produttiva come ci chiede il nuovo pacchetto di direttive europee sull’economia circolare, grazie alla semplificazione dell’iter autorizzativo – aggiungono Ciafani e Ferrante –. Non c’è più tempo da perdere se vogliamo evitare la realizzazione di altri termovalorizzatori come paventato dal vicepremier Matteo Salvini. Una sciagura per l’economia circolare italiana che dobbiamo evitare rendendo più economiche le politiche di prevenzione, più semplici le operazioni di riciclo, costruendo tanti nuovi impianti industriali per il recupero di materia, a partire da quelli per la frazione organica dei rifiuti nei moderni digestori anaerobici per la produzione di biometano, e favorendo veramente, come previsto dall’obbligatorietà per legge dei criteri ambientali minimi nelle gare pubbliche d’appalto, i prodotti realizzati con materiali da riciclo».  (S.C.)