A Terni nasce Urban Re-Generation

Promosso da Confindustria Umbria, con il sostegno dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, è stato lanciato a Terni Urban Re-Generation,  primo progetto di Distretto italiano della Sostenibilità, dell’Economia circolare e della Rigenerazione urbana.
Otto le aziende che fanno parte del primo nucleo di adesioni: Acciai Speciali Terni, Beaulieu Fibres International, Exolon Group, ERG Hydro, Fucine Umbre, Sangraf International, Novamont e Tarkett.

Il progetto punta alla valorizzazione del territorio in chiave di sviluppo sostenibile, promuovendo una rigenerazione non soltanto legata ad aspetti urbanistici, ma all’insieme delle dinamiche produttive e sociali. Verrà anche avviato un dialogo aperto con le comunità locali e promosse iniziative di comunicazione a livello nazionale e internazionale finalizzate alla promozione del territorio e al confronto con le migliori pratiche europee.

Nel primo semestre di quest’anno, presso le prime otto imprese aderenti al progetto è stata realizzata una ricerca finalizzata alla mappatura delle buone pratiche in materia di sostenibilità ambientale e di economia circolare. La ricerca ha individuato, in coerenza con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Agenda ONU 2030, 32 obiettivi già raggiunti dalle aziende aderenti, e 17 progetti di ulteriore miglioramento delle performance di sostenibilità, da attuare nella successiva fase del progetto.

Tra gli obiettivi raggiunti:

  • Abbattimento, nel 2019, di circa 25.000 tonnellate di CO2 emesse in atmosfera pari a circa il 7% del totale delle emissioni del comparto industriale del ternano.
  • Riduzione fino al 60% dei consumi energetici per l’illuminazione, grazie all’utilizzo di illuminazione a LED.
  • Fino all’80% del totale dei materiali impiegati nella produzione proveniente da materiale riciclato.
  • Fino al 100% degli scarti di produzione reimpiegati come materia prima nel ciclo produttivo o avviati al compostaggio.
  • Produzione in loco di energia elettrica e termica attraverso cogenerazione, con riduzioni fino al 30% del combustibile utilizzato.
  • Investimento, dal 5% al 20%, degli utili in Ricerca e Sviluppo per la riduzione delle emissioni in atmosfera e lo sviluppo di prodotti innovativi e sostenibili.
  • Abbattimento del consumo di acqua potabile grazie al ricircolo acque di processo e al recupero delle acque piovane.
  • Coinvolgimento dei fornitori in progetti per la riduzione dei rifiuti e l’ottimizzazione dei processi di produzione/fornitura delle materie prime.
  • Progetti di dematerializzazione e digitalizzazione per la riduzione del consumo di carta.
  • Analisi del ciclo di vita dei prodotti, riconosciute da certificazioni quali EPD (Dichiarazione Ambientale di Prodotto), Carbon Footprint ed Eco-Label, per identificare i punti critici presenti e definire opportune strategie di miglioramento.

Fonte: Polimerica