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Service TAX: il Governo si impegna ad una sua revisione per favorire l’applicazione del principio europeo “chi inquina paga”

Anche a  seguito della richiesta del ministro Orlando di “Rivedere la Tares, perché così  come è congeniata non aiuta, e modularla sulla base di un meccanismo che premi i comportamenti virtuosi” anche il Governo si è ora impegnato ad una sua profonda revisione.
Con il Decreto Legge 102 del 31 agosto 2013 si è proceduto alla revisione richiesta da più parti. La TARES è stata abolita, ed è nata una nuova tassa, denominata Service Tax, attraverso la quale il cittadino pagherà sia l’ex IMU che l’ex TARES.
La formulazione del nuovo tributo comunale sui rifiuti e sui servizi  (art. 5) è senza dubbio nebulosa ed andrà rivista ed accompagnata da norme attuative precise, ma due cose sono ad oggi certe: la base da cui si parte è quella della TARES (legge 214 del 22 dicembre 2011 art.14) “diretta alla copertura dei costi relativi al servizio di gestione dei rifiuti nel rispetto del principio “chi inquina paga”, sancito dall’articolo 14 della Direttiva 2008/98/CE relativa ai rifiuti”.
Il riferimento al principio “chi inquina paga”, è una vittoria che ha più padroni. In campo di gestione dei rifiuti tale principio si traduce nella tariffazione puntuale, ovvero in quel sistema in cui l’utente paga una tariffa per la gestione dei rifiuti direttamente commisurata al quantitativo di rifiuti indifferenziati conferiti.
Negli ultimi mesi non solo Legambiente e l’Associazione Comuni Virtuosi hanno preso posizione netta a favore della tariffazione puntuale. Anche in Parlamento il tema è stato all’ordine del giorno: nello scorso marzo un gruppo di sedici deputati del Partito Democratico ha rivolto nel marzo scorso un appello all’allora Premier Monti perché si provvedesse ad una revisione completa della TARES. Pressione politica che ha portato all’approvazione di un ordine del giorno che ha impegnato  il Governo ad imprimere una più chiara politica di incentivazione delle pratiche virtuose nella gestione dei rifiuti che prevedano l’applicazione della tariffa puntuale come modalità ordinaria e l’applicazione di un tributo presuntivo soltanto in via eccezionale fino alla messa a punto di sistemi di commisurazione puntuale dei rifiuti prodotti.
Impegno confermato anche con il cambio di governo: il ministro Orlando ha sottolineato nello scorso luglio la necessità di “Rivedere la Tares, perché così  come è congeniata non aiuta, e modularla sulla base di un meccanismo che premi i comportamenti virtuosi”.
Insomma: la strada intrapresa da sempre più Comuni italiani verso la tariffazione puntuale diventa ogni giorno di più la strada maestra nell’ottica di una maggiore equità, di una migliore qualità del servizio, e di un possibile contenimento dei costi dello stesso.